Un gioiello architettonico recuperato a Ronciglione

Sinergia di pubblico e privato, passione di studiosi, amore per la ricerca hanno fatto emergere gli affreschi preziosissimi degli “angeli musicanti” ciclo riferibile alla bottega del Cavalier d’Arpino, nella chiesa di S. Costanzo a Ronciglione.
Nei giorni scorsi, nella sede della Sovrintendenza ai monumenti dell’Etruria Meridionale, gli studiosi e gli appassionati dell’intero territorio si sono incontrati per condividere i sorprendenti risultati di un lavoro scaturito dalla passione unita ad una elevata competenza tecnica che hanno permesso di ridare alla città un ulteriore gioiello di arte rinascimentale e barocca, finora pressoché sconosciuto ai più.
Lo si deve soprattutto all’architetto Pietro Lateano , dottore di ricerca in Storia e Restauro dell’Architettura della Sapienza-Università di Roma, che ha curato il cantiere architettonico nel suo complesso, sino alla sorpresa della scoperta degli affreschi. Ma il suo lavoro ha potuto vedere completa realizzazione grazie alle altissime professionalità di tecnici e funzionari del Mibact, della Sovrintendenza ai monumenti, dell’ENEA che con strumenti sofisticatissimi hanno ridato vita ad un’opera d’arte da riconsegnare a Ronciglione, magari come sito museale capace di documentare proprio questo lavoro pionieristico nel recupero di monumenti.
Innegabilmente, il valore dei risultati conseguiti attraverso l’innovatività delle applicazioni tecniche va aggiunto al valore artistico e simbolico dell’opera (a S. Costanzo la Confraternita dell’Annunziata prestava soccorso alle donne in difficoltà nella Ronciglione del ‘600) ma soprattutto questo intervento testimonia quanto sia possibile raggiungere risultati eccellenti unendo sinergicamente competenze varie.
Con la stessa mission, dunque, diversi enti hanno collaborato: la capacità di ricerca dell’Enea, l’abilità di un architetto come Pietro Lateano, la passione delle restauratrici, la lungimirante disponibilità di una sovrintendente che ha frequentato i cantieri di restauro, tante passioni che hanno condotto ad un passaggio nuovo per il territorio: condividere questi risultati nella sostenibilità così che diventino generatori di competenze nuove e portino alla realizzazione di nuove opportunità turistiche come ci suggerisce, opportunamente, la recente legge regionale dell’Ecomuseo.
Oltre a ciò, si potrebbe realizzare un pacchetto che permetta non solo l’apertura di questo prezioso monumento, ma il farlo diventare un luogo di studio di alto livello che, raccontando le tecniche del recupero, faccia scuola e generi competenze per i futuri studiosi e tecnici creando nuove opportunità e risorse.
Da ronciglionesi non possiamo che essere grati a tutti quanti hanno contribuito a questa realizzazione, a cominciare da Pietro Lateano che ha saputo “ascoltare cosa il monumento gli chiedeva per essere valorizzato” e lui ci è riuscito! Grazie a Luisa Caporossi, storico dell’arte e direttore dei Lavori, Federica di Napoli Rampolla, funzionario restauratore del Mibact; le restauratrici della ditta di Falcon Fernanda; Alessandro Zanini dell’Area manager for Laser applications in Cultural Heritage for El.En. S.p.A.Group, che illustrerà l’utilizzo del Laser nel cantiere di San Costanzo; Roberta Fantoni, Responsabile della divisione Tecnologie per la Sicurezza e la salute dell’Enea e Valeria Spizzicchino, referente del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia dell’Enea “Enea con il progetto COBRA nel cantiere di San Costanzo”.

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