Un drammaturgo chiamato Tennessee Williams

Il nome Tennessee Williams è molto legato all’ambiente delle arti recitative, poiché le sue opere sono state fonte d’ispirazione sia a teatro che al cinema.

Nato con il nome di Thomas Lanier Williams il 26 marzo 1911, cresce nell’ambiente puritano negli Stati Uniti del Sud. Omosessuale e timido, cresce con l’ansia di un ambiente che poco lo accetta. Ansie che aumentano quando sua sorella Rose viene sottoposta a una lobotomia nel ’38, poiché sempre in preda ad ansie e schizzofrenie. La paura di fare la sua stessa fine lo conduce nel vortice dell’alcool e della droga. Si laurea, viaggia e conosce molte personalità, soprattutto uomini.

Nel ’43 ottiene il suo primo successo con Lo zoo di vetro, spettacolo che narra di una donna e di due figli, una dei quali vive in un mondo di pura fantasia. Spettacolo dalle forti tinte autobiografiche, ebbe anche delle splendide rivisitazioni al cineme: le più note nel ’50 e nell’87.

Nel ’47, Williams conosce Frank Merlo, che sarà suo compagno di vita fino al ’63, quando quest’ultimo si spegnerà. La relazione con Merlo, porterà serenità e un po’ di pace nella vita di Thomas, che nel frattempo aveva adottato il nome d’arte di Tennessee.

Sono di questi anni capolavori quali, Un tram che si chiama desiderio, che portò alla ribalta Marlon Brando; La rosa tatuata, scritto apposta per l’attrice italiana Anna Magnani; e La Gatta sul tetto che scotta.

Quest’ultimo gli fece vincere il secondo Premio Pulitzer il 2 maggio 1955.

Ci mostra una coppia che affronta drammi matrimoniali, a causa di un terzo componente; e drammi famigliari, con cognati e cognate pronti a farli a pezzi pur di avere un  intero patrimonio.

La sua poesia è nella forte denuncia sociale, dove non solo si parla di sesso e omosessualità in tempi ‘perbenisti’, ma ci descrive la famiglia come un accumulo di ipocrisie. Nessun legame si salva; nessun ruolo ne è immune. La trama è diventata ancora più immortale con l’omonimo film del ’58 con Paul Newman e Elisabeth Taylor.

Williams si spegne nel 1983, a causa di un non ben chiaro soffocamento con il tappo di un collirio.

Le sue opere ci mostrano spesso figure di una solitudine profonda e cariche di tenerezza. Laura de Lo zoo di vetro, Serafina de La rosa tatuata, Blanche in Un tram che si chiama desiderio; così come i protagonisti de La Gatta sul tetto che scotta Brick o Maggie, sono vittime di un mondo che non riesce a sentirli.

Anche lui era così. Ci ricordano però quanto sia importante non arrendersi, anche se è molto difficile; poiché come afferma il padre di Brick nella già citata commedia: “Una sola cosa non puoi comprare, né in Europa né in nessun altro posto: la vita, una volta finita, non la puoi ricomprare“.

Francesco Fario

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