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Eleonora Duse. La musa di D’Annunzio

Eleonora Duse

Eleonora Duse. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questa attrice teatrale, musa di D’Annunzio.

Eleonora Duse nasce a Vigevano, in provincia di Pavia, il 3 ottobre 1858 e muore a Pittsburgh, negli USA, il 21 aprile 1924.
Ritratto di Eleonora Duse
Ritratto di Eleonora Duse

Eleonora Giulia Amalia Duse nasce a Vigevano, in provincia di Pavia, il 3 ottobre 1858. Proviene da una famiglia di attori di Chioggia, appartenente alla città metropolitana di Venezia. Suo padre è Alessandro Vincenzo Duse, nato nel 1820 e morto nel 1892. Sua madre, invece, è Angelica Cappelletto, nata nel 1833 e morta nel 1906. Suo zio è Giorgio Duse, padre di Elisa Duse. Eleonora è la zia di secondo grado di Italia Marianna Vitaliani, nata a Torino il 20 agosto 1866 e morta a Milano il 6 dicembre 1938. Lei è la figlia di Elisa Duse ed è attrice teatrale, capocomica ed attrice cinematografica italiana.

Eleonora trascorre la sua infanzia tra il nomadismo ed il dilettantismo nella compagnia girovaga del padre e della madre. Nel 1862 a soli 4 anni di età interpreta la parte di Cosetta de “I miserabili” di Victor Hugo. Poi nel 1878 è nei panni di prima amorosa nella compagnia Ciotti-Belli Blanes. Inoltre a 20 anni di età è a capo di una compagnia con Giacinta Pezzana. Abbiamo anche alcune sue interpretazioni memorabili come per esempio in ” Teresa Raquin” di Émile Zola.

Successivamente nel 1879 entra nella Compagnia Semistabile di Torino di Cesare Rossi dove matura una sua poetica. In questo periodo sceglie il suo repertorio ricco di pièces bien faites francesi. Mette in scena drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas Figlio, che lei smontava per riempirle con suoi messaggi per mettere in crisi i valori borghesi. Tra i suoi temi abbiamo il denaro, il sesso, la famiglia, il matrimonio ed il ruolo della donna.

I lavori teatrali di Eleonora Duse.
Eleonora Duse
Eleonora Duse

Dai suoi lavori emerge la sua interiorità femminile. Abbiamo per esempio un’interiorità alienata e nevrotica. Inoltre il suo repertorio è moderno con alcuni richiami al verismo della “Cavalleria rusticana” di Giovanni Verga, in cui interpreta Santuzza. Troviamo anche i drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas Figlio, già repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt, con cui Eleonora ha una rivalità che divide i critici teatrali. Eleonora è amica, invece, con la scrittrice Sibilla Aleramo e con la danzatrice Isadora Duncan.

Successivamente nel 1881 sposa Tebaldo Marchetti, detto Tebaldo Checchi, oppure Teobaldo Marchetti, oppure Tebaldo il Checchi, nato nel XIX secolo e morto a Lisbona nel 1918. Lui è attore, diplomatico e scrittore italiano, oltre che giornalista. Tebaldo appartiene alla compagnia teatrale di Eleonora. I due hanno una figlia, Enrichetta, ma si separano presto. Inoltre nel 1884 si lega ad Arrigo Boito, nato a Padova il 24 febbraio 1842 e morto a Milano il 10 giugno 1918. Lui è letterato, librettista e compositore italiano. Per Eleonora adatta “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare e la loro relazione rimane segreta.

In questi anni frequenta gli ambienti della scapigliatura ed aggiunge al suo repertorio i drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito. Poi nel 1890 porta in scena i drammi di Henrik Ibsen “Casa di bambola” e “La donna del mare”. Nel 1898 il teatro Brunetti di Bologna cambia nome in Teatro Duse. Successivamente nel 1909 abbandona il teatro a cui torna però nel 1921 per necessità economiche. Nel frattempo nel 1916 recita nel suo unico film “Cenere”, dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda.

L’importanza di Gabriele D’Annunzio per Eleonora Duse e la sua morte.
Duse
Duse

Importante per Eleonora è la sua relazione fatta di alti e bassi con Gabriele D’Annunzio, nato a Pescara il 18 marzo 1863 e morto a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, il primo marzo 1938. Lui è scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, simbolo del decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale. Eleonora lo incontra per la prima volta nel 1882 a Roma e, dopo averlo respinto svariate volte, ne diviene la musa ispiratrice. Inoltre lei porta in scena molte delle opere di D’annunzio tra cui “Il sogno di un mattino di primavera”, “La Gioconda”, “Francesca da Rimini”, “La città morta” e “La figlia di Iorio”.

Pochi mesi prima della morte, nell’agosto del 1923, Eleonora compie un ultimo viaggio a Viareggio presso la villa dell’armatore Riccardo Garré. Il 21 aprile 1924, nel corso dell’ultima tournée statunitense, a Pittsburgh, Eleonora Duse muore di polmonite a 66 anni di età. Si trova sepolta nel cimitero di Sant’Anna ad Asolo dove ha una casa, detta “la casa dell’arco”, dove vive tra il 1920 ed il 1922. Lascia scritto di volere essere seppellita rivolta verso il Monte Grappa, per amore dell’Italia e dei soldati che ha assistito durante la prima guerra mondiale.

Il Museo civico di Asolo conserva ed espone ritratti e lettere autografe di Eleonora, oggetti, libri ed arredi personali, abiti e calzature di scena, che nel 1933 la figlia Enrichetta Angelica Marchetti Bullough dona allo Stato italiano, vincolandoli a quella cittadina. Inoltre altre lettere scritte e ricevute, libri, copioni autografi dell’attrice o dell’autore del testo, abiti, mobilio e molti oggetti personali, vengono donati, nel 1968, dalla nipote e ultima erede Eleonora Ilaria Bullough, domenicana inglese detta sister Mary of St. Mark, alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, nell’Archivio Duse e nell’esposizione della Stanza di Eleonora.

Lorenzo Bernardini

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