Il 1 Giugno, corrente mese, dopo mezzo secolo dalla messa in onda dello sceneggiato televisivo RAI: “Le Avventure di Pinocchio” del regista Luigi Comencini, un gruppo di donne dell’Associazione: Gli Amici del Borgo di Pinocchio” di Farnese, ha dedicato un museo, che porta lo stesso nome dello sceneggiato, a questo grande regista e al babbo di Pinocchio Collodi.
Le persone che come noi, hanno un ricordo indelebile delle Avventure di Pinocchio, noi siamo state più fortunate, perché lo abbiamo vissuto e tanti farnesani hanno fatto anche parte di quel meraviglioso cast.
Vi invitiamo a visitarlo nei giorni di sabato e domenica, mentre le scolaresche ed i gruppi tutti i giorni, naturalmente prenotando al 3394057317.
L’orario di apertura è il seguente: Mattina 10,30/12,30; pomeriggio 16,00/1930. Il Museo è situato all’interno dell’ex edificio scolastico di Farnese (Vt). E non più in Via Colle San Martino 124.
L’Associazione ringrazia il sindaco di Farnese per aver messo a disposizione una stanza. Ringraziamo inoltre i padrini del museo, i figli di Franco e Ciccio: Massimo e Giampiero. Vi aspettiamo allora all’inaugurazione.
Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino è un romanzo fantastico per ragazzi scritto da Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, pubblicato per la prima volta a Firenze nel febbraio 1883. Racconta le esperienze tragicomiche di Pinocchio, una marionetta animata fabbricata e considerata come un figlio dal falegname Geppetto, che grazie all’aiuto della Fata dai capelli turchini riesce a maturare moralmente finché diventa un bambino vero.
La prima metà del libro apparve originariamente a puntate fra il 1881 e il 1882 con il titolo La storia di un burattino, ma il suo successo spinse l’autore a rielaborare ed estendere il materiale per la pubblicazione in volume, che divenne subito un best seller e poi un long seller. Il romanzo di Collodi è considerato un capolavoro letterario e il suo valore narrativo venne immediatamente riconosciuto andando ben al di là della letteratura per l’infanzia grazie alla sua profondità narrativa che si presta a una pluralità di interpretazioni, la principale delle quali vede il passaggio da marionetta a bambino vero come una metafora della condizione umana: Benedetto Croce scrisse che «il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l’umanità» e reputò il libro una fra le grandi opere della letteratura italiana[1].






