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Galileo Galilei. Inventore d’avanguardia

Galileo Galilei

Galileo Galilei. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo straordinario inventore d’avanguardia.

Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio 1564 e muore ad Arcetri, in provincia di Firenze, l’8 gennaio 1642.
Ritratto di Galileo
Ritratto di Galileo

Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio 1564. Suo padre Vincenzo Galilei nasce a Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa, nel 1520 circa e muore a Firenze il 2 luglio 1591. Lui è compositore, teorico musicale e liutista. Sua madre Giulia Venturi degli Ammannati, invece, nasce a Villa Basilica, in provincia di Lucca nel 1538 e muore a Firenze nell’agosto del 1620. Lei è originaria di Pistoia e di Pescia, in provincia di Pistoia, e vanta importanti origini. Galileo è il primogenito di 7 fratelli. Abbiamo Michelagnolo (o Michelangelo) Galilei, nato a Firenze il 18 dicembre 1575 e morto a Monaco di Baviera il 3 gennaio 1631. Lui è compositore e liutista. Poi abbiamo anche Benedetto, che è morto in fasce, e tre sorelle Virginia, Anna e Livia. Ha forse anche una quarta sorella di nome Lena.

I genitori provano a mettere Galileo tra i 40 studenti toscani che vengono inseriti gratuitamente in convitto all’Università di Pisa. Però falliscono e quindi lo ospita senza spese Muzio Tebaldi, doganiere di Pisa e padrino di battesimo di Michelangelo. Successivamente a Pisa conosce sua cugina Bartolomea Ammannati, curatrice di Tebaldi dopo che è rimasto vedovo. Lei e Tebaldi si sposano nel 1578 e Galileo inizia i suoi primi studi a Firenze prima col padre e poi con un maestro di dialettica. Infine studia nella scuola del convento di Santa Maria di Vallombrosa e partecipa al noviziato fino ai 14 anni.

Il padre lo iscrive a medicina il 5 settembre 1580. Poi nell’estate 1583 Galileo inizia a studiare la matematica con Ostilio Ricci, seguace di Niccolò Tartaglia. Lui insegna a Galileo l’importanza della precisione nell’osservazione dei dati. Segue anche i corsi di fisica di Francesco Bonamici.

La fine degli studi e l’esordio lavorativo di Galileo Galilei.
Busto di Galileo
Busto di Galileo

A Pisa, dove rimane fino al 1585, fa la sua prima scoperta, ossia l’isocronismo delle oscillazioni del pendolo. Poi dopo 4 anni rinuncia agli studi di medicina e si trasferisce a Firenze per occuparsi di meccanica e di idraulica. Nel 1586 trova una soluzione per il “problema della corona” di Gerone ed inventa uno strumento per la determinazione idrostatica del peso specifico dei corpi. Studia anche il centro di gravità dei solidi con le influenze di Archimede e di Ricci.

Inizia anche a lavorare. Impartisce lezioni private di matematica a Firenze ed a Siena. Nel 1587 va anche a Roma per chiedere una raccomandazione al matematico Christoph Clavius per entrare nello Studio di Bologna. Però è tutto inutile perché alla cattedra di matematica a Bologna preferiscono il padovano Giovanni Antonio Magini. Nel 1588 tiene all’Accademia Fiorentina due “Lezioni circa la figura, sito e grandezza dell’inferno di Dante”.

Galileo si rivolge al suo amico e matematico Guidobaldo Del Monte. Grazie a lui ottiene nel 1589 un contratto triennale per la cattedra di matematica all’Università di Pisa. Da questo insegnamento nasce il “De motu antiquiora” su alcune lezioni basate sul problema del movimento. Le sue ricerche si basano sul trattato “Diversarum speculationum mathematicarum liber” pubblicato dal fisico Giovanni Battista Benedetti a Torino nel 1585.

A Pisa non si occupa solo delle scienze. In questo periodo scrive le “Considerazioni sul Tasso” e le “Postille all’Ariosto”. Sono note sparse su fogli e annotazioni a margine nelle pagine della “Gerusalemme liberata” e dell'”Orlando Furioso”.

Galileo Galilei a Padova.
Galileo Galilei
Galileo Galilei

Poi nell’estate del 1591 muore suo padre e nello stesso anno si sposa sua sorella Virginia con Galileo che deve provvedere alla dote, cosa che si ripete nel 1601 per il matrimonio di sua sorella Livia. In entrambe le occasioni contrae dei debiti. L’anno successivo Guidobaldo lo raccomanda per lo Studio di Padova.

Il 7 dicembre 1592 si impossessa della cattedra di matematica a Padova. Qui intrattiene rapporti cordiali con varie personalità filosofiche e scientifiche. Tra i tanti ricordiamo il filosofo Cesare Cremonini, il nobile Giovanfrancesco Sagredo ed il teologo Paolo Sarpi. Dal 1598 tiene anche lezioni di meccanica. Nel 1634 esce a Parigi il suo “Trattato di meccaniche”, basato sulle “Questioni meccaniche” di Aristotele.

A Padova crea, insieme a Marcantonio Mazzoleni, un’officina in cui fa esperimenti e fabbrica strumenti da vendere. Nel 1593 è la volta della macchina per portare l’acqua a livelli più alti. Impartisce inoltre lezioni private a studenti del calibro di Vincenzo Gonzaga, del principe d’Alsazia Giovanni Federico e dei futuri cardinali Guido Bentivoglio e Federico Cornaro.

Il 9 ottobre 1604 l’astronomo Ilario Altobelli osserva una nuova stella e ne informa subito Galileo. Successivamente il 17 ottobre la osserva anche Keplero che ne parla nel “De Stella nova in piede Serpentarii”. Questa stella è nota come “Supernova di Keplero”.

Galileo tiene tre lezioni su questo fenomeno astrologico. Contro le sue argomentazioni si schierano Antonio Lorenzini e Baldassare Capra. A favore delle tesi di Galileo invece scrive un autore con lo pseudonimo di Cecco di Ronchitti. Il libretto, scritto in dialetto padovano, si intitola “Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene in perpuosito de la Stella Nuova”.

Le accuse a Galileo Galilei.
Galilei
Galilei

Successivamente nel 1594 compone due trattati. I titoli sono “Breve introduzione all’architettura militare” ed il “Trattato di fortificazione”. Nel 1597, invece, fabbrica un compasso che descrive nel suo opuscolo “Le operazioni del compasso geometrico et militare” uscito a Padova nel 1606 e dedicato a Cosimo II. Baldassare capra lo accusa di aver plagiato una sua precedente invenzione. Il 9 aprile 1607 però ribalta le accuse e ne ottiene la condanna. Pubblica quindi una “Difesa contro alle calunnie et imposture di Baldessar Capra milanese”.

Successivamente alla scoperta della supernova Galileo ne approfitta per realizzare su commissione oroscopi personali al prezzo di 60 lire venete. In quello stesso anno viene per la prima volta messo sotto accusa dall’inquisizione di Padova per aver effettuato oroscopi e per aver sostenuto che gli astri determinano le scelte dell’uomo. Il procedimento viene però bloccato dal Senato della Repubblica veneta ed il dossier insabbiato. Il tutto quindi non giunge mai al Sant’Uffizio.

Galileo si ritiene un fervente sostenitore del copernicanesimo ma è convinto di non disporre di prove sufficienti per ottenere l’assenso di tutti gli studiosi. Questi timori però svaniscono con l’invenzione del cannocchiale che Galileo punta per la prima volta verso il cielo nel 1609. Di ottica già si erano occupati Giovanni Battista Della Porta e lo stesso Keplero. Dalle opere di questi ultimi sarebbe stato possibile costruire il cannocchiale.

Il cannocchiale di Galileo Galilei.
Cannocchiale
Cannocchiale

In realtà lo strumento viene costruito per la prima volta indipendentemente da questi studi nel XVII secolo dall’artigiano ed ottico tedesco naturalizzato olandese Hans Lippershey. Galileo prepara allora un tubo di piombo con delle lenti alle due estremità. Il 25 agosto 1609 presenta l’apparecchio al governo di Venezia che gli raddoppia lo stipendio e gli offre un contratto vitalizio di insegnamento. L’invenzione del cannocchiale non è di per se una rivoluzione. La novità è l’averlo portato nella scienza.

Grazie al cannocchiale giunge alla conclusione che alle stelle che si vedono ad occhio nudo si aggiungono altre mai viste prima. Quindi l’universo diventa più grande. La terra e la Luna non hanno differenze di natura. Ciò rappresenta un duro colpo per le teorie aristotelico-tolemaiche del mondo. Per esempio la superficie della Luna non è liscia e levigata ma ruvida, rocciosa e piena di prominenze. Neanche la Luna è quindi perfetta e si muove. Allora se si muove la Luna anche la Terra dovrebbe muoversi. Infine scopre i satelliti di Giove, chiamati da lui stelle medicee in onore di Cosimo II de’ Medici.

Pubblica le nuove scoperte il 12 marzo del 1610 nel “Sidereus Nuncius” di cui invia una copia con un cannocchiale in dotazione a Cosimo II de’ Medici a cui dedica i satelliti di Giove. Successivamente sempre con il suo cannocchiale mentre osserva Saturno scopre una struttura che in seguito verrà identificata come gli anelli del pianeta.

Galileo Galilei a Firenze.
Galileo
Galileo

Il 7 maggio 1610 chiede di essere assunto allo Studio di Pisa, assunzione che avviene il 6 giugno 1610. Il 10 luglio firma il contratto ed a settembre si reca a Firenze. Qui regala a Ferdinando II, figlio di Cosimo, la migliore lente ottica da lui realizzata. Ferdinando rompe la lente ed allora gli regala una cosa meno fragile, ossia una calamita armata, fasciata con una lamina di ferro.

Nel trasferimento a Firenze lascia la sua convivente Marina Gamba, nata a Venezia nel 1570 circa e morta a Venezia il 21 agosto 1612. Con lei Galileo ha 3 figli. Virginia, nata a Padova il 13 agosto 1600 e morta ad Arcetri, in provincia di Firenze il 2 aprile 1634, Livia, nata nel 1601 e morta nel 1659 e Vincenzio, nato a Padova il 21 agosto 1606 e morto a Firenze il 16 maggio 1649.

In questo momento il suo “Sidereus Nuncius” vengono criticati ed i suoi detrattori, tra cui Cesare Cremonini ed il matematico bolognese Giovanni Antonio Magini, ritengono di non vedere nessuno dei supposti satelliti di Giove. Solo in seguito Magini si ricrede assieme all’astronomo vaticano Christoph Clavius. Keplero appoggia Galileo che verifica l’effettiva esistenza dei satelliti di Giove, pubblicando a Francoforte nel 1611 la “Narratio de observatis a sé quattuor Jovis satellitibus erronibus quos Galilaeus Galilaeus mathematicus florentinus jure inventionis Medicaea sidera nuncupavit”.

Il 29 marzo del 1611 Galileo si reca a Roma per presentare le sue scoperte. Viene accolto con tutti gli onori del caso dal Papa Paolo V, dai cardinali Francesco Maria Del Monte e Maffeo Barberini e dal principe Federico Cesi che lo iscrive nell’Accademia dei Lincei fondata da lui 8 anni prima.

Le prime obiezioni della chiesa a Galileo Galilei.
Statua di Galileo
Statua di Galileo

Però il 19 aprile il cardinale Roberto Bellarmino incarica i matematici vaticani di fargli una relazione su queste scoperte ed in seguito la Congregazione del Santo Uffizio il 17 maggio chiede all’inquisizione se mai fosse stato aperto in sede locale qualche procedimento contro Galileo.

Nel 1612 scrive il “Discorso intorno alle cose che stanno in su l’acqua, o che in quella si muovono” nel quale, basandosi sulla teoria di Archimede e contro quella di Aristotele, parla dei corpi che galleggiano o che affondano a seconda del peso specifico e non della forma.

Nel suo discorso accenna anche alle macchie solari dicendo di averle già osservate a Padova nel 1610 e l’anno dopo scrive anche l’”Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari e loro accidenti”, pubblicato a Roma dall’Accademia dei Lincei. Grazie all’osservazione delle macchie solari Galileo riesce a stabilire il periodo di rotazione del sole. Il 12 maggio 1612 ribadisce a Federico Cesi la sua visione copernicana.

Inoltre Galileo scopre le fasi di Venere e di Mercurio, incompatibili con la teoria geocentrica di Tolomeo, ma compatibili con quella geo-eliocentrica di Tycho Brahe, mai presa in considerazione da Galileo. Questa scoperta è compatibile anche con la teoria eliocentrica di Copernico che Galileo difende fra il 1612 ed il 1615.

I contrasti tra la chiesa e Galileo Galilei.
Galileo su tela
Galileo su tela

Il 21 dicembre del 1614 dal pulpito di Santa Maria Novella a Firenze il frate domenicano Tommaso Caccini accusa vari matematici, in particolar modo Galileo, di contraddire le sacre scritture a causa delle loro teorie copernicane. Il 20 marzo 1615 a Roma denuncia Galileo che sostiene che la terra giri attorno al Sole. Allora il cardinale Roberto Bellarmino, che è già giudice del processo a Giordano Bruno, afferma che si può reinterpretare il passo della Bibbia che contraddice l’eliocentrismo solo difronte ad una vera dimostrazione e non semplicemente accettando le argomentazioni di Galileo. Egli rifiuta la proposta del cardinale.

Nel frattempo il 25 novembre 1615 il Sant’Uffizio decide di procedere all’esame delle “Lettere sulle macchie solari” e Galileo si difende personalmente con l’appoggio del granduca Cosimo. Poi il 25 febbraio 1616 il Papa ordina al cardinale Bellarmino di ammonire Galileo e di fargli abbandonare la sua opinione.

Poi nel novembre del 1618 compaiono in cielo tre comete e per difendere le sue teorie Galileo utilizza il “Discorso delle comete” del suo discepolo Mario Guiducci. Quindi nel 1622 esce il suo trattato “Il saggiatore”. L’anno seguente muore Papa Gregorio XV e viene eletto Papa col nome di Urbano VIII l’amico di Galileo Maffeo Barberini.

Il 23 aprile del 1624 Galileo si reca a Roma per rendere omaggio al Papa e per chiedergli tolleranza nei confronti delle teorie copernicane. Urbano VIII nelle sei udienze non concede questa apertura a Galileo. Egli nel settembre del 1624 risponde alla “Disputatio” di Francesco Ingoli tramite la sua “Lettera” nella quale affermava il principio della relatività galileiana.

Gli anni del “Dialogo” ed il processo a Galileo Galilei.
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Immagine di Galileo

Nello stesso anno inizia il “Dialogo” che completerà poi per motivi di salute e familiari nel 1630. In questo momento Galileo si prende cura della famiglia di suo fratello Michelangelo. Inoltre suo figlio Vincenzio si laurea in legge a Pisa nel 1628 e si sposa l’anno seguente con Sestilia Bocchineri, sorella di Geri Bocchineri, uno dei segretari del duca Ferdinando, e di Alessandra Bocchineri. Infine il “Dialogo” esce nel 1632.

Nel “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” mette a confronto il sistema tolemaico con quello copernicano, escludendo quello di Tycho Brahe. Ci sono due personaggi reali, ovvero due suoi amici all’epoca già morti. Si tratta del fiorentino Filippo Salviati e del veneziano Gianfrancesco Sagredo. Inoltre abbiamo anche un terzo personaggio inventato, Simplicio.

Questo scritto riceve gli elogi di Benedetto Castelli, di Fulgenzio Micanzio e di Tommaso Campanella. Però già dall’agosto del 1632 iniziano a circolare delle voci sulla proibizione di questo libro. Successivamente alle insistenze dell’inquisizione e alla proibizione del suo “Dialogo” Galileo riceve un invito a comparire a Roma davanti al tribunale. Parte in lettiga il 20 gennaio 1633.

Il processo inizia allora il 12 aprile con il primo interrogatorio a Galileo per aver ricevuto da Bellarmino l’intimazione ad abbandonare le teorie copernicane. Il suo ultimo interrogatorio si tiene il 22 giugno ed il giorno successivo, nella sala capitolare del convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, con Galileo inginocchiato, i cardinali emettono la loro sentenza che impone l’abiura allo stesso Galileo. Inoltre viene proibito il “Dialogo”. Il tribunale condanna inoltre Galileo a 3 anni di carcere.

Gli ultimi anni e la morte di Galileo Galilei.
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Tomba di Galileo

I tre anni di carcere vengono commutati in 5 mesi di soggiorno coatto presso la residenza romana dell’ambasciatore del Granduca di Toscana Pietro Niccolini presso Trinità dei Monti. Poi si trasferisce nella casa dell’Arcivescovo Ascanio Piccolomini a Siena.

A seguito di una lettera anonima Galileo viene confinato nell’isolata villa “Il gioiello” che lui possiede nella campagna di Arcetri. Dal 1 dicembre 1633 non può ricevere ne vedere nessuno se non i suoi familiari e solo previa autorizzazione. Il 2 aprile 1634 muore sua figlia Virginia conosciuta come suor Maria Celeste.

Dopo il processo del 1633 scrive e pubblica nei Paesi Bassi nel 1638 un grande trattato scientifico intitolato “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e i moti locali”. Si tratta di un dialogo in 4 giornate sempre tra gli stessi protagonisti del “Discorso”. Nella prima giornata parla della resistenza dei materiali, nella seconda parla delle leve e della statica e nella terza e quarta parla della dinamica.

Negli ultimi anni di vita inizia un’affettuosa corrispondenza con Alessandra Bocchineri. Nella loro corrispondenza i due si scambiano inviti per vedersi e lui elogia l’intelligenza di lei. In seguito per Galileo sopraggiungono cecità ed aggravarsi delle condizioni di salute, motivo per il quale lui è costretto a rifiutare gli inviti di Alessandra.

L’ultima lettera che Galileo le invia risale al 20 dicembre 1641 e 19 giorni dopo, ad Arcetri, in provincia di Firenze, nella notte dell’8 gennaio 1642, assistito da Viviani e da Torricelli, all’età di 78 anni, Galileo Galilei muore. Viene quindi tumulato nella Basilica di Santa Croce a Firenze assieme ad altri grandi come Machiavelli e Michelangelo.

Lorenzo Bernardini

 

 

 

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