Violenza sulle donne: riflettori puntati per sciogliere le ombre

Lo scorso sabato 18 Febbraio 2017 nel pomeriggio, le sale dell’incubatore culturale Spazio Attivo Viterbo sito in Valle Faul 20-22, hanno ospitato la proiezione del film-documentario Immagine Donna: quando Ulisse uccide Penelope di Mario Veronica.
Il film parla di violenza contro le donne, tema che oggi più che mai si sta svelando al mondo dinamiche tanto complesse quanto contorte, una realtà borderline tra deficit psicologici e psicosi sociale.
Quante volte si è sentito dire:“Questo è il mondo della violenza e del potere dell’uomo sulla donna” ? Ebbene lungi dall’essere una banalità da femministe fondamentaliste la storia testimonia che sin dai tempi antichi il potere ha avuto come leader l’uomo che esercitava la propria supremazia sull’essere femminile innanzitutto nella sfera sessuale. In linea generale, col passare dei secoli, questo sistema a due livelli contamina anche i meccanismi di interazione sociale, “si assiste alla trasmigrazione del concetto erotico di sottomissione sessuale della donna a quello di sottomissione sociale” afferma Mario Veronica regista. Il suo non vuole essere un documentario da salotto, non si propone come discussione culturale sul tema. Contiene immagini crude, violente, confessioni ancora incredule di vittime reali, e latrati fintamente sommessi dei veri carnefici. Non a caso l’immagine d’apertura, una violenta lite in metropolitana, è tratta dal film francese Irréversible prodotto da Gaspar Noè, presentato al 55° Festival di Cannes e bollato come il film più controverso del 2002 per le brutali scene di violenza sessuale e omicidio. Il principio base per il quale si è scelto di mettere su uno schermo scene cosi forti è che la sensibilità al tema si attiva solo con la visione di quelle dinamiche distruttive, di quel dramma raccontato dagli occhi che l’hanno vissuto. “Io non farò un film moderato” tuona Mario Veronica, col mezzo video vuole documentare i processi, le circostanze, anche l’atto sessuale per far vedere cosa vuol dire sottomissione privata della sua lussuriosa veste erotica. Si cerca empatia col pubblico, condivisione di realtà difficili da accettare e scomode da spiegare allo scopo di dare ascolto, sostegno e valido aiuto a chi ha sopportato tali ingiustizie.
Il film-documentario, difatti, si fa anche promotore di iniziative come Sportello Rosa protocollo multidisciplinare adottato dall’Azienda Ospedaliera di Belcolle di Viterbo che accompagna la donna in tutte le fasi della visita e percorso in ospedale fino all’incontro con l’assistenza sociale.
Interessante è il focus sulla situazione delle donne europee che vivono in Italia e il confronto con le situazioni sociali e legislative riscontrate negli altri Paesi Europei. In Finlandia ad esempio, dove fin da bambini si è abituati a sviluppare un rapporto da camerata tra maschi e femmine, si registrano casi in cui dopo anni di violenza domestica la donna finlandese reagisce in maniera altrettanto violenta al punto da poter essere condannata giuridicamente in maniera più severa rispetto all’uomo.
Il progetto Immagine Donna: quando Ulisse uccide Penelope è una grande sfida sia per il portato sociale della sua ricerca, per l’eterogeneità e la complessità del tema trattato che per l’aura omertosa che ancora caratterizza la problematica impedendone la risoluzione. Lo scopo del progetto è fare luce su una realtà che si comprende ancora troppo poco. In proposito esemplare è la frase di uno degli aggressori intervistati nel film: “Si, ho seguito un percorso psicologico, ma ancora oggi se trovo la mia donna a letto con un altro uomo io meno non ci stanno mezzi termini”. Dinamiche contraddittorie che invitano alla riflessione sul mondo esterno, sul mondo interno, sul concetto di libertà.

Il finanziamento del film si affida ad una piattaforma di crowfounding messa a disposizione sulla rete per la raccolta di donazioni spontanee per la realizzazione del film.
L’iniziativa ha ottenuto il sostegno ufficiale della Procura di Viterbo e l’Università della Tuscia che sul tema organizzerà dei seminari aperti a tutti.
Giovanna Calabrese

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