Non entrate in quella chat!


Molti genitori oggi fanno parte di gruppi whatsapp. All’interno di queste chat i suddetti genitori si tengono informati su tutto quello che riguarda la vita della classe frequentata dai propri figli: gite, compiti, materiale scolastico, riunioni. Purtroppo, sempre più spesso, questi gruppi diventano un focolaio di pettegolezzi, un tribunale dove processare i docenti, un luogo per reperire informazioni sui ragazzi. Ogni dettaglio può scatenare litigi e polemiche. I genitori sembrano preoccupati soprattutto per i compiti da eseguire a casa: quantità e qualità degli esercizi assegnati vengono valutate con attenzione. Grande apprensione suscita anche la possibilità che il prezioso pargolo possa dimenticare squadre e matite, cosicché, mamme e papà sull’orlo di una crisi di nervi, si consultano nervosamente per sapere che cosa prevede l’ orario del giorno. Queste chat sono, evidentemente, la versione aggiornata dell’ ansia genitoriale e della smania di controllo. Ciò che dovrebbe essere lasciato alla responsabilità dello studente, viene preso indebitamente in carico da mamme apprensive e papà incapaci di accettare che il proprio figlio venga preso in castagna dall’insegnante. Se infatti è auspicabile che i genitori conoscano i docenti e frequentino i colloqui previsti, questa continua e inopportuna ingerenza nelle faccende scolastiche agisce come un freno sull’autonomia dei ragazzi, a cui i genitori si sostituiscono pericolosamente. Continuamente controllati e giustificati, i bambini e gli adolescenti delle nostre scuole sono schiacciati dall’ansia da prestazione dei loro genitori, crescendo spesso come piccoli tiranni a cui tutto è dovuto. I compiti, il materiale da portare così come gli avvisi da riferire fanno parte dell’ impegno scolastico e non devono essere gestiti dai genitori. Accompagnate i figli e non sostituitevi a loro: non entrate in quella chat, lasciate che i vostri figli imparino da soli a diventare grandi.

Dott. ssa Francesca Spadaccia

Ascolta “Non entrate in quella chat” su Spreaker.

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