Rilevatori di gas facciamo attenzione

Sul web e sulle pagine dei social è notizia che periodicamente viene riproposta: a Viterbo è capitato tempo fa ad una nostra concittadina che abbiamo contattato per farci raccontare quello che è successo. La madre anziana è stata avvicinata da una persona che le ha proposto di acquistare un rilevatore di gas, visti anche gli avvisi che in quel periodo sono stati affissi nei portoni degli stabili per il cambio dei contatori in alcune zone di Viterbo. L’anziana si è lasciata convincere e ha sborsato circa 300 euro per l’acquisto e l’installazione.

L’episodio non è purtroppo circoscritto ma facendo qualche ricerca in rete se ne rinvengono di simili un po’ in tutto il paese. Il modus operandi è più o meno sempre il medesimo: delle persone bussano alla porta, di solito di qualche anziano e, propongono l’acquisto e l’installazione di un rilevatore di gas dietro corresponsione di qualche centinaio di euro. Se si accetta, ci si vede installare il dispositivo e si viene invitati a firmare un contratto dove tra l’altro si evince come il dispositivo non sia un obbligo di legge.

Non sappiamo cosa queste persone dicano per convincere le persone a firmare: cerchiamo quindi di attenerci a ciò che conosciamo, raccontiamo la verità dei fatti e proviamo a dare un aiuto a chi si trova o potrebbe trovarsi in questa situazione.

In Italia, sfortunatamente a molti sconosciuta, c’è una legge che tutela il consumatore nei suoi rapporti con i professionisti o le aziende: è il Dlgs 206 del 06.09.2005 detto anche Codice del consumo. Questa legge prevede il diritto di recesso (art. 52), ossia la possibilità per il consumatore di recedere dal contratto stipulato senza dover fornire alcuna spiegazione e senza dover sostenere dei costi a parte quelli diretti che affronta per la restituzione del bene acquistato (art. 57). Per usufruire di tale diritto è necessario darne comunicazione all’azienda o al professionista tramite raccomandata con ricevuta di ritorno entro 14 giorni dalla firma del contratto erroneamente stipulato.

Qualora si ritenga che la firma del contratto sia avvenuta a seguito di artifici o raggiri posti in essere dall’incaricato (ovviamente da dimostrare), possono ravvisarsi gli estremi della truffa così come prevista dall’art 640 del codice penale e sarà possibile  agire di conseguenza sporgendo denuncia alle autorità preposte. È inoltre possibile segnalare il fatto all’autorità antitrust, cosa che può essere fatta anche compilando un modulo on line sul sito dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.

Speriamo di aver dato un chiarimento e magari anche un aiuto concreto a qualcuno; non ci resta pertanto altro che invitare tutti alla massima cautela e a non firmare alcunché se non si ha ben chiaro cosa si stia firmando.

Alberto Krebel H.

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