I tesori nascosti della Tuscia: il Castello Ruspoli di Vignanello


Domenica 12 febbraio si è svolta, presso Palazzo Ruspoli a Vignanello, un’interessante visita durante la quale una delle guide organizzatrici dell’evento ci ha illustrato, molto gentilmente, alcuni aspetti inediti dell’imponente struttura. Tantissimi sono stati i visitatori che hanno partecipato all’iniziativa, quindi cerchiamo di capirne meglio i motivi.
Quale pensa sia stato il fattore di maggior attrazione per indurre un sollecito di questo evento?
Palazzo Ruspoli di Vignanello è un tesoro nascosto agli occhi e alle orecchie dei più. Tuttavia questo non fa che confermare il suo status di esclusività sia per l’oggettistica presente al suo interno, importante soprattutto per le diverse maestranze che l’ hanno prodotta, che per la storia che ha attraversato, ricca di illustri personaggi dagli altissimi incarichi militari e politici. Da Vicariato vide alternarsi illustri nomi per il governo del territorio: gli Orsini, Borgia e gli Aldobrandini si scontrarono per lungo tempo fino a quando Clemente VII non cedette il feudo a Beatrice Farnese. Fu sua figlia, Ortensia Farnese, personalità singolare quanto oscura, a promuovere l’attuale costruzione del castello curata dal celebre Antonio da Sangallo il Giovane che trasformò la fredda rocca in una sontuosa residenza rinascimentale. Successivamente Ottavia Orsini promosse la creazione del bellissimo Giardino all’Italiana in stile rinascimentale che ancora oggi domina in tutto il suo splendore l’entrata principale al castello. Un vezzo di famiglia se si pensa che il padre di Ottavia, Vicino Orsini, fu l’illustre committente del Sacro Bosco dei Mostri a Bomarzo.
G:Ritornando al giardino, Lei si riferisce a quello che attualmente è conosciuto come Il Giardino di Verdura?
– A: Esattamente. Il Giardino di Verdura rappresenta senza dubbio la porzione meglio conservata. Si pone nella zona est del palazzo, attraversato da quattro viali che all’incrocio ospitano una vasca monumentale in pietra. Tempo fa i parterres erano caratterizzati da salvia e rosmarino, oggi si vedono siepi in bosso, lauroceraso, alloro. Al centro campeggiano le iniziali di Ottavia Orsini e dei figli Sforza Vicino e Galeazzo intagliate nelle chiome degli arbusti. Ma questa è solo una piccola parte della zona verde del castello. La tradizionale articolazione del complesso risalente al XVII secolo conta anche il Giardino con Peschiera, Uccelliera e Gioco della palla a corda, il Giardinetto Segreto, il Barchetto e il Barco, tutti circondati da muro. Ad oggi Barco e Barchetto sono stati venduti e il Giardino con Giochi non esiste più.
G:La contessa Ottavia Orsini è conosciuta anche per un altro motivo, fu madre di Clarice, la futura Giacinta Marescotti , Santa protettrice dei comuni di Vignanello e Viterbo.
– A: Si. La storia di Clarice è molto contorta: conobbe presto il suo principe azzurro che però il padre decise di far unire alla sorella. Delusa e sola diventò una nobildonna viziata e viziosa. Solo dopo, in seguito ad una malattia e alla morte di genitori e sorella, passò ad essere pudica cristiana francescana, dalla vita ritirata tra le mura di una gelida cella, flagellata da perpetue punizioni corporali auto inflitte. Fondò la Confraternita dei Sacconi e degli Oblati di Maria per dare assistenza ad infermi, carcerati, poveri e malati. Oggi il suo culto è vivo in tutto l’alto Lazio, la sua festa ricorre il 30 Gennaio.
G: Un destino severo per Clarice, ma consapevolmente scelto, frutto di un voto. Del resto è solo la forte volontà, l’integrità delle proprie idee che fa di una personalità “il personaggio”. Che ruolo ha giocato il sentimento della passione, del desiderio nelle vicende storiche di Castello Ruspoli?
– A: Fondamentale. Grazie alle forti personalità che si sono succedute al governo della modesta proprietà Ruspoli il territorio vignanellese ha dato importanti contributi anche su scala internazionale.
Si pensi a Francesco Maria Ruspoli Marescotti, nipote di Vittoria Ruspoli. Clemente XI lo insignì del titolo di Principe di Cerveteri per aver partecipato alla guerra contro gli austriaci: il suo reggimento di 1000 uomini e la sua superiorità nell’artiglieria gli valsero la vittoria. Ma Francesco Maria era anche un apprezzabile uomo di cultura: finanziò lautamente l’Accademia dell’Arcadia a Roma, ospitò nella sua dimora per ben due anni il compositore barocco di origini tedesche Georg Friedrich Händel a titolo di Maestro di cappella. Addirittura sembra che quest’esperienza sia stata per Händel occasione di crescita professionale nella scrittura vocale e strumentale, in particolare nell’esercizio di composizione di oratori commissionati da Francesco Maria e proprio durante il soggiorno a Palazzo Ruspoli creò la Celeberrima aria Lascia Ch’io pianga inserita nell’opera il Trionfo del Tempo e del Disinganno.
G: Glorioso passato quello di Castello Ruspoli, ma lontano. Ad oggi quali sono le attività di castello?
– A: Innanzitutto l’apertura al pubblico ogni domenica con la possibilità di visite guidate in compagnia della diretta discendente Giada Ruspoli che per 6 mesi l’anno abita il castello alternandosi alla sorella Claudia.
La proprietà ospita su richiesta anche eventi e meeting aziendali. Fiore all’occhiello è il Premio Principe Francesco Maria Ruspoli, festival di musica barocca organizzato in onore dell’illustre Händel, che vede sfidarsi i più autorevoli compositori internazionali.
Ogni evento è accompagnato da pranzo o cena a scelta servito direttamente in castello.
http://www.centrostudisgm.com
http://www.castelloruspoli.com/#eventos-culturais.html

Giovanna Calabrese

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