Vasco Modena Park: Senti che bel rumore!

Tanta strada, tanta gente, troppa come dicono alcuni, uno schiaffo alla crisi come dicono altri; 230.000 persone…eh gia! Come direbbe Vasco Rossi.Quarant’anni di carriera festeggiati così, tra adulti, giovani e bambini; tutti insieme senza tregua, tra corse al miglior posto – lo stesso che tanti si sono guadagnati tre giorni prima – file lunghissime, un po’ di quiete nel verde prato e poi?
Emozioni che accomunano paradossalmente quattro generazioni, parole cantate che ricordano la prima storia, la prima delusione, ma anche un senso di ribellione, di protesta e di speranza. Un anniversario che parte prima di tutto da una scelta, quella della città: Modena e mentre quella stessa città intona cori all’unisono, una luce rossa dagli schermi e l’intro Also Sprach Zarathustra di Strauss, dichiara che la festa abbia inizio.

“Abito fuori Modena, Modena Park!”, canta così Vasco in Colpa d’Alfredo, canzone degli anni ’80 con la quale apre il concerto della sera del 1 Luglio; poi prosegue qua e là tra ricordi di canzoni che hanno segnato tutto ciò che un artista- odiamo o amato che sia – ha saputo costruire. Balli accattivanti di ragazze prese nella mischia sulle note di Splendida Giornata, ricordi vintage con Bollicine e Alibi e poi ancora: Ogni volta, Stupendo, Ed il tempo crea eroi, Vivere una favola, Liberi liberi,Siamo solo noi, Vivere e Vita spericolata.

Tra i momenti più emozionanti va ricordato Gaetano Curreri al pianoforte per Anima Fragile e l’esibizione del chitarrista Andrea Braido; tra gli ironici invece, impossibile non citare lo sberleffo a Giovanardi durante la canzone Non mi va.Chi segue Vasco sa che di parole ne regala sempre molto poche, ma ieri sera era la sua festa e qualche pensiero ai fan, era giusto dedicarlo: ha parlato di come l’amore sia più forte della paura e di come quelle migliaia di persone ieri sera, non si siano piegati a quella stessa paura: ed erano tutti lì. A chiudere le quattro ore di successi, Vasco ha mantenuto la sua canzone: l’onore dei saluti è rimasto ad Albachiara con il tocco però, di uno spettacolo pirotecnico.

Impeccabile l’organizzazione e straordinario l’evento, forse troppo e il troppo, come si dice, spesso guasta: un troppo che ha svantaggiato gli spettatori del pit3, che in alcuni punti potevano solo ascoltarlo tanto era la scarsa visibilità. Ma per andare di citazioni, “Va bene così”, perché a scapito di insulti e critiche, ormai la storia ieri sera è stata fatta.

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.