“SILENZIO PARLA UN ALBERO”, Colori e trasparenze del dendronaturalismo

Allo spazio espositivo Iterland di Ronciglione, corso Umberto I, 54 – sabato 28 ottobre alle ore 18.00, si inaugura la mostra intitolata “Silenzio Parla un Albero”, una personale che inquadra l’interessantissimo lavoro di Giuseppe Rossi, un pittore romano di grande talento.

Il Critico Gianfranco Ferlisi di Mantova ne traccia una nota critica, riportiamo uno stralcio qui di seguito.
«È la percezione dell’oltre, rivelato dagli intrecci cromatici dei dettagli dei tronchi contorti di Giuseppe Rossi, a far emergere immediatamente il nesso fra natura, pittura e cultura. È il salutare eclettismo del postmoderno a condurre l’autore alla ricerca di soluzioni allusive di una rappresentazione che diventa altro da ciò che avrebbe potuto descrivere. Perché sulla tela il tronco nodoso della corteccia cinerea dell’ulivo, i miracoli botanici dei tronchi centenari aggrovigliati e incurvati, le forme che sulla loro scorza paiono assumere le conformazioni di strane escrescenze tumorali, di dorsi squamosi, di cicatrici malamente guarite, di asprezze da mutilazioni belliche, fanno spiccare il volo dell’immaginazione. E la pittura, nata nel colonnato di lignei templi apocalittici, negli anfratti di castagni grandi come cattedrali, realizza l’inevitabile iato tra il vedere e il sentire, per portare in scena un concetto di natura riletta e filtrata da una solida cultura artistica e da una bizzarria arcimboldiana scaturita come da un personale grembo di energie inespresse, quelle che l’artista rivela tramite la materializzazione dell’immagine. […]
E la scorza dei tronchi si allontana (quasi scompare): perché l’impulso espressivo, dalle topografie delle cortecce rugose e nodose, distilla immagini autonome, tra minimi accenni di descrittivismo e sottili orizzonti di nastri cromatici che si agitano nello spazio, quasi volessero farsi beffe nel rammentare (ma solo per piccoli cenni) la distanza da una troppo astrusa pittura analitica. E le linee del colore che rimandano alle cortecce assumono un ritmo franto, a rispecchiare la forma frammentata e interrotta di quelle superfici dense di squarci. Ne nasce un ibrido cortocircuito tra la forza narrativa del segno e di un colore che possiede l’umiltà della tavolozza di Carlo Levi mentre la seduzione delle essenze di figurazione ci porta molto oltre agli orizzonti d’ispirazione, verso un sentiero percorso tra accenni di astrazione e reinvenzione dell’elemento naturalistico…».

Inaugurazione: Sabato 28 ottobre ore 18
Luogo: “Spazio Espositivo Iterland”, Corso Umberto I, 54 – Ronciglione (VT)
La mostra resterà aperta fino al 12 novembre 2017 dalle ore 10 alle ore 19,00 (orario continuato).
INGRESSO GRATUITO

Una breve nota biografica riassume infine il percorso dell’artista:
Giuseppe Rossi nasce a Roma nel 1958. Oggi vive a Soriano del Cimino in provincia di Viterbo dopo aver vissuto per anni a Manziana dove si affaccia alla pittura giovanissimo. Precocemente iniziano le prime esperienze espositive. A vent’anni, nel 1978, ordina la sua prima personale a Soriano nel Cimino. Frequenta, successivamente, l’Accademia di belle Arti di Viterbo.
Nel 2010 fonda il “Dendronaturalismo”. Ha esposto, nel corso della sua carriera, in molte città d’Italia: Roma, Torino, Forlì, Firenze, Arezzo, Spoleto, Carrara, Viterbo, Amelia, Bomarzo, Porto Cervo, Arco di Trento, Padova, Marina di Pietrasanta, S. Benedetto Po Mn, Gualdo Tadino PG, Durazzo (Albania), Londra , Berlino, Miami (USA)…
Recentemente, nel 2011, partecipa alla biennale di Firenze dove gli viene tributato un importante riconoscimento da parte della giuria internazionale. Partecipa anche alla biennale di Durazzo in Albania ed è invitato a varie e importanti collettive. A Spoleto si mette in evidenza col supporto del critico Giammarco Puntelli, alla Triennale di Roma con Achille Bonito Oliva.

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