Il Focarone di Bagnaia o il fuoco di S. Antonio


Quando arrivi in piazza, lo trovi che troneggia immobile ed imponente, ti senti piccolo insignificante, se gli giri intorno, senti lo stupore e l’ammirazione per questa opera incredibile unica ed originale:
E’ il “focarone” di Bagnaia, alto 7 metri, ma in diagonale è largo quasi 9 metri! La circonferenza alla base è di 38 metri ed è formato da quasi 600 quintali di legna. Numeri impressionanti!

I componenti del comitato raccontano con entusiasmo e commozione come per tutto l’anno siano costantemente impegnati, durante tutti i fine settimana, alla raccolta della legna che servirà per il fuoco dell’anno successivo. Un lavoro faticoso molto impegnativo, perché raccogliere quasi 600 quintali di legna secca non è un compito semplice, ma la fatica viene ripagata la sera del 16 gennaio quando il Focarone viene finalmente acceso.

Raccontano che questo evento è un po’ come il capodanno, un evento che segna un importante passaggio con le generazioni future. Affinché ci sia continuità, questa tradizione non deve andare perduta, pertanto tutti ma in particolare i giovani hanno la responsabilità di continuarla.

I giovanissimi c sono istruiti dai ragazzi più adulti, e un giorno prenderanno le consegne insieme alla grande fatica di organizzare un evento che è diventato importante e magnifico.
E’ un’arte quella di preparare il focarone, bisogna sapere come costruirlo per fare in modo che la pira arda nel modo giusto, componenti indispensabili sono l’impegno e la fatica.

I ragazzi e le ragazze lo sanno bene, ma non ne sentono il peso.
La base del focarone è formata da terra e detriti messi a proteggere l’asfalto, la pira deve avere delle prese d’aria altrimenti il fuoco si spegne, anche questo non è un compito facile. La legna viene accatastata con arte e quando si arriva in alto bisogna essere agili ed esperti per posizionarla nel modo corretto.
Ci vuole esperienza, ci vuole coraggio, ma anche tanta passione.
Il Focarone è cresciuto negli anni, prima era un piccolo fuoco di S. Antonio davanti alla chiesa, man mano che passavano gli anni aumentava l’interesse delle persone verso questa manifestazione, quindi lo hanno trasportato in piazza dove c’era più spazio, ma forse non prevedevano che sarebbe cresciuto tanto. Lui, il focarone, dagli anni ’60 in poi è cresciuto a dismisura, adesso è alto, imponente, importante. Si accende il 16 gennaio alle 18,30, arde tutta la notte rispettando un rito antichissimo che è quello del fuoco purificatore, ma all’alba viene spento. Lui vorrebbe bruciare ancora, ma le esigenze pubbliche vincono, facendo arrivare un moderno camion di pompieri che con un idrante mettono fine alle fiamme. Subito dopo le ruspe, tolgono le ceneri e tutto torna alla normalità.
Il sabato successivo i ragazzi torneranno tutti a raccogliere la legna nei boschi progettando il nuovo Focarone per l’anno prossimo.

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