Grande successo di UnitusFLASH per il seminario sulle Fake News

UnitusFLASH è il nuovo magazine dell’Università della Tuscia nato a fine settembre grazie ad alcuni studenti del corso di “Comunicazione tecnologie e culture digitali” del dipartimento Disucom tra i quali c’è anche chi scrive. Ieri si è svolto il primo seminario tematico organizzato presso l’Aula Magna dell’Università a tema: “giornalismo e web: verifica delle notizie, fake news fra etica e diritto”. Relatori d’eccezione sono stati il prof. Guido Saraceni, e in teleconferenza, il giornalista Paolo Attivissimo noto cacciatore di bufale fin da metà degli anni 90.

Guido Saraceni è professore di informatica giuridica e di filosofia del diritto presso l’Università di Teramo, oltre a essere un blogger molto seguito sui social network che si è assunto il compito di informare in maniera corretta e sensibilizzare su questi temi i suoi studenti e i follower della sua seguitissima pagina facebook.

Paolo Attivissimo invece è un giornalista, un conduttore radiofonico che lavora per una Radio Svizzera oltre che scrittore e traduttore. A mia memoria penso sia il primo che io abbia sentito parlare di bufale e di quanto possano essere pericolose; tanto più oggi che sono aumentate esponenzialmente grazie alla diffusione di smartphone, social network e della banda larga.

Il prof. Saraceni si è concentrato soprattutto sulle fake news che arrivano dal basso, da chi in maniera un po’ maldestra condivide sulle proprie pagine social notizie con titoli sensazionalistici o che toccano argomenti caldi per l’opinione pubblica in quel particolare momento: per fare un esempio su tutti l’emigrazione. Il docente ha inoltre spiegato come sia importante per chi ha una preparazione cercare nel proprio piccolo di combatterne la diffusione, spiegando e facendo corretta informazione con certosina pazienza.

Paolo Attivissimo è invece più un tecnico; esperto informatico, già a metà degli anni 90 scriveva di bufale e ancora oggi è tra i più affermati debunker.
Importante è essere consapevoli che sta nascendo oggi una nuova professione, spiega il giornalista, e cioè quella di creatore di bufale: l’introito infatti è assicurato dai click degli utenti che incrementano le visite al sito e questo conseguentemente aumenta il valore della pubblicità per gli inserzionisti.

fake news

Il giornalista ha posto anche l’accento sulla diffusione delle fake news sulle grandi testate giornalistiche del nostro paese coinvolgendo giornali come Repubblica o il Corriere della Sera purtroppo non immuni dal fenomeno. Secondo Attivissimo il problema risiede nel forte calo degli introiti pubblicitari che si sono registrati dal 2008 a oggi, calo che, guarda caso ma neanche tanto, coincide con l’ascesa dei social network in Italia.

Un esempio sui tanti mostrati in teleconferenza dal noto debunker è stato l’articolo di Repubblica nel quale si afferma l’esistenza di un aereo che supera di dieci volte la velocità della luce. Può anche far sorridere ma se una grande testata giornalistica commette questi errori così grossolani c’è da chiedersi quale sia oggi il valore aggiunto della professione giornalistica in un periodo storico come il nostro dove per produrre contenuti e pubblicarli bastano uno smartphone ed un sito internet.

fake newsIl seminario si è protratto fino alle 13.30 circa e ha visto la partecipazione di studenti, giornalisti e pubblico esterno all’Università che ha partecipato anche con domande ed interventi. Evidentemente il tema è molto sentito e visti i numerosi esempi che ogni giorno si palesano sui social facciamo nostro il consiglio del prof.Saraceni: se sotto a un post trovate scritto: “non condividere, ma copia e incolla sul tuo profilo”, fermiamoci a pensare e chiediamoci perché chi lo ha scritto per primo non vuole che si risalga a lui: probabilmente perché sa di aver scritto qualcosa di non vero. Quindi, be careful.

Alberto Krebel H.

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