Separazione e divorzio: la tutela dei figli

 

Iniziamo qui a parlare della tutela dei figli dopo aver trattato la separazione dei coniugi nei suoi aspetti e il divorzio con le relative conseguenze. Accenneremo quindi all’affidamento dei figli in caso di separazione e divorzio ed infine ai relativi aspetti patrimoniali.

Partiamo subito col dire che per tutela dei figli si intende la tutela riservata ai figli minori o ai maggiorenni non ancora autosufficienti anche nel caso in cui i genitori non siano sposati. Una importante modifica normativa si è avuta con la legge 154/2006 che a sua volta ha subito vari aggiustamenti con il D.lgs 54/2013. Il principio fondamentale contenuto nella norma è che in caso di separazione dei genitori, il figlio ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi e quindi di ricevere cura, istruzione ed educazione da entrambi e di conservare rapporti con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Si parla infatti a tal fine di affidamento condiviso.

È doveroso precisare che ciò non significa che ciascuno dei genitori debba passare con il figlio la medesima quantità di tempo; è infatti impossibile una convivenza del minore con entrambi se vi sono state a monte una separazione o un divorzio. Il termine “condiviso” che la norma usa sta a significare che entrambi i genitori devono assumere insieme le decisioni che hanno maggior interesse per il figlio tenendo conto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali ed aspirazioni.

Fatta la dovuta precisazione su cosa si intenda per affidamento condiviso analizziamo brevemente quelli che sono i non meno importanti aspetti economici.

Può verificarsi, come abbiamo già visto in precedenza, che entrambi i coniugi abbiano possibilità economiche e che quindi possano entrambi provvedere al proprio sostentamento, oppure che uno debba provvedere nei confronti dell’altro. Fermo restando quindi il principio secondo il quale entrambi i genitori devono provvedere al figlio, dal punto di vista economico, può accadere che solo uno dei due può essere in grado di farlo ed in questo caso si parla di assegno di mantenimento che va corrisposto all’altro proprio a tale scopo.

tutela dei figli

In tema di mantenimento, si distinguono le spese ordinarie da quelle straordinarie: le prime riguardano la vita di tutti i giorni: il cibo, vestiario ecc. le seconde sono spese impreviste quali ad esempio la necessità per il bambino di dover portare un apparecchio ortodontico.

Come vanno ripartite queste spese quindi? Di norma, salvo l’ipotesi nella quale uno dei due genitori non ha assolutamente la possibilità economica necessaria a provvedere, le spese straordinarie sono ripartite a metà fra entrambi i genitori; quelle ordinarie invece sono a carico del genitore con il quale il figlio vive e sono comprese nell’assegno di mantenimento versato dall’altro coniuge; ovviamente la ripartizione delle spese è uno degli aspetti contenuti nell’accordo che i coniugi sottoscrivono all’atto della separazione.

È altrettanto pacifico che, come nel caso ad esempio della necessità dell’apparecchio ortodontico, quando si verifica una spesa a carattere straordinario è uno dei due genitori che vi fa fronte e questi per ottenere la quota parte dall’altro coniuge dovrà esibire la fattura o comunque la prova dell’avvenuto esborso di denaro.

Questo per sommi capi e in maniera molto semplificata ciò che prevede la legislazione italiana in tema di tutela dei figli. Tratteremo in un successivo articolo il delicato tema dell’affidamento dei figli e cosa prevede la norma alla luce delle recenti modifiche apportate in materia.

Alberto Krebel H.

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