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La resistenza delle donne e la stele in loro memoria

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Domenica 25 aprile, a piazza risorgimento a Roma davanti al Museo dell’Arma, alla presenza di Sabrina Alfonsi Presidente del Municipio, e Ruth Dureghello Presidente della Comunità ebraica di Roma è stata inaugurata la stele in memoria delle donne che hanno fatto la resistenza accanto ai carabinieri.

Si dice che dietro un uomo di successo c’è sempre una donna, e la stessa cosa vale per la resistenza. Il suo successo è dovuto alle donne.

Donne che si sono distinte per coraggio ed astuzia, che raccoglievano cibo, vestiti, armi e le portavano ai partigiani che erano nascosti nei boschi o sulle montagne. Si stima che circa 35,000 donne abbiano partecipato a questa lotta profonda contro l’invasore, e combattevano senza armi, ma solo con la loro intelligenza ed il loro coraggio. Perché ci voleva molto coraggio a passare davanti ai posti di blocco dei tedeschi e mantenere la calma. Erano vestite in maniera poco appariscente e portavano borse con il doppio fondo.

Per le donne della resistenza non era facile portare a termine questo gravoso compito, avevano una famiglia, dei figli, ma credevano fermamente in questo obiettivo e quindi si impegnavano a volte oltre le loro forze.

Qualcuna si era anche armata, ma erano in pochissime, e combattevano accanto ai partigiani. Ma la maggior parte si occupava di altre incombenze come per esempio quello di curare le ferite dei combattenti oppure portare i farmaci dalla farmacia al rifugio dove erano nascosti i combattenti.

Da un articolo su Focus apprendiamo anche le cifre che raccontano di 70,000 attiviste in tutta Italia, delle quale 35,000 combattenti. Di queste oltre mille persero la vita e oltre settemila furono arrestate o deportate. Cifre che mettono tristezza, ma che raccontano il coraggio di tante nostre cittadine che lottarono anche per il diritto al voto.

Maurizio Piccirilli nel suo libro Carabinieri Kaputt! racconta la storia delle donne nella resistenza accanto ai Carabinieri, e anche per questo è stata posizionata una stele di marmo davanti al Museo dell’Arma in piazza del Risorgimento a Roma.

Sulla stele sono incise queste parole: Roma ricorda le donne che hanno partecipato alla Resistenza e alla lotta di liberazione dal nazifascismo al fianco dell’Arma dei carabinieri con coraggio e spirito di sacrificio».

Nel libro di Maurizio Piccirilli viene raccontata anche una brutta pagina della storia del fascismo, quando per ordine di Mussolini, duemila carabinieri furono deportati e mandati nei campi di concentramento.

La stele di marmo e il libro Carabinieri Kaputt!, devono rimanere un segno a futura memoria di un periodo storico che non si deve più ripetere.

Vanessa Giraldo

 

 

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