StraFact 28 giugno: Gay pride

Lo Stonewall Inn nel 1969

“Noi siamo ovunque!” era lo slogan dei manifestanti durante i Moti di Stonewall del 28  giugno 1969, oggi alla sua 48esima ricorrenza.

Mentre la lotta per l’uguaglianza LGBT continua da più di un secolo, molti identificano le rivolte di Stonewall del 1969 come il “Colpo che si è sentito in tutto il mondo”, capace di scatenare l’inizio di quello che conosciamo come il movimento contemporaneo a favore dei diritti omosessuali. Anche oggi, l’ultimo mercoledì di giugno è caratterizzato dall’esibizione dell’orgoglio gay in tutto il mondo.

Subito dopo le 3 di notte, un raid della polizia all’interno dello Stonewall Inn, un gay club situato sulla Christopher St. di New York, si trasforma in uno scontro in quanto proprietari del locale e simpatizzanti  vari iniziano a rivoltasi contro la polizia.

Anche se le forze armate era legittimamente ad entrare nel club, che stava servendo liquori senza licenza tra le altre violazioni riscontrate, la comunità gay di New York era ormai satura del dipartimento di polizia che si accaniva sistematicamente contro i gay club, la maggioranza dei quali era già stata chiusa.

La folla in strada guardava in silenzio mentre i dipendenti dello Stonewall venivano arrestati, ma quando tre drag queen e una lesbica vennero costretti a salire sul camion della polizia, la folla cominciò a gettare bottiglie agli agenti. Da quel momento la protesta si diffuse a macchia d’olio allargandosi nelle strade vicine e l’ordine non venne ripristinato fino al dispiegamento della polizia di New York.

Scopriamo le origini del Gay pride, con alcuni fatti interessanti e poco noti al riguardo:

  1. La prima sfilata del Pride non è avvenuta fino al 28 giugno 1970. Non c’erano carri allegorici: era più una dimostrazione guidata dai politici per commemorare i sommossi di Stonewall che la festa non-stop in cui si è trasformata oggi.
  2. Una lesbica sconosciuta è responsabile dell’avvio del primo scontro. Quando un poliziotto la colpì in testa con un manganello, si rivolse alla folla e gridò: “Perché non fate qualcosa?” fomentando la folla.
  3. Lo Stonewall Inn era gestito dalla Mafia.
  4. Lo Stonewall non aveva acqua corrente dentro il bar e i bagni traboccavano, violava in sostanza tutte le norme di sicurezza.
  5. All’epoca dei disordini, il travestimento era illegale. Si poteva essere arrestati per non indossare indumenti appropriati al sesso.
  6. Il più antico e diffuso tabloid di carattere generale ad uscita settimanale degli Stati Uniti, ad oggi un campione per l’uguaglianza, ha preso una posizione anti-gay durante i Moti. I manifestanti arrabbiati minacciarono di bruciare la sua sede.

Sara Catalini

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