Violenza di genere: cosa dice la legge?

Nell’articolo precedente abbiamo visto, con l’ausilio dell’avv. Piera Angius, come viene trattato questo, purtroppo attualissimo, argomento a livello internazionale e abbiamo preso come riferimento essenzialmente due documenti: la dichiarazione dell’ONU del 1993 e la convenzione di Istanbul del 2011. Quest’ultima è stata ratificata dal nostro paese dalla L. 119 del 15 ottobre 2013.

Quali sono quindi gli strumenti di tutela previsti dal nostro legislatore in Italia quando si parla di violenza di genere?

Parliamo delle misure cautelari. La prima che andiamo ad analizzare è quella dell’allontanamento dalla casa familiare: chi pone cioè in essere dei reati relativi alla violenza di genere, all’interno delle mura domestiche, può essere allontanato dalla casa familiare così come previsto dall’art 282bis del Codice di Procedura Penale. Ricordiamo, tra parentesi, che una misura cautelare non presuppone un accertamento in ordine alla responsabilità perché questo si ha poi solo attraverso il processo e la relativa sentenza; è cioè uno strumento che il nostro ordinamento fornisce per evitare che col trascorrere del tempo si possa verificare, ad esempio, un aggravamento delle conseguenze del reato.

Altre volte come nel caso del reato di stalking il giudice può predisporre un’altra misura cautelare che è quella del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e alla persona stessa. Vi sono poi delle misure cautelari, più generali per così dire, che possono essere predisposte anche per altri tipi di reato come gli arresti domiciliari o addirittura quella più grave della custodia cautelare in carcere.

Andiamo ora ad analizzare più in dettaglio la legge sul cosiddetto femminicidio, termine peraltro mai usato dal legislatore ma entrato nel linguaggio comune grazie ai media.

Si tratta di un articolato intervento legislativo, nel senso che la legge contiene varie modifiche che toccano diverse fasi ed attività del procedimento, le misure cautelari di cui abbiamo parlato, l’incidente probatorio ecc. Vediamo quali sono quindi gli interventi più salienti della normativa in materia di violenza di genere: per quanto attiene il delitto di atti persecutori, cioè lo stalking, questi è stato inserito fra quelle tipologie di reato per le quali è previsto l’utilizzo delle intercettazioni di conversazione e comunicazione.

Viene disposto che i provvedimenti relativi alle misure di allontanamento dalla casa familiare, del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi da essa frequentati, di arresti domiciliari di cui abbiamo accennato poc’anzi debbano essere immediatamente comunicati al difensore o in mancanza di quest’ultimo alla persona stessa ed ai servizi socio-assistenziali del territorio (art. 299, comma 2 bis c.p.p.). I reati di maltrattamenti in famiglia e nuovamente il reato di stalking sono stati aggiunti tra le ipotesi di arresto obbligatorio in flagranza (art. 380, comma 2, lett. L ter c.p.p.). Con l’art. 384 bis c.p.p., viene conferito alla polizia giudiziaria il potere di disporre, previa autorizzazione del pubblico ministero, nei confronti di chi è colto in flagranza per i delitti più gravi in materia, la misura precautelare dell’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Fatta questa carrellata sicuramente non esaustiva ma con la quale speriamo di aver gettato almeno un po’ di luce sull’argomento, vogliamo fare qualche accenno e spiegare alcuni dei termini usati sin qui dall’avv. Angius soprattutto per i meno avvezzi al linguaggio giuridico.

Con il termine diritto penale intendiamo l’insieme di norme giuridiche attraverso cui lo Stato proibisce determinati comportamenti umani considerati illeciti, mediante la minaccia di una sanzione e la raccolta di tali norme è il Codice penale.

Abbiamo parlato anche di codice di procedura penale che è invece la raccolta sistematica delle norme che regolano il processo penale italiano. Quest’ultimo va considerato come un insieme di norme poste a garanzia del cittadino, affinché questi venga perseguito nel rispetto di regole sancite dal legislatore in linea con i principi espressi dalla nostra Costituzione e dalla Carte Internazionali di tutela delle garanzie degli individui.

Un ultima cosa: spesso sui social si legge di “reato penale”; è una vera e propria abominazione giuridica che non si può sentire! Gli illeciti possono avere carattere civile, amministrativo, penale; in quest’ultimo caso e solo in questo si parla di reato. Per dirla in altri termini: non esiste un reato che non sia penale. Quando si leggono certe cose più che di errore si tratta di un vero e proprio orrore: abbiate pietà e almeno questo risparmiatecelo.

Alberto Krebel H.

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.