Premio Città di Velletri a Morricone, consegnato in Auditorium il riconoscimento al figlio Andrea
La seconda edizione del Premio “Città di Velletri” alla Carriera Cinematografica ha visto l’assegnazione di un riconoscimento alla carriera al compianto Maestro Ennio Morricone.
La cerimonia si è tenuta sabato 27 febbraio all’Auditorium della Casa delle Culture, alla presenza del figlio del grande compositore, Andrea Morricone.
Insieme agli organizzatori del premio Fernando Mariani, Patrizia Audino, Maria Paola De Marchis e Giuliano Cugini è intervenuta in rappresentanza della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri (che ha patrocinato l’evento) la consigliera Vera Dani, portando il saluto del Presidente Sorrentino e del direttore Micheli. “Ho ricordato”, ha detto la professoressa Dani, “quando con il Maestro Micheli e il Coro ‘Ruggero Giovannelli’ abbiamo avuto l’esperienza di eseguire dei concerti con il Maestro Morricone, apprezzandone la genialità, la puntualità nell’approntare tutto e l’estrema professionalità.
Una volta, a Napoli, durante le prove fummo diretti da lui. Un’emozione indescrivibile”.
La breve cerimonia, svoltasi in assenza di pubblico, si è conclusa con le foto di rito e con l’appuntamento alla Terza edizione del Premio che si terrà nell’autunno 2021.
BIOGRAFIA DI ENNIO MORRICONE
Compositore, direttore d’orchestra, autore di canzoni e arrangiatore. Nato a Roma nel 1928 e diplomato in tromba, composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Santa Cecilia col maestro Goffredo Petrassi, negli anni Cinquanta inizia a lavorare come suonatore di tromba in varie jazz band, prima di approdare al cinema componendo canzoni per film degli anni sessanta come La voglia matta, I motorizzati e Il giovedì. Scrive anche canzoni e lavora come arrangiatore per artisti della RCA tra cui Mina, Paul Anka, Gino Paoli, Edoardo Vianello, Gianni Morandi, Jimmy Fontana e Chet Baker, tra gli altri. L’incontro con Sergio Leone è determinante per la carriera di entrambi: del 1965 è lo score per il suo primo western, Per un pugno di dollari, cui seguono Per qualche dollaro in più. Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, fino all’ultimo, C’era una volta in America (1984). Sono musiche splendide, di grande impatto, con l’uso di strumenti insoliti come l’armonica a bocca, lo scacciapensieri e un uso struggente degli archi e della voce umana. Immediatamente riconoscibili, vengono usate in decine di pubblicità e diventano patrimonio nazionale.





