Tiziano Guardini: il lusso di indossare il rispetto per la natura

Cosa siamo disposti ad indossare per essere alla moda? Ma soprattutto, qual è la nostra idea di moda? Oggi conosciamo tutti il valore dell’essere vestiti bene, di indossare capi firmati e facciamo di tutto per presentarci come “persone a posto”. Essere alla moda significa dare anche valore a ciò che si indossa: nel rispetto dei lavoratori che si impegnano per realizzare gli abiti, nel rispetto del “made in italy” (per chi vuole conservare l’economia del nostro Paese) e soprattutto, nel rispetto dell’ambiente che ci circonda. L’unione della moda e la natura sta diventando un tema sempre più trattato e, poter intervistare chi ha saputo fare di questo rispetto un marchio di lusso, ci ha fatto comprendere ancora di più, che tutto ciò che può essere pensato, può essere anche realizzato.

 

Stiamo parlando di Tiziano Guardini, giovane stilista nato negli anni 80’, laureatosi in economia e divenuto Fashion Designer.
Il suo percorso parla da solo; un insieme di lavori che lo hanno visto impegnato in: Limited/Unlimited, Vogue Fashion Night Out, White Trade Show, Fashion for Forest and Forest for Fashion, Ethical Fashion Show, Bronze Hempel Fashion Award, Green Carpet Challenge e molto altro.
La filosofia di Tiziano si riduce perfettamente nel termine “ECOuture”, riferendosi a un brand impegnato nella sperimentazione e nel rispetto, nella natura come punto di partenza ma anche di arrivo; un percorso, il suo, che ci racconta in questa intervista:

I tuoi abiti sono un mix tra lusso e natura: qual è la cosa che li accomuna?
Essendo un designer, il mio lavoro è legato alla ricerca di una chiave stilistica contemporanea che sia divertente, elegante e bella. Il tutto unito all’elemento della natura intesa come sacralità della vita – comprendendo le persone che ci lavorano ma anche gli essere viventi (animali, piante e tutte le forme di vita nella terra)

 

Come nasce il tuo progetto e dove vorresti farlo arrivare?
Il mio progetto nasce dal racconto di me stesso; ho sempre voluto fare il designer da quando ero bambino e nel momento in cui ci sono riuscito, ho raccontato la mia persona in quel preciso momento: vegetariano, molto attento alla natura e il bisogno di rispettarla. Spesso si ha l’idea che il mondo appartenga a noi, dimenticandoci che siamo ospiti insieme ad altre forme viventi

A quale stilista ti senti vicino?
Dipende! Essendo nato negli anni ’80, la mia influenza è quella dei grandi nomi della moda italiana; poi crescendo ho seguito diverse tipe di sperimentazioni, a partire da Valentino ad Alexander McQueen

Indossare la natura è un modo per rispettarla?
Fa parte anche questo del concetto di rispetto. Indossare “la natura”, è legato al rispetto che si ha della natura stessa: utilizzare capi di questo genere, è un messaggio ancora più forte

Quante volte hai sentito la parola ECO, usata in modo inappropriato nell’ambito della moda?
C’ è molta confusione: conosco un brand che si dice ecosostenibile perché non utilizza prodotti di derivazione animale, poi genera una serie di materiali plastici non riciclabili. Bisogna vedere di situazione in situazione. Nel mio caso c’è molta attenzione al discorso dell’eco sostenibilità e sulla produzione di colorazioni a impatto ambientale zero

C’è un termine legato allo stile che molti usano ma che non è più in voga?
C’ è da precisare che molte volte la moda torna, di conseguenza un termine non più in voga potrebbe ritornare

Gli abiti di Tiziano raccontano la sua personalità e quella di chi, come lui, rispetta la natura a 360 gradi. Nel mondo della moda, si può parlare di eco sostenibilità, sta a noi poi imparare a saper fare la differenza; lo slogan “Diffidare dalle imitazioni”, vale in qualsiasi ambito!

 

Isabella Bellitto

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