Dai Vertici Delle Classifiche Al Baratro Della Droga

La carriera e la vita di una delle star più iconiche di tutti i tempi.

“Il mio più grande demone sono io. Sono io il mio miglior amico e il mio peggior nemico”. Questo dice di sé Whitney Houston nel 2002. Mai definizione è stata più veritiera. Whitney Houston l’artista più famosa di tutti i tempi, l’interprete dalla voce straordinaria, consumata dai suoi stessi demoni, dalla dipendenza dalle droghe, da una relazione sentimentale malata e violenta.
Il talento non manca nella famiglia Houston, la mamma di Whitney, meglio conosciuta come Cissy, canta in un gruppo soul le Sweet Inspiration e fa parte del gruppo gospel in cui cantano le nipoti Dionne e Dee Dee Worwick. Whitney inizia a cantare presto, a nove anni entra nel coro della chiesa battista a 11 è già diventata solista. Debutta nel music business a 15 anni, cantando come voce di sottofondo nel singolo I’m Every Woman di Chaka Khan, brano di cui realizzerà una cover di enorme successo qualche anno più tardi.
Nel 1985 la Houston pubblica il primo album omonimo, il suo primo grande successo. Il disco entra nella classifica americana al numero 1 e ci rimane per quattordici settimane consecutive, vende 23 milioni di copie ed entra nel Guinness Dei Primati come album più venduto da un’artista esordiente.
In Italia il fenomeno Whitney Houston esploderà nel 1987 sul palco dell’Ariston. La Houston incanta il pubblico che rapito dalle note di All At Once chiede il bis. E’ la prima volta che accade a Sanremo. Nel 1987 esce il secondo album dell’artista americana intitolato Whitney, preceduto dalla hit internazionale I Wannna Dance With Somebody (Who Loves Me). La canzone vale un Grammy e il disco segna un nuovo primato per la Houston.
Dall’album Whitney saranno estratti 7 singoli che si piazzeranno al numero 1 della Billboard Hot 100, consegnando alla cantante un nuovo record che le permetterà di battere i Beatles che di singoli consecutivi in testa alla classifica americana ne hanno avuti “solo” 6.
Nel 1990 esce il terzo album della Houston, un altro incredibile successo intitolato I’m Your Baby Tonight trainato dalla title track e dal singolo All The Man That I Need, entrambi raggiungono la posizione numero 1 della classifica americana mentre l’intero album deve accontentarsi del gradino più basso del podio della Billboard 200.
Nel 1992 Whitney Houston debutta al cinema al fianco di Kevin Kostner nel film The Bodyguard, Guardia Del Corpo. Il brano principale della colonna sonora, I Will Always Love You, cover di un brano di Dolly Parton ha un successo planetario. Il pezzo vende 10 milioni di copie negli Stati Uniti e 16 milioni in tutto il mondo piazzandosi ai vertici delle classifiche negli States e in altri 20 paesi.
La colonna Sonora di Guardia Del Corpo diventa la più venduta di tutti i tempi raggiungendo i 42 milioni di copie vendute nel mondo. Particolare successo hanno anche altri singoli contenuti nella soundtrack: I Have Nothing, Run To You e la cover di Chaka Khan I’m Every Woman.
Il 1992 si rivela un anno importante per Whitney non solo per il suo debutto cinematografico ma anche perché sposa Bobby Brown, nonostante il dissenso della sua famiglia. Questa scelta cambierà la vita della Houston purtroppo non in meglio.
I problemi di Bobby Brown con la legge e la vita del tutto assurda che la coppia conduce portano la Houston a fare abuso di droga. La cantante viene spesso picchiata dal marito e nel 2003 durante un litigio deve intervenire la polizia che per fermare Brown è costretta a usare la scossa elettrica.
Dopo l’uscita dell’album Just Whitney la cantante scompare dalle scene, la sua vita è travolta dai problemi con il marito e dall’abuso di droga. Scandali, infedeltà coniugali, arresti per droga e alcool e i maltrattamenti subiti da Bobby Brown riempiranno le pagine dei giornali fino al 2006, anno in cui la Houston chiede il divorzio e dichiara di volersi disintossicare.
Nel 2009 il suo manager Clive Davis annuncia il ritorno della cantante con un nuovo singolo realizzato insieme a R Kelly dal titolo I Look To You.
I problemi di droga di Whitney non sono affatto risolti, la sua voce non è più quella di un tempo, la sua singolare potenza è solo un ricordo. Whitney Houston verrà ritrovata morta, annegata nella vasca da bagno del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills l’11 febbraio 2012, tuttora ignote le cause del decesso. L’autopsia parlò di arresto cardiaco causato da abuso di droga, farmaci e alcool. A dicembre del 2012 la polizia riapre il caso dopo la rivelazione di un investigatore privato che sostiene si sia trattato di omicidio per debiti di droga.
Dopo la morte ci sono inquietanti rivelazioni: la cognata Tina Brown ha dichiarato che la sua scomparsa è uno shock ma non una sorpresa. “Nessuno può immaginare come era ridotta la sua abitazione” ha dichiarato la Brown “Sparsi dappertutto c’erano sex toy di varie dimensioni, posacenere stracolmi di sigarette, pipe per fumare crack, cucchiaini incrostati di cocaina, sacchetti di immondizia e sporcizia in ogni angolo”. La Houston si era indebitata fortemente per procurarsi la droga, secondo le rivelazioni di Marlon David, organizzatore di eventi per le celebrità, il budget annuale della cantante per la cocaina aveva raggiunto i 320 mila dollari. La disintossicazione della Houston esisteva solo a livello mediatico, nella vita di tutti i giorni lei era un fantasma. Non era più “la ragazza da un milione di dollari”!

Anna Patti

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