Ferragosto di luce a Graffignano.
Nuovo appuntamento dell’Estate Graffignanese nel segno della luce, dei ricordi e dell’arte, con l’evento Ferragosto di luce.
Nel rispetto delle disposizioni del governo per la prevenzione del Covid, l ‘Associazione Open anche quest’anno il 15 agosto a partire dalle 21 realizzerà l’illuminazione del Castello Baglioni di Graffignano con torce e candele creando così un’atmosfera incantata.
All’interno del castello, con ingressi contingentati e controllati, sarà possibile visitare due mostre.
La prima è un’esposizione di quadri realizzati da Laura Giommetti, artista scomparsa da alcuni anni che aveva eletto Graffignano come sua dimora e territorio ispiratore delle sue opere.
A completare il ricco programma una mostra fotografica A lume dei ricordi un viaggio attraverso le immagini che racconta quasi un secolo di vita della comunità Graffignanese.
Un po di storia tratta dal sito I viaggi di Raffaella
L’antico borgo sorse in epoca medievale intorno al suo castello. Tanto è vero che il suo più antico rione viene chiamato “di dentro”, per sottolinearne la dipendenza con il maniero.
Tra i primi signori di Graffignano si ricordano i Conti da Persano, famiglia di origine longobarda.
Il fortilizio di Graffignano aveva un’importanza strategica, in quanto rappresentava un punto di passaggio per gli approvvigionamenti tra Viterbo e l’Umbria.
Nel XIII secolo passò ai Baglioni di Castel di Piero, l’attuale S.Michele in Teverina.
Graffignano fu poi conquistato da Pandolfo degli Anguillara, podestà di Viterbo, che voleva sottrarlo, come altri castelli della zona, agli Orvietani. I Baglioni perciò dovettero fare atto di sottomissione a Viterbo (1282).
Per ragioni politiche venne stipulato un matrimonio di convenienza tra Simone Baglioni e la viterbese Guitta Gatti. Figlia di Raniero Gatti, legato al conclave di Viterbo del 1270.
Lo stemma dei Baglioni, una torre a tre ordini con merlatura guelfa, denota l’attaccamento di questa famiglia da sempre alla Chiesa.
Passato per un certo periodo a Giovanni di Vico, Graffignano ritornò ai Baglioni. Che avevano militato accanto al cardinale Egidio Albornoz contro i Vico, che padroneggiavano a Viterbo.
Per le dispute territoriali insorte nella famiglia Baglioni tra il XV e XVI secolo, dovette intervenire papa Adriano VI. Il papa confiscò il feudo, restituito poi alla famiglia da papa Clemente VII nel 1531.
Il castello venne ereditato dalla contessa Domitilla Cesi, vedova di Adriano Baglioni, nel XVII secolo .
Era un membro della famiglia del fondatore dell’Accademia dei Lincei a Roma, Federico Cesi.
Siccome la famiglia Cesi era molto legata al culto di S.Filippo Neri, la contessa portò il suo culto nel piccolo borgo.
Nel 1673 il feudo per un matrimonio passò alla famiglia Borromeo il ramo del cardinale Federico Borromeo.
Giovanna Cesi, figlia di Domitilla Cesi, sposò Giulio Cesare Borromeo.
Attualmente il castello è di proprietà del Comune di Graffignano.






