Tessere la Speranza. Il culto della Madonna delle Grazie

Giunta alla settima edizione, la mostra “Tessere la Speranza”, progetto itinerante della Soprintendenza che indaga il fenomeno artistico e antropologico delle Madonne Vestite nel Lazio, è dedicata al culto della Madonna delle Grazie.

A Capranica, in provincia di Viterbo, la Madonna delle Grazie è destinataria di una profonda devozione, documentata dal 1808 quando le furono cuciti sontuosi abiti processionali. Il simulacro testimonia più di duecento anni di storia di fede e di tradizioni del territorio e dintorni. Ancora ai nostri giorni, la Madonna è protagonista di una solenne e partecipata processione organizzata dalla Confraternita che porta il suo nome.

Dal duomo del paese dov’era conservata, la statua della Madonna si spostò a fine secolo nella chiesetta rurale eretta per lei sulla strada che collegava il paese con Ronciglione, dov’è tuttora presente assieme ai santi di maggiore popolarità nell’ambiente contadino: Sant’Agata, che aiutava le neomamme nell’allattamento; Sant’Apollonia, che proteggeva contro il mal di denti; Sant’Eligio, che proteggeva contro le disgrazie provocate dai cavalli; Santa Lucia, protettrice degli occhi, e San Giuliano l’Ospitaliere, patrono dei pellegrini. Non manca – ma si trova in sacrestia – una raffigurazione di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici.

La serie di mostre dal titolo “Tessere la Speranza” ha preso il via nella sede della Soprintendenza oltre un anno fa, riscuotendo l’interesse degli addetti al lavoro e non solo. Punta l’attenzione su quei manufatti artistici fragilissimi, ma vivi, che sono gli abiti, senza trascurarne i preziosi contenitori. Una ragione in più per entrare nelle chiese di un paese millenario ed apprezzarne la dimensione artistica e demoetnoantropologica.

Nella mostra che prende avvio nel cuore del Viterbese, accanto agli abiti della Vergine di Capranica, sono esposti i corredi di altre Madonne delle Grazie, quelli provenienti da Arpino e Veroli e gli abiti “firmati” della Madonna de’ Noantri, la Madonna che solca il fiume a bordo di una barca, nel quartiere più storico e popolare della città di Roma. Ecco dunque il compito – o meglio uno dei compiti – della mostra: quello di far conoscere, insieme con i vestiti, le abitudini, le feste, le processioni sentite e seguite da tutto il popolo. Manifestazioni immateriali che meritano l’attenzione e la tutela che il nostro Ministero ha deciso di ricondurre alle figure specialistiche degli antropologi. Il personale tecnico della Soprintendenza, ancora privo di tali figure, ha “tessuto” – termine quanto mai appropriato – rapporti con l’università, per avere il supporto ai massimi livelli di competenza nel settore.

Intervengono alla Conferenza di presentazione, a cui seguirà la vera e propria inaugurazione della mostra: il Soprintendente Arch. Margherita Eichberg; il Sindaco di Capranica Pietro Nocchi; Silvia Valentini, Assessore alla Cultura del Comune di Capranica; con contributi di Marcello Arduini, docente dell’Università della Tuscia, Antropologo e Mario Pesce, docente della Sapienza-Università di Roma, Antropologo.

 

Info: la mostra sarà allestita fino al 1 giugno 2018

Apertura al pubblico: lunedì-mercoledì-venerdì ore 15.00-19.00

sabato: 9.00-12.00 e 15.00-19.00

domenica:9.00-12.00

tel: 348.2872187 (Pietro Serafini, Priore)

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