Una giornata tra natura, memoria e cultura per conoscere e custodire uno dei luoghi più suggestivi del litorale laziale. Tra gli appuntamenti anche la rara esecuzione multimediale di “Canto di Palude” di Renzo Rossellini.
LADISPOLI – Conoscere, vivere e custodire le esclusività del territorio attraverso ambiente, archeologia, arte, memoria e partecipazione. Domenica 20 settembre 2026 entra nel vivo MOSAICO Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, progetto dedicato a uno dei paesaggi naturalistici e storici più significativi del litorale laziale.
La giornata sarà articolata in due momenti: la mattina direttamente nell’area protetta e il pomeriggio al Centro Arte e Cultura di Ladispoli. Un percorso pensato per raccontare il paesaggio attraverso linguaggi differenti e coinvolgere cittadini, studiosi, associazioni e semplici appassionati.
MOSAICO Torre Flavia: quattro cantieri sulla spiaggia
Il programma prenderà il via alle 9.30 al Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, dove si incontreranno i quattro Cantieri di MOSAICO che costituiscono il cuore del progetto: Ambiente, Archeologia, Arte e Comunità.
Per il cantiere Ambiente, I Custodi della Palude di Torre Flavia APS e la biologa Zoe Olivieri guideranno l’attenzione sulla fragilità della costa, sull’erosione marina, sul sistema dunale e sul campionamento delle specie vegetali.
L’Archeologia sarà invece affidata a GA.CE.LA.TA. il Gruppo Archeologico Cerveteri Ladispoli Tarquinia APS, con un percorso dedicato alle trasformazioni del territorio attraverso reperti, studi e testimonianze capaci di mettere in relazione il paesaggio antico con quello contemporaneo.
L’arte diventerà uno strumento per osservare e interpretare il territorio grazie all’Accademia di Ecologia ed Arte RiArteCo APS e a Martina Troiano. Disegno, fotografia e scrittura contribuiranno alla costruzione del Grande Diario del Paesaggio, destinato a raccogliere impressioni, immagini e testimonianze. Fondamentale anche il coinvolgimento della Comunità, con cittadini, scuole, volontari, escursionisti, birdwatcher e fotografi chiamati a partecipare alla creazione di un patrimonio condiviso di conoscenze ed esperienze.

Il programma degli appuntamenti di MOSAICO Torre Flavia in programma domenica 20 settembre 2026 tra la Palude e il Centro Arte e Cultura di Ladispoli.
Al Centro Arte e Cultura il “Canto di Palude” di Renzo Rossellini
Dal paesaggio reale si passerà, nel pomeriggio, al suo racconto attraverso memoria, cinema e musica. Alle 15.30, il programma proseguirà al Centro Arte e Cultura di Ladispoli con i saluti istituzionali dei sindaci di Cerveteri e Ladispoli, Elena Gubetti e Alessandro Grando, e gli interventi del naturalista Corrado Battisti e dei rappresentanti delle associazioni promotrici del progetto MOSAICO.
Tra i momenti più significativi della giornata è prevista la rara esecuzione multimediale di “Canto di Palude“, rapsodia musicale composta nel 1937 da Renzo Rossellini. L’opera sarà proposta attraverso musica, video e immagini dall’Orchestra Giovanile “Massimo Freccia“, diretta dal Maestro Massimo Bacci. La composizione nasce dal legame di Rossellini con il territorio di Ladispoli e Torre Flavia e restituisce attraverso la musica suggestioni, colori e atmosfere della palude; all’interno del progetto MOSAICO diventa così un ponte tra passato e presente, memoria individuale e patrimonio collettivo.
A completare il programma saranno gli interventi di Silvio Vitone, storico del paesaggio, Stefano Panzarasa, geologo ed educatore ambientale ed ecologico, e Crescenzo Paliotta, custode della storia locale.
Torre Flavia come laboratorio di conoscenza e tutela
La giornata del 20 settembre rappresenta una tappa di un percorso più ampio. MOSAICO Torre Flavia nasce infatti con l’obiettivo di trasformare il territorio in un laboratorio aperto e partecipato, capace di mettere in relazione discipline differenti e coinvolgere direttamente la comunità. Al centro del progetto c’è una concezione del paesaggio che supera la semplice contemplazione: ambiente e biodiversità dialogano con archeologia e memoria storica, mentre arte, fotografia, scrittura, cinema e musica diventano strumenti attraverso i quali interpretare e raccontare il territorio. Torre Flavia si presenta così come un grande mosaico composto da natura, storia e presenza umana, nel quale conoscere il passato e comprendere il presente diventano condizioni necessarie per costruire una maggiore consapevolezza sulla tutela futura.

La Palude di Torre Flavia, area naturale protetta lungo il litorale tra Ladispoli e Cerveteri.
Torre Flavia: un ecosistema prezioso tra biodiversità, erosione e tutela
Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, esteso lungo la costa tra Cerveteri e Ladispoli, rappresenta una delle più importanti testimonianze residue dell’antico ambiente costiero laziale. Dune sabbiose, stagni, canali, acquitrini e canneti compongono un ecosistema di particolare valore, soprattutto per la tutela dell’avifauna migratoria e per la conservazione della biodiversità. L’area è però anche estremamente fragile. L’erosione costiera ha progressivamente ridotto la spiaggia e modificato il rapporto tra mare e palude, tanto che i ruderi dell’antica Torre Flavia si trovano oggi isolati a circa 80 metri dalla costa e collegati alla terraferma attraverso un molo artificiale. Le bonifiche del Novecento e la successiva urbanizzazione hanno inoltre contribuito a ridimensionare notevolmente l’estensione originaria della zona umida.
Il valore naturalistico del sito è riconosciuto anche a livello europeo: la Palude di Torre Flavia è una Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000, mentre nelle acque antistanti si trovano le Secche di Torre Flavia, area tutelata anche per la presenza delle praterie di Posidonia oceanica.
La Palude costituisce inoltre un vero e proprio laboratorio naturale all’aperto, dove vengono condotte attività di ricerca, monitoraggio e sperimentazione dedicate alla conservazione della biodiversità. La sua importanza per gli uccelli migratori, insieme alle attività scientifiche e di educazione ambientale, ne ha fatto nel tempo anche una meta particolarmente apprezzata dagli appassionati di birdwatching, confermando il ruolo di Torre Flavia come luogo nel quale tutela ambientale, ricerca e fruizione consapevole del territorio possono convivere.
Un paesaggio, molti sguardi. Un territorio, tante storie e un futuro comune…
Andrea Contorni per Radio Tuscia Events





