Il rito della danza dei dervisci rotanti a Caffeina

In una calda serata di giugno, il numerosissimo pubblico intervenuto in piazza S. Lorenzo per assistere ad un evento unico, è rimasto letteralmente ipnotizzato e senza fiato durante tutto lo spettacolo.
La danza dei dervisci rotanti o danza dell’estasi ha un preciso rituale che ieri sera è stato rispettato fedelmente in tutta la sua spiritualità e nel suo significato emblematico: tutto deve ruotare come gli atomi intorno al nucleo, come i pianeti intorno al sole e come i pensieri intorno alla divinità.
I musici ed i cantanti hanno aperto il rito con un inno al Profeta seguito da una melodia al flauto. Il suono dei tamburi ha simboleggiato la creazione del mondo ed infine la dolce melodia del ney ha rappresentato il soffio divino dal quale tutte le creature traggono la vita.
Terminato il concerto è iniziato il semà con l’entrata del danzatore coperto dal costume tipico composto da un mantello nero, simbolo dell’ignoranza e della materia, sotto il quale indossava un abito bianco che rappresenta, come lenzuolo mortuario, la luce e il distacco dall’ego.

Da questo momento in poi è iniziata la fase più suggestiva di questa danza che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti, ipnotizzandoli con un movimento circolare lento e infinito. Gli spettatori trattenevano il fiato in attesa che la sinuosa danza desse un attimo di tregua al sufi roteante e quando dopo mezz’ora, il derviscio tutto d’un colpo si è fermato, l’applauso è scaturito con entusiasmo.
La danza è ripresa con tre dervisci rotanti che hanno dato una nota di leggerezza al rito ed hanno anche saputo coinvolgere il pubblico scendendo tra gli spettatori, avvicinandoli mentre facevano roteare la leggerissima veste di lana colorata.
Un trionfo per un evento irripetibile che è stato inserito giustamente in un festival culturale, ed è grazie agli organizzatori di Caffeina che moltissime persone hanno potuto conoscere una danza sacra raramente uscita dai confini della religione.

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