Successo a Tarquinia per le giornate FAI

Il 25 e 26 marzo sono state le giornate di primavera che il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, dedica ogni anno alla scoperta gratuita delle bellezze del nostro paese. Anche Tarquinia in provincia di Viterbo è stata coinvolta. In occasione di tali giornate domenica 26 marzo è stato possibile infatti, per chi lo avesse voluto, visitare gratuitamente tre magnifiche tombe etrusche che normalmente durante l’anno non sono accessibili: le tombe dipinte dell’Orco, degli Aninas e degli Scudi.

Quest’ultima è attualmente in fase di restauro che è stato reso possibile proprio grazie al finanziamento dei Luoghi del cuore FAI: segnalando infatti un luogo a cui si è particolarmente legati, si concorre affinché venga protetto per sempre. La tomba è risultata quindi destinataria dei fondi e ne sono iniziati i relativi restauri. Al suo interno si sono potute visionare alcune parti degli elementi pittorici già restaurati da porsi a confronto con quelle ancora da recuperare; pensiamo che, da quanto ci ha spiegato una volontaria, per un restauro di una superficie di pochi centimetri quadrati il lavoro è di una giornata intera: tanta è l’attenzione e la cura che gli esperti pongono al delicato lavoro che tra l’altro si svolge in un ambiente particolarmente umido, ricco di agenti batterici che possono rovinare le superfici dipinte.

Le tre tombe che fanno parte della necropoli Monterozzi, dal 2004 Patrimonio dell’umanità UNESCO, appartenevano a famiglie etrusche dell’aristocrazia locale: gli Aninas, gli Spurinna e i Velka.

Le visite, vista la delicatezza degli ambienti e le loro ridotte dimensioni, sono state possibili solo a piccoli gruppi e molte sono state le persone che hanno pazientemente atteso per ammirarne gli affreschi. Un plauso agli organizzatori ma soprattutto ai volontari che con passione si sono dedicati a spiegare le tecniche dell’affresco etrusco come i moderni sistemi di restauro rispondendo con pazienza e col sorriso alle nostre domande.

L’evento è stato senz’altro un successo, complice la splendida giornata primaverile, e sicuramente ha mostrato come il recupero e la conservazione del patrimonio artistico del nostro paese sia fonte preziosa di sapere e perché no, se sfruttato bene, anche di reddito.

Alberto Krebel H.

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