Seminario Jazz di Angelo Olivieri – Vitorchiano

Dal 28 al 30 Luglio a 8 km da Viterbo, nel centro storico di Vitorchiano si svolgerà il

Pepper Trumpet Jazz Festival .

Abbiamo intervistato il noto trombettista in ambito jazz e curatore di questa iniziativa Angelo Olivieri.

L: Ciao Angelo, ti abbiamo già presentato a Radio Tuscia Events, ora siamo qui per parlare del Pepper Trumpet Jazz Fest.

A: E’ un festival di musica jazz principalmente dedicato alla tromba…non a caso sono un trombettista. Bisogna premettere che anche se è vero che nel jazz moderno altri strumenti sono diventati predominanti rispetto alla tromba – basta vedere il numero di sassofonisti e degli allievi di sassofono – è anche vero che se vuoi narrare la storia del jazz con due icone, quelle sono Armstrong e Davis. Poi io amo Coltrane e credo che il miglior musicista in attività sia Wayne Shorter, ma se c’è uno strumento che accompagna il jazz e la sua storia, quello è la tromba.

L: Qual è l’obiettivo del festival?

A: Portare il jazz e la musica d’arte in piazza. Diffondere tra le persone una musica che non è cornice di un evento, ma ne è la sostanza. In più, come dovrebbe essere per i piccoli festival, questa rassegna cerca di far conoscere i musicisti e le realtà musicali di valore, meno note al grande pubblico. Così abbiamo programmato il trio di Flavio Boltro –  uno dei più grandi trombettisti italiani, che ha fatto parte per anni del quintetto di Michel Petrucciani – così come a Dicembre, per l’anteprima, avevamo programmato il quartetto di Sandro Satta e Claudio Corvini. Il fratello di Claudio, Mario, trombonista e arrangiatore di livello assoluto, mi affiancherà nella seconda serata del festival (sabato 29) quando con un gruppo di musicisti appartenenti al Collettivo Artistico della Tuscia (CAT), metteremo in scena “The Great Pretender” un omaggio a Lester Bowie, uno dei trombettisti più importanti del jazz degli ultimi cinquant’anni. Il concerto è stato presentato in anteprima al Teatro Vascello di Roma, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. I musicisti del collettivo, peraltro, sono musicisti paradossalmente molto più noti e considerati altrove che nel proprio territorio. Dentro a questo festival c’è anche la volontà di sfatare il mito che si cela dietro la frase “nemo propheta in patria”… le realtà culturali del territorio vanno valorizzate. Fresu non sarebbe il personaggio che è senza la sua Sardegna e in Sardegna non ci sarebbe il movimento incredibile di musicisti che c’è se non ci fosse stata da parte delle istituzioni culturali del territorio l’attenzione che c’è stata per i talenti locali. L’ultima sera poi sarà una festa con una jam ed un dj set dedicato ai trombettisti sempre a cura del CAT.

L: All’interno del Pepper, terrai anche un seminario di jazz. Di cosa si tratta?

A: Il seminario è rivolto a tutti gli studenti/musicisti che intendono approcciare l’improvvisazione in maniera globale. Studieremo i parametri fondamentali della musica. Cercheremo di capirne i concetti chiave e … suoneremo. Il tutto gratis, perché c’è ovunque un enorme bisogno di cultura. Il messaggio è questo. Proporre la cultura (in questo caso il jazz) come elemento aggregante e non esclusivo.

L: Perché hai scelto Vitorchiano, un piccolo centro arroccato della Tuscia?

A: Vivo a Vitorchiano da pochi anni, ma fin da subito mi sono reso conto che si tratta di una cittadina che ha una certa attenzione per la cultura in genere. L’idea è nata discutendo tra vari attori della vita politica e culturale del territorio e ha trovato riscontro nell’amministrazione, ma non solo. Direi che la voglia di cultura è piuttosto trasversale. L’associazione IANUS che è uno dei soggetti che organizzano l’evento ne è un esempio. Se è vero infatti che per organizzare un evento serve l’impegno dell’amministrazione (e qui c’è), è anche vero che se non c’è condivisone nel territorio non si riesce a venire a capo di nulla.

L: Ci devi tenere molto. Sarai pieno di eventi

A: Si’, seguire l’organizzazione di un evento in estate è un impegno enorme. Anche adesso ti scrivo da casa di un amico sassofonista perché ieri sera ero a suonare vicino L’Aquila e stasera sono a Sabaudia. Tempo non ce n’è e purtroppo ho dovuto toglierne un po’ alle mie vacanze e alla mia famiglia, ma Francesca (mia moglie) è molto contenta di fare cose che “servano” a migliorare (si spera) la comunità in cui viviamo e in cui sta crescendo nostro figlio; una piccola comunità con grandi risorse, soprattutto umane. Per quanto riguarda la mia attività, sono, appunto, sempre in giro. Sono da poco tornato dalla Germania dove ho suonato con il quintetto Ra-di-CI del batterista Fabio Casentini. Sarò in zona con un nuovo progetto, Dream State, con Antonio Jasevoli, Lorenzo Feliciati e Bruce Ditmas , un batterista che ha fatto la storia del jazz con produzioni discografiche e collaborazioni stellari tra cui Jaco Pastorius, Pat Metheny, Paul Bley… (4 Agosto: La rana muta). Il 6 saremo poi negli studi della Casa del Jazz a Roma per registrare il nostro primo CD. Sarò poi a Roccella Jazz con Forward di Gabriele Buonasorte e la Med Free Orkestra il 12 Agosto e un sacco di altri appuntamenti piccoli e grandi in giro per l’Italia.

L: Grazie!
A: A te

Lavinia Marnetto

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