Vi siete mai chiesti come è nato il Carnevale?
La tradizione vuole che il Carnevale sia una festa nata nell’VIII secolo quando in vista dell’arrivo della quaresima, il popolo si lasciava andare a banchetti e libagioni. Durante questi banchetti, le persone usavano indossare una maschera per nascondere la propria identità e quindi la propria casta sociale perché si lasciava andare ad ogni eccesso prima del digiuno della quaresima. Infatti il termine Carnevale viene dal latino carnem levare.
Tuttavia si sa per certo che festeggiamenti simili al carnevale esistevano anche tra i Greci che in febbraio celebrano Dionisio con grandi bevute e sesso libero. E sembra che la stessa cosa si facesse ancora più anticamente in Egitto e addirittura nell’antica Babilonia. Erano riti legati alla fertilità.
Attualmente il Carnevale si festeggia in quasi tutto il mondo, famosissimo quello di Rio de Janeiro.
Ciò che accomuna tutti i Carnevale del mondo è il travestimento e l’usanza di bruciare un fantoccio al termine dei festeggiamenti. Anche in Tuscia si usa bruciare il Re Carnevale, come a Ronciglione dove il Carnevale assume connotati di grandissimi festeggiamenti e divertimenti.
Ma cosa si mangia in questo periodo che parte a gennaio e dura tutto il mese di Febbraio?
In Tuscia sono tantissimi i dolci tipici, ma che hanno tutti la caratteristica di essere fritti, come i ravioli di ricotta, le castagnole, le frappe e i frittelloni.
Oggi vi regaliamo la ricetta delle frappe di Nonna Tuscia.
Ingredienti:
250 gr di farina 00
70 gr di amido di riso
50 gr di zucchero
2 tuorli e 1 albume
1 bicchiere di sambuca viterbese
la buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale
olio di arachide per friggere
zucchero a velo per la copertura
In una ciotola mescolare le polveri cioè farina, amido, zucchero, sale e buccia di limone. Aggiungere i tuorli e l’albume e mescolare, quindi inserire il liquore.
Trasferire l’impasto su un piano e lavorarlo fino a che non diventi sodo ed elastico. Avvolgerlo nella pellicola e metterlo mezz’ora a riposare.
Trascorso questo tempo riprendere l’impasto e spianarlo fino a che diventa una sfoglia molto sottile. Con la rotella ricavare delle piccole strisce che andranno fritte nell’olio bollente.
Appena saranno dorate, si mettono su una carta assorbente e infine su un piatto da portata dove saranno cosparse di zucchero a velo.
Questo dolce si conserva un paio di giorni fuori dal frigorifero.






