Salute della Donna: il Dottor Bartoleschi parla di Osteoporosi

Il Dottor Bartoleschi ci parla di osteoporosi

Continuano gli incontri con gli esperti per la rassegna “le anteprime degli Specialisti”, palinsesto d’informazione preliminare alla conferenza organizzata in occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna del prossimo 22 Aprile.

 

 

RadioTusciaEvents intervista il Dottor Eugenio Bartoleschi, Ortopedico, Reumatologo e Fisioterapista presso il Centro Medico Bartoleschi di Montefiascone.

Salve Dottor Bartoleschi, da quanto tempo il suo centro è attivo?

Il centro Bartoleschi nasce nei primi anni 80 come studio di medicina generale fondato da Giuseppe Bartoleschi tutt’ora medico della Mutua, specialista in Reumatologia. Sin dagli inizi ha predisposto il centro alla cura delle malattie osteoarticolari, per poi aggiungere in un secondo momento un centro di fisioterapia gestito dalla Fisioterapista Carla Pepponi. La sempre maggiore fiducia dataci dai pazienti ha permesso un ulteriore rinnovo della struttura che ad oggi vanta competenze specialistiche eterogenee.
La nuova realtà è stata inaugurata da circa un anno; oggi il centro è punto di riferimento per le malattie osteoarticolari, cura e prevenzione, polo d’eccellenza per trattamenti alla schiena e chirurgia protesica di cui mi occupo personalmente. In particolare il mio lavoro è specializzato in chirurgia mini invasiva di gradi articolazioni, ginocchio, anca e spalla in collaborazione con importanti realtà cliniche della regione Toscana: Clinica Lugani di Siena, Ospedale San Giusepe d’Arezzo, Clinica Liotti di Perugia, convenzionate con la Mutua.

Quali novità ha previsto l’ampliamento?

Abbiamo incluso un reparto dedicato all’Estetica.
Grazie alla Dottoressa Piazzoli esperta di medicina estetica abbiamo incrementato questa branca che è sempre più richiesta. Si possono effettuare vari trattamenti: dai filler, botulino, mesoterapia lipolitica, cavitazione, radiofrequenza, laser, con grande attenzione alle esigenze del paziente che può beneficiare di metodi personalizzati.

Quale sarà l’argomento che ha deciso di trattare per l’importante appuntamento del 22 Aprile?

Aprirò il Congresso con un focus sulla cura e prevenzione dell’Osteoporosi, problema che riguarda in primis la salute delle donne. Questo perché, diversamente dall’uomo, la donna andando in menopausa subisce un cambiamento ormonale che porta un indebolimento della struttura ossea a carico della quale si registra una progressiva diminuzione di calcio, vitamina D e importanti ribassi ormonali.
La prevenzione è l’unica carta vincente e il congresso serve soprattutto a informare di quanto sia importante adottare un regime preventivo tempestivamente. Bisogna notare che è diventato necessario andare a stimolare la stessa medicina generale a eseguire esami MOC nei periodi giusti, controlli frequenti, allo scopo di individuare l’esatta cura da perseguire con la giusta metodica. Molti sono i pazienti che non hanno mai assunto vitamina D, fatto MOC o addirittura non hanno mai guardato alla prevenzione come una possibile soluzione.
Tempo fa a Siena si è svolto il progetto TARGET nell’ambito del quale ho svolto un’approfondita ricerca sull’Osteoporosi. Il lavoro ha messo in evidenza quanto siano influenti controlli programmati e dosaggio studiato di calcio e vitamina D, fondamentali per una prevenzione efficace. Tale prassi diventa obbligatoria per la donna in menopausa precoce o anamnesi familiare positiva. Gli stessi interventi chirurgici sull’utero predispongono all’osteoporosi, come pure una terapia cronica con cortisone, chemio e radio terapia.

Esistono donne che non soffrono di Osteoporosi?

Certamente, esistono. Anche di 80 anni. L’età avanzata non è indice di predisposizione; si tratta piuttosto di fattori nutrizionali metabolici e fattori genetici. Stile di vita e alimentazione contribuiscono in egual misura.

osteoporosi

 

Lo sport può essere valutato come misura preventiva?

Sicuramente lo sport lo è. L’apparato osseo debole può essere corretto andando a rinforzare la muscolatura, soprattutto per chi ha problemi di schiena rappresenta un validissimo aiuto.
I muscoli sono la corazza del corpo umano, è importante mantenere un buon tono muscolare. Per le donne post menopausa ginnastica dolce, acquagym, in casi particolari, la ginnastica posturale sono consigliabili come pure Yoga, Stretching e tutto ciò che mantiene l’apparato osteoarticolare fluido e libero.

Quali sono invece gli alimenti consigliati?

La dieta mediterranea resta la più completa per il nostro organismo: olio d’oliva della zona, frutta e verdura sono alimenti che non devono mancare mai, al contrario è necessario diminuire la carne per un massimo di 2 volte a settimana, abbondare con le fibre e cereali integrali. Sconsiglio farine e zuccheri raffinati, assumere carboidrati il giusto senza eliminarli completamente, bollate le diete esclusivamente proteiche.

Cosa pensa del consumo di carne?

Una volta si pensava che prevenisse l’Osteoporosi se consumata in quantità abbondante. Oggi gli studi smentiscono questo dato. L’eccessivo apporto proteico porta l’aumento della massa corporea e in questi casi specifici rappresenta un danno: non bisogna ingrassarsi, potrebbe verificarsi il peggioramento delle articolazioni, asse schiena-dorso, che sono i punti di maggiore stress in quanto predisposti al mantenimento dell’equilibrio del baricentro corporeo.

Nel caso di una predisposizione genetica all’aosteoporosi quanto può essere d’aiuto la prevenzione?

La prevenzione evita sicuramente i danni maggiori ma bisogna operare in regimi controllati tramite iniezioni di vitamina D, calcio, esami alla tiroide, MOC .È possibile anche fornire al paziente una dieta capace di colmare le lacune più gravi unita all’assunzione di specifici integratori.

osteoporosi

Quali sono i danni maggiori provocati da questa patologia?

La frattura del femore, che richiede un intervento chirurgico di una certa complessità. Si tratta di effettuare un’operazione di stabilizzazione con un chiodo endomidollare, talvolta con protesi, e oltretutto necessita di un lungo periodo di riabilitazione. Seguono per importanza i cedimenti vertebrali e conseguenti crolli, fratture del polso.

L’eta’ in cui i rischi divengono maggiori?

Intorno ai 50 anni nei casi di osteoporosi precoci e più gravi, più di frequente dopo i 70, 75 anni. Di qui l’importanza dell’attività fisica che in condizioni cosi precarie per la struttura ossea garantisce almeno il supporto muscolare e quindi un recupero più veloce.
Prevenire è meglio che curare.

Grazie al Dottor Bartoleschi .
Rimandiamo all’appuntamento del 22 Aprile presso il Centro Commerciale della Tuscia.

#NonTIscordarDIte

Giovanna Calabrese

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