La negoziazione assistita e la separazione consensuale in Comune

In un precedente articolo abbiamo fornito alcuni cenni in merito all’istituto della separazione consensuale dei coniugi in tribunale, sempre avvalendoci dell’aiuto dell’avv.Piera Angius e abbiamo visto come vi siano sostanzialmente tre modalità. Quella ivi analizzata è la modalità tramite tribunale; gli altri due modi per arrivare a una separazione consensuale, quando vi siano i presupposti previsti dalla legge, sono la negoziazione assistita e la separazione in Comune.

Nella procedura di negoziazione assistita i coniugi si avvalgono ciascuno di un proprio legale, come disposto dalla legge (art.6 D.L 132/2014), e i due avvocati stipulano un accordo mediante il quale le due parti andranno a collaborare in buona fede onde addivenire concordemente alla separazione. L’accordo quindi viene poi sottoscritto dai due coniugi e i due avvocati certificheranno l’autografia delle firme e trasmetteranno copia dell’accordo alla Procura della Repubblica presso il tribunale. Quindi in realtà un passaggio per il tribunale sussiste ma, a differenza della separazione “tradizionale”, in questo caso non c’è nessuna udienza.

Una volta depositato l’atto di accordo, se il tribunale lo autorizza, esso verrà trasmesso tassativamente entro 10 giorni all’ufficiale dello stato civile del Comune dove le nozze erano state celebrate, il quale curerà l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

L’ultima modalità che è molto più rapida e meno onerosa è quella della separazione senza assistenza legale presso il Comune.

Esistono però essenzialmente tre presupposti affinché i due coniugi possano avvalersi di quest’ultima modalità di separazione: non devono esserci figli che al momento della separazione siano minori o non autosufficienti, portatori di handicap o giuridicamente incapaci; la coppia deve aver trovato un accordo su tutti gli aspetti della separazione, e quest’ultimo non deve disciplinare trasferimenti patrimoniali di alcun genere.

Se queste tre condizioni vengono rispettate, i coniugi si recano presso il Comune di residenza di uno dei due con un documento di identità, una autocertificazione che specifichi la residenza, la data ed il luogo del matrimonio e si presentano per un primo incontro davanti all’ufficiale di stato civile durante il quale viene redatto l’accordo di separazione che deve essere confermato in un secondo incontro dopo 30 giorni dalla redazione. Una volta confermato viene trasmesso agli uffici competenti per l’annotazione sull’atto di matrimonio.

Abbiamo fino a questo punto analizzato per sommi capi le varie tipologie di separazione: legale, consensuale e all’interno di quest’ultima le tre modalità possibili. Restano ora da analizzare quali siano gli effetti sia personali che patrimoniali della separazione legale tra coniugi che però, sempre con l’ausilio del nostro legale, tratteremo in un articolo successivo.

Alberto Krebel H.

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