Pepper Trumpet Jazz Fest il Report

Finisce qui la I Edizione del “Pepper Trumpet Jazz Fest“, il festival jazz della Tuscia dedicato ai fiati e all’improvvisazione e reso gratuito grazie al finanziamento della Regione Lazio.

Per tre giorni, il borgo medievale di Vitorchiano si e’ popolato di musicisti provenienti del territorio circostante- compresa una sassofonista americana, ora trasferita qui- ognuno con il proprio strumento per studiare nel seminario sull’improvvisazione jazz a cura del trombettista Angelo Olivieri. Non da sottovalutare, poi, la possibilità di ascoltare  due concerti gratuiti: Flavio Boltro in apertura e il Collettivo Artistico della Tuscia, CAT, il sabato nella piazza principale, Piazza Roma.

Ci sono state nei tre giorni anche altre iniziative parallele: una visita guidata di due ore, gratuita e comprensiva della torre comunale di Vitorchiano, la mostra fotografica su Toto’ e un concerto finale con jam session, dove si sono esibiti alcuni allievi del seminario ed e’ stato coinvolto persino il dj, che ha improvvisato con gli effetti del mixer !

Due ore per volta, le lezioni di Olivieri sono state mattutine e pomeridiane, quattro ore al giorno tenute nel complesso di Sant’Agnese, e si sono avvalse della presenza di un batterista, un contrabbassista, e a volte il supporto di un allievo tastierista altre un chitarrista. Tutti noi allievi -io per il canto – siamo stati chiamati a improvvisare in base al tipo di musica spiegata, dal blues alla musica “modale” al bellissimo standard “My Funny Valentine” reso famoso dalla disperata dolcezza del grande trombettista jazz, morto suicida, Chet Baker.

Abbiamo imparato, in definitiva, che in certi momenti gli accordi vanno “stressati” con piccole modifiche, per dare movimento al pezzo, alternando tensioni a risoluzioni (tipico nel jazz, il suono che prima si porta al limite, finche’ stride e poi si distende per dare un senso di benessere).

Un evento riuscito, sia per la qualità del corso, sia perché la gratuità ha permesso a chi veniva da fuori di dormire in un borgo straordinario, costruito sopra lo strapiombo sui grandi massi di peperino (per la somiglianza dei puntini neri con il pepe).
Ed ecco, quindi, da dove nasce il nome dell’evento: dalla pietra che regge il borgo.

 

 

Lavinia Marnetto

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