Paola Turci L’Importanza Di “Farsi Bella Per Sé”

“Cammino tra le incertezze senza fermarmi mai… Ogni pagina della mia esistenza è l’anello di una catena che mi porta alla strada successiva. Un collegamento più o meno evidente o significativo, che alle volte sembra soltanto ingombrante. Ma il mio cammino prosegue, snodo dopo snodo, e io cerco di capire sempre più chiaramente cosa c’è di fronte a me, a cosa vado incontro. A cosa credo. Vado avanti e nel frattempo guardo dentro ai miei sentimenti. E lascio libero il cuore”. Il cuore in questione è quello di Paola Turci e queste sono le parole del prologo della sua autobiografia intitolata Mi amerò Lo Stesso.
Paola Turci nasce a Roma il 12 settembre del 1964 in una famiglia benestante. Paola scopre molto presto la sua attitudine alla musica. A 22 anni esordisce a Sanremo con un pezzo scritto da Mario Castelnuovo intitolato L’Uomo Di Ieri. Subito dopo esce il suo primo album Ragazza Sola Ragazza Blu. E’ nei tre anni successivi che lascia il segno al Festival della Canzone Italiana vincendo ben tre premi della critica: nel 1987 con il brano Primo Tango, nel ’88 con Sarò Bellissima e nel ’89 con Bambini, singolo con cui conquisterà anche la vittoria nella sezione emergenti e la notorietà.
Con questo pezzo prende il volo la carriera di Paola Turci _“nutro un senso di gratitudine verso questa canzone perché mi ha permesso di conoscere il mondo e la vita e poi perché ha tracciato un profilo di me stessa come lo desideravo.. io sono quella” _così ha dichiarato di recente l’interprete romana. Il palco dell’Ariston diventa per la Turci un passaggio obbligato, il luogo perfetto per far vivere al pubblico le sue canzoni, infatti nel 1990 si ripresenta con Ringrazio Dio.
E’ un momento difficile per Paola, una storia d’amore complicata che la fa soffrire, il successo e i tanti impegni da gestire e un nuovo desiderio da coltivare: fare l’attrice. Il suo amico Gianmarco Tognazzi vedendola triste e inquieta la accompagna a un corso di recitazione, Paola viene conquistata dal teatro. Nell’estate del 1993 fa un provino per un film con Ettore Scola ma qualcosa cambierà la sua vita e spezzerà il suo sogno. C’è tanta rabbia nel cuore della Turci, quello che sta vivendo e cantando è Uno Stato Di Calma Apparente.
“Quello stato di calma apparente fuori e dentro sé”suona come un presagio per la Turci in quel 15 agosto del 1993. Paola è alla guida della sua auto, sta andando a Reggio Calabria per un concerto, si distrae guardando il telefono, si rende conto di essere sulla corsia d’emergenza, il tachimetro segna 120 chilometri all’ora. Succede tutto in un attimo, lo schianto, il rumore del cofano che si accartoccia, del parabrezza che si frantuma e una bastonata fortissima sull’occhio destro.
“Tengo le mani fisse sul volante: sono magra, mi sento fisicamente in grado di sopportare le botte e assecondare ogni movimento dell’auto. Prendo un sacco di colpi in ogni parte del corpo, ma sono invincibile… Sento zampilli di sangue scorrere sul mio viso, continui e regolari. Mi sembra di essere una doccia da cui esce acqua. Ho la bocca piena di vetri… Ne sento uno conficcato in gola. Sono una fontanella, una pioggia torrenziale di sangue e ho il terrore di mettermi a vomitare… Tossisco e riesco a sputare il vetro. Ora c’è silenzio, sento le cicale frinire”.
Con queste parole Paola Turci descrive, nella sua autobiografia, il momento più traumatico della sua vita. Il viso di Paola è sfigurato, l’occhio destro viene salvato dal tempestivo intervento dei medici e da numerosi interventi chirurgici. Nonostante il trauma subito l’interprete romana decide di riprendere il tour. Gli occhiali da sole e una pettinatura adatta coprono le sue cicatrici. La musica riparte. Nel 1995 esce un nuovo album intitolato Una Sgommata E Via che è anche il titolo del primo singolo estratto, scritto da Vasco Rossi. Quanto sarebbe bello se si potesse buttare il mondo alle spalle, così con “una sgommata e via” ritrovare la libertà, “rimettere in moto il cuore” ma serve tempo e tanto lavoro su se stessi per ritornare a vivere, a “volare a braccia aperte tra le nuvole”, senza più bisogno di certezze ma soltanto di “sognare un po’ di più”.
Volo Così 1986-1996 è la prima raccolta di Paola Turci. Nel ’97 esce Oltre Le Nuvole, composto interamente da cover del repertorio inglese degli anni ottanta e novanta riadattate in italiano. L’album, certificato disco di platino avendo superato le 150 mila copie vendute, è trainato dal grande successo del singolo Sai Che E’ Un Attimo (cover di Time For Letting Go di Jude Cole)
Nel 2000 Paola Turci ripropone la formula fortunata delle cover nell’album Mi Basta Il Paradiso anticipato da Questione di Sguardi, rifacimento di This Kiss di Faith Hill.
Nel 2009 Paola inizia a lavorare a una trilogia composta da Attraversami Il Cuore seguito da Giorni di Rose uscito nel 2010, interamente dedicato all’universo femminile, e terzo e ultimo capitolo Le Storie degli Altri pubblicato nel 2012. Questa Paola Turci sembra una donna diversa, consapevole, capace di raccontarsi nella sua autobiografia Mi Amerò Lo Stesso in cui narra con dovizie di particolari l’incidente e la rinascita. L’autobiografia diventerà poi un monologo e farà si che Paola realizzi il sogno di attrice. La Turci ha dichiarato di recente di aver trovato un compromesso con lo specchio: “Prima dell’incidente mi sentivo una cessa, mi ripetevo sempre che ero brutta.
Poi, quando il giorno dopo l’incidente ho visto la mia foto sul giornale, mi sono fatta una promessa: mai più mi dirò che sono una cessa. Faccio una fatica enorme, ma per me oggi lo specchio è qualcosa di più leggero”. Ecco perché adesso Paola sa che cosa significa farsi bella per sé, “impegnarsi per raggiungere l’accettazione, dirsi sinceramente che ti piaci”. Tornare a Sanremo nel 2017 e aggiudicarsi un quinto posto con Fatti Bella Per te, mostrando una vera e propria rinascita e un’incredibile bellezza, pubblicare un nuovo album intitolato Il Secondo Cuore, per Paola Turci, non è certo Un Emozione Da Poco.

Anna Patti.

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