La Dolce Vitti in mostra a Roma dall’8 marzo al 10 giugno

C’è un incantesimo che Monica Vitti ha fatto al cinema e sul pubblico, e per il quale è forse l’ultima grandissima diva del nostro schermo, amata da spettatori di età, sesso, gusti cinematografici diversi.

Monica Vitti è oggi forse l’attrice che suscita la maggiore simpatia e commozione in un pubblico vasto e trasversale, cinefilo e popolare, di cui ogni singolo spettatore ama la ‘sua’ Monica Vitti.

Come forse a nessuna interprete è riuscito, ha unito le due anime divise del nostro cinema più grande: quella d’autore, il cinema d’impegno e linguaggio, e la Commedia all’italiana.
Due anime troppo spesso scisse, conflittuali, che in lei si incarnano, con naturalezza, in un unico corpo.
In questa sintesi Monica Vitti è stata ed è un’attrice unica, attraverso decine di incarnazioni diverse: personaggi, trasformazioni, svolte di carriera, Teatro, Cinema, TV, copioni, canzoni.

Pubblici diversi, anche, per cui è presenza di volta in volta raffinata e popolarissima.

La sua lunga distanza dalle scene, dall’apparizione pubblica, ha paradossalmente prolungato il suo incantesimo, e la diva e la donna sono incredibilmente presenti nell’immaginario di questo 2018.

Ora una mostra fotografica e multimediale, La Dolce Vitti, ideata e realizzata da Istituto Luce Cinecittà, che apre al pubblico a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale dall’8 marzo al 10 giugno 2018, per la cura di Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa, racconta le diverse forme di questa presenza, in 40 anni di spettacolo, decine di film, teatro, TV, costume, cultura alta e popolare, e regala le tracce di questo incantesimo.

Per raccontare la mobilità inclassificabile e magica dell’arte della Vitti, La Dolce Vitti si snoda in un percorso espositivo multimediale e immersivo, con un andamento cronologico e insieme tematico.

Cuore della Mostra sono le oltre 70 magnifiche fotografie provenienti da importanti archivi pubblici, a partire dal grande Archivio storico dell’Istituto Luce, da quello dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, del Centro Sperimentale di Cinematografia, e privati come Reporters Associati, Archivio Enrico Appetito e altri fondamentali fondi come quelli personali di Elisabetta Catalano e Umberto Pizzi.
Immagini spesso rare che toccano 40 anni di carriera ed evoluzioni di un’attrice (e di un Paese che muta con lei). Nella mostra la Vitti si racconta in prima persona, con la sua voce così particolare, ‘sgranata e roca’, attraverso ricordi, riflessioni, brani dei suoi libri.

 

Ilaria Porziani

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.