Progetto di Recupero del Carciofo Ortano

Nell’autunno del 2015, a seguito dei diversi incontri fra gli attori del territorio con l’amministrazione comunale e di seguito all’interessamento dell’ARSIAL

( Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura del Lazio) e del DIBAF (Dipartimento per la Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università degli Studi della Tuscia) si è avviato il progetto di Recupero della cultivar di Carciofo Ortano.

Nella primavera del 2016 il Dottor Stefano Paoletti dell’ARSIAL, si è adoperato alla raccolta dei campioni di piante presso diverse aziende del territorio con i quali è iniziata la caratterizzazione morfologica per l’identificazione del Carciofo Ortano.

Parallelamente, attraverso la ricerca del Prof. Mario Ciaffi, del DIBAF , è stato condotto uno studio volto a caratterizzasse la cultivar di carciofo anche geneticamente.

La fase iniziale della ricerca genetica si è finalmente conclusa, con esito positivo, ossia è stato dimostrato che il Carciofo Ortano ha caratteristiche genetiche uniche

Inoltre durante lo stesso periodo di ricerche condotte da ARSIAL e Università, la Condotta Slow food della Via Amerina si è adoperata per iscrivere il Carciofo all’Arca del Gusto, una lista di “Slow food” nel quale sono inserite le specie animali e vegetali a rischio di estinzione a causa dell’abbandono della loro produzione.

Alla luce di questi interessanti risultati, specialmente quelli recentemente ottenuti dalla ricerca genetica, il Prof. Mario Ciaffi, risponsabile della ricerca, ha dato la sua disponibilità ad un incontro pubblico con gli attori del nostro territorio per spiegare i risultati ottenuti che si terrà il 20 giugno 2018 alle ore 18:30

Durante l’incontro a cui parteciperà anche l’ARSIAL, oltre a spiegare nel dettaglio i risultati della ricerche effettuate, si cercherà di definire un progetto di sviluppo che coinvolga territorio, enti locali, Università della Tuscia e ARSIAL per cominciare a lavorare sull’ultima fase, sul territorio, quella più importante e impegnativa volta a avviare l’effettivo recupero della Specie ai fini di ricostruire una filiera che parta dalla sua coltivazione.

In tale contesto il coinvolgimento degli attori locali rimane imprescindibile, per questo l’invito è aperto a tutti coloro che hanno interesse nel progetto: imprese agricole, agrituristiche e non solo, e le altre attività produttive , le associazioni culturali e di categoria e gli amministratori locali

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