Un capolavoro di architettura funeraria romana

Nel Marzo 1968 fu scoperto casualmente sotto l’abitato storico di Pitigliano un ipogeo, in seguito portato alla conoscenza storica dallo studioso tedesco A. Gotthilf Lemke, fu giudicato frettolosamente, come rarissimo esempio architettonico paleocristiano per alcune lettere graffite sulla parete, formulando la suggestiva ipotesi della presenza di Goti-ariani tra la fine del IV e gli inizi del V secolo d.C..

Dopo una attenta ricerca storico archeologica, abbiamo potuto constatare quanto fosse importante e unico il monumento funebre di epoca romana dalla tipologia ad arcosolio (arcosolium) a sesto ribassato, dal Latino “Arcus” arco più “Solium” sepolcro.

L’irregolare sviluppo geometrico, grossolanamente ricavato nel piano della roccia vulcanica, presenta nell’intera raffigurazione templare un composito rilievo di epoca tardo romano (III d.C.) con elementi architettonici di particolare interesse espressivo quali: un arco ribassato con il frontone coronato da un timpano sub triangolare con mutuli quadri, nel quale è rappresentato la Scilla o Tritone, imponente demone marino con code anguiformi a doppie spire avvolgenti. Nel sottostante specchio con cornice a volta tonda, è rappresentata una silhouette umana che si delinea in posizione eretta, mostrandosi all’osservatore rivolta a sinistra, occupando l’intera area dello specchio. L’ampio scudo che ricopre il corpo dalle caviglie sino alla spalla, lascia libero il volto rivolto a sinistra e il gesto delle mani protese in avanti a sorreggere quello che a prima vista parrebbe una doppia cornice ma in realtà rappresenta un’asta o un giavellotto romano “Pilum”. Al centro in una edicola composta da un serto di verghe vegetali racchiuse ad incrocio con cordame e piegate ad arco si notano i resti di una particolare figura, scolpita nella roccia (il tufo) che, considerato il carattere dedicatorio, siamo portati a credere che appartenga a l’aquila legionaria.

Emblema culto di Roma simbolo di forza militare e di potere è spesso rappresentato nelle steli funebri, nelle monete e sugli scudi dei soldati, custodito in un particolare sacrario era portato in battaglia dall’aquilifer. Alla sinistra dell’edicola si evidenzia una stele dalla singolare rappresentazione funebre con colonne che sorreggono un timpano triangolare con al centro una patera che presenta al termine degli spioventi (Sima) due acroteri angolari dalla forma indefinita. Completano l’architettura templare l’ampia porta d’ingresso degli inferi con linea di separazione delle ante su cui sono rappresentate due protomi a rombo con battente.

 

 

di Riccardo Pivirotto

 

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.