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I Cocciari Tra ceramica e museo

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I Cocciari Tra ceramica e museo alla scoperta dell’antica arte ceramica

Domenica 12 novembre, a Vasanello, appuntamento con la storia dei cocciari.

Dalle 10, con appuntamento in Piazza della Repubblica, partirà la passeggiata racconto nel centro storico del paese “I Cocciari. Tra ceramica e museo”.

L’iniziativa,  rientra nelle attività dei ragazzi impegnati nel servizio civile Vasanello tra passato e futuro.

E’ organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale. 

E’ finalizzata alla valorizzazione e conoscenza dell’antica tradizione ceramica che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti il suggestivo borgo cimino.

L’itinerario prevede quindi una serie di tappe significative, realizzate sulla base dei racconti del maestro cocciaro Orlando Orlandi

Mirano a divulgare i passaggi significativi della lavorazione della ceramica: punti di estrazione, trattamento dell’argilla, cottura nelle varie fornaci ancora visibili nel centro storico del paese.

Un viaggio nel tempo alla riscoperta delle radici e delle origini storiche di un’ intera cittadina.

Sicuramente da non perdere.

Appuntamento alle 10 di domenica 12 novembre in piazza della Repubblica.

Info: www.comune.vasanello.vt.it

Chi erano i cocciari tratto da Genius Loci

La Tuscia è stata terra di cocci e fischietti fino agli anni ’50 del secolo scorso. In paesi come Vetralla, Vasanello, Tuscania o Acquapendente le botteghe di ceramiche popolari erano così numerose che vi erano intere strade e quartieri specializzati nella produzione delle terrecotte.  Lo testimoniano le parole di alcuni degli ultimi cocciari attivi in questi paesi:

Felice Ricci: “Bisognava veni’ 60 anni fa. Ce n’erano tanti (di cocciari). Di qui fino a su erano tutte grotte, e facevano tutte questo mestiere. Avoglia! Saranno state 14. Anzi, prima della guerra saranno state pure di più. C’erano i Pistella, i Paolocci, la Scimmia. Erano famiglie che ce se campava.”

Francesco Ricci: “Prima era così, via dei Pilari era tutta una via di pignattari. Ti parlo sempre di prima della guerra. C’erano anche altri mestieri, ma la figura che proprio rappresentava Vetralla è stato sempre il pignattaro, il cocciaro.”

Bruno Orlandi: “(Il Paese si chiama Vasanello) perché prima qui c’erano tutte botteghe, tutte fornaci. Se uno va negli scantinati, trova tutte fornaci”

Orlando Orlandi: “Che me ricordo io, subito dopo la guerra c’erano 7 botteghe. 4 erano concentrate proprio quaggiù, in questa parte del paese. Poi c’era un’altra verso l’Ortaccio e 2 alle Predicare.”

Abbiamo chiesto ad alcuni artigiani della zona di aiutarci a ricostruire come si svolgesse la vita del cocciaro e quale fosse la produzione di queste botteghe. Le persone intervistate sono in alcuni casi

anziani artigiani che hanno speso tutta la vita lavorando nelle coccerie; in altri casi abbiamo parlato con i figli di questi maestri, che dopo aver frequentato in gioventù la bottega paterna si sono dedicati ad altre attività.

 

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