The Rover, zingari rock

“Vagabondi, girovaghi, zingari”. Questo il significato di “The Rover”, un gruppo formatosi nel 2015 che ha scelto come nome un pezzo dei Led Zeppelin contenuto nell’album “Physical Graffiti”.

«Siamo un gruppo di amici innanzitutto… con Andrea e Tatiana abbiamo suonato insieme quando avevo 17 anni, e anche Marco Scarino lo conoscevo da sempre, senza essere mai riuscito a suonarci insieme. Poi fu proprio lui a contattarmi agli inizi del 2015, in un momento in cui entrambi non avevamo situazioni musicali attive, e mi propose di fare qualcosa insieme. Accettai subito, chiamando a raccolta Andrea e Tatiana per completare la formazione».

Qualche data agli inizi, nell’estate del 2015, e poi concerti a pieno ritmo nell’estate scorsa con diverse date in provincia, i “The Rover” sono composti da Tatiana Tamburrini (voce), Andrea Prozzo (basso e cori), Marco Scarino (batteria), Massimo Furietti (chitarra). Propongono una scaletta rock dagli anni ‘70 ai ‘90, con buona parte del repertorio composta per la maggior parte da pezzi dei Led Zeppelin, ed alcuni pezzi dei Deep Purple, AC/DC, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Black Sabbath.

«Come gusti e influenze musicali siamo abbastanza eterogenei: Tatiana ascolta molto Janis Joplin e il suo grintoso stile vocale. Io (Massimo, ndr.) sono cresciuto con i riff di Jimmy Page e le sonorità anni ’70, ma anche ascoltando altri mostri sacri come Randy Rhoads e Stevie Ray Vaughan. Marco ha un background più metal, con trascorsi negli Shoreborn, una band Death Metal di alcuni anni fa, molto apprezzata nel settore con numerose date all’attivo e una Top Demo secondo la rivista Metal Shock. Andrea, il bassista, ha dei gusti e delle influenze che spaziano dall’hard rock al power, dal death al symphonic metal. Diciamo che nonostante le diverse influenze, siamo riusciti ad amalgamarci abbastanza bene… trovando il giusto equilibrio e curando molto i suoni e lo stile, elementi imprescindibili per ogni band. Elementi fondamentali per la musica in generale è il rock, specialmente quello anni ’70».

Aneddoti? «Ricordo il primissimo incontro di tutti e quattro, di ritorno dalla sala prove a Vasanello, una frana bloccò la strada: aveva piovuto moltissimo e venne giù di tutto, fango, alberi, praticamente un muro davanti. E noi ci trovammo lì 5 minuti dopo. Se lo interpreti come un presagio negativo, non metti più piede là. Decidemmo però di vederla positivamente, in fondo la prima prova era andata molto bene, e da lì non si poteva ormai tornare indietro».

 

Pagina FB:  https://www.facebook.com/The-Rover–122868884712653/?fref=ts

Lavinia Marnetto

 

 

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