Patty Pravo Dagli Anni ’60 A Oggi

Gli anni ’60, gli anni del benessere economico, della spensieratezza, gli anni della Beat Generation. Nel febbraio del 1965 Giancarlo Bornigia, Alberigo Crocetta e Alessandro Diotallevi prendono in gestione un vecchio cinema nel quartiere Trieste a Roma. Nasce il Piper. Lì è esplosa la Beat Generation italiana, lì è nata Patty Pravo.
L’Italia scopre Patty Pravo a Scala Reale nel ’66. Giovane, bella, con un cognome trasgressivo, Pravo, scelto da lei perché appassionata di Dante, in particolare dell’Inferno dove si trovano le anime “prave” e un nome alla moda, Patty. Lei con i suoi occhi verdi, i lunghi capelli biondi in un elegantissimo completo nero di Yves Saint Laurent canta Ragazzo Triste.
Nicoletta Strambelli nasce a Venezia nel 1948, affidata ai nonni, cresce in un ambiente colto e stimolante, frequenta il conservatorio, vuole diventare direttore d’orchestra. Dopo la morte del nonno Domenico, fugge a Londra, vi trascorre un breve periodo, conosce gli artisti della pop art e i musicisti più all’avanguardia, poi si stabilisce a Roma. Aveva tanto sentito parlare del Piper, così una sera, al locale, viene notata da Alberigo Crocetta mentre balla su una pedana luminosa, come una moderna cubista. Nicoletta racconterà poi di essere stata avvicinata da Crocetta, che le chiese se sapeva anche cantare, lei rispose di si anche se non lo aveva mai fatto prima. Quella bugia ha fatto nascere la “ragazza del Piper”.
Dopo il successo di Ragazzo Triste, la prima canzone pop a essere trasmessa da Radio Vaticana, arriva un nuovo singolo, Qui e Là. Mentre Patty dichiarava il suo desiderio di vivere qui e là e affermava la sua libertà, per lei era pronto un nuovo testo, molto diverso, che l’avrebbe resa famosa nel mondo: La Bambola. Questa canzone non è mai piaciuta a Patty Pravo, lo stereotipo della donna oggetto non le si addice. Eppure quel pezzo vende subito 9 milioni di copie. Ad oggi, il brano, di copie ne ha vendute 40 milioni. Scoppia la Patty Pravo mania. Nicoletta è bella, sfrontata, capace di scandalizzare con le sue dichiarazioni a proposito della famiglia: “Me ne infischio di mamma e papà, mi hanno mollata a una nonna che avevo tre anni”, e ancor di più con quelle riguardo la sua vita privata: “Faccio l’amore prima di ogni esibizione. La verginità? E’ solo un’inutile pellicina”. Nel ‘69 Patty realizza un progetto molto ambizioso, un concept album dal sapore progressive intitolato Concerto Per Patty. L’idea era creare una storia legando tutte le tracce a un unico tema, l’amore romantico. Il lato A è un brano di 12 minuti con un orchestra di 90 elementi, il lato B inizia con Il Paradiso di Mogol/Battisti. Gli anni ’70 cominciano con la partecipazione al festival di Sanremo con La Spada Nel Cuore in coppia con Little Tony. Insistendo sulla strada della canzone raffinata e della sperimentazione Patty Pravo realizza una sorta di opera in tre atti che si apre con Di Vero In Fondo, raccolta d’interpretazioni d’autore in cui spicca un toccante omaggio a Jacques Brel: La canzone Degli amanti. L’album è seguito da Per Aver Visto Un Uomo Piangere E Soffrire, Dio Si Trasformò In Musica E Poesia, disco riflessivo e lugubre che anticipa il capitolo finale della trilogia intitolato Si… Incoerenza. Nel ‘73 un giovane autore, Maurizio Monti scrive Follow Follow Me che viene trasformato insieme a Giovanni Ullu in Pazza Idea. Il singolo vende 1 milione di copie piazzandosi in testa alle classifiche e dando risalto anche all’album omonimo. L’apice della sensualità, della trasgressione, della depravazione, Patty Pravo lo raggiunge nel ’77 raccogliendo il regalo di un altro autore emergente, Ivano Fossati, che per lei ha un Pensiero Stupendo. E così “strisciando” come nella sua canzone, con un immagine un po’ fetish e un’abissale scollatura, Patty Pravo interpreta un nuovo incredibile successo, chiude un periodo d’oro e scompare per un po’ dalle scene. Nel 1996 torna a Sanremo, acclamata dal pubblico, vince il premio della critica con un gioiello scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri: E Dimmi Che Non Vuoi Morire. Nel 2015 esce il suo ultimo album Eccomi, nel 2016 torna a Sanremo con Cieli Immensi. Sempre diversa ma sempre fedele a se stessa dall’inizio della sua carriera ad oggi. Patty è colei che ha cantato in tv, in una trasmissione per bambini, con una giacca senza niente sotto “ero talmente androgina che non si notava”, è la stessa, che più tardi, ha giocato sulla sua identità, facendo eco all’amico David Bowie, “Non sono né uomo , né donna, non dirlo a nessuno, in realtà sono un marziano”. La medesima Patty Pravo che a 69 anni impazza sul web per aver postato una foto in topless e può permettersi di dichiarare, a proposito di sesso: “trovo che un corpo giovane sia da preferire a un corpo distrutto. La sessualità del corpo distrutto c’è , ma non è la mia. L’unica certezza è che esiste la morte, però, in fondo, chi se ne frega. Come dicevo da bambina, io sono millenaria”.
Anna Patti

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