Il 19 e 20 ottobre l’Accademia Nazionale dei Lincei ospita un convegno internazionale dedicato alle origini della ricerca spaziale italiana, ai suoi pionieri e alle nuove sfide del settore.
Le origini della ricerca spaziale italiana, il ruolo dei suoi pionieri e le nuove prospettive aperte dai grandi programmi internazionali saranno al centro del convegno “Early Italian Space Science in a European Context”, in programma il 19 e 20 ottobre 2026 a Roma, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, tra la Palazzina dell’Auditorio e Palazzo Corsini, in via della Lungara.
Due giornate di confronto dedicate alla storia della ricerca spaziale italiana e alla sua evoluzione nel contesto europeo, con particolare attenzione al rapporto tra memoria scientifica, formazione universitaria, ricerca contemporanea e nuove opportunità professionali. L’obiettivo dell’incontro è ricostruire un percorso iniziato circa settant’anni fa e, allo stesso tempo, interrogarsi sulle sfide che attendono la ricerca spaziale nel XXI secolo, riunendo esperti del mondo accademico, didattico e industriale impegnati in programmi nazionali e internazionali.
Le origini della ricerca spaziale italiana
La nascita della ricerca spaziale italiana risale alla metà degli anni Cinquanta, in una fase storica nella quale la comunità scientifica internazionale iniziava a guardare allo spazio come a un nuovo territorio di indagine, attraverso l’impiego innovativo di razzi e satelliti. Un ruolo fondamentale fu svolto da Edoardo Amaldi, tra i protagonisti della fisica italiana ed europea del Novecento, il cui impulso contribuì allo sviluppo delle prime attività di ricerca spaziale nel nostro Paese.
In Italia si delinearono progressivamente due principali indirizzi scientifici. Una componente maggiormente tecnologica trovò in Luigi Broglio uno dei suoi principali protagonisti, mentre un’altra branca, dedicata alla fisica fondamentale, ai raggi cosmici e all’eliofisica, si sviluppò presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma. A questo secondo filone contribuirono studiosi come Francesca Bachelet, Franco Mariani, Anna Maria Conforto, Alberto Egidi, Sergio Cantarano e Guido Pizzella, figure che parteciparono alla costruzione delle competenze scientifiche destinate a caratterizzare la ricerca spaziale nazionale.
Alcuni di questi ricercatori, dopo esperienze maturate negli Stati Uniti, contribuirono alla creazione di unità di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e, successivamente, presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Contemporaneamente, altri importanti poli scientifici si svilupparono a Bologna e Milano, mentre l’Istituto Nazionale di Geofisica forniva il proprio contributo attraverso gli studi sulla ionosfera e sul campo magnetico terrestre.

Il lancio di un pallone stratosferico a Roma per lo studio dei raggi cosmici, una delle attività scientifiche legate alle origini della ricerca spaziale italiana.
Dai pionieri ai grandi programmi spaziali internazionali
A circa settant’anni da quelle prime esperienze, l’Italia è oggi profondamente coinvolta nei maggiori programmi spaziali internazionali, grazie a una comunità scientifica ampia e articolata. Il convegno Early Italian Space Science in a European Context intende mettere in evidenza proprio il rapporto tra le intuizioni dei pionieri e le competenze scientifiche che consentono oggi all’Italia di partecipare ai grandi progetti di esplorazione e studio dello spazio.
«Ripercorrere le origini della ricerca spaziale italiana non è solo un lavoro di ricostruzione storica, è il modo – spiega il Prof. Francesco Berrilli, Ordinario presso Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei – per capire da dove nascono le competenze che oggi ci rendono protagonisti nei grandi programmi internazionali. Da quelle prime intuizioni è cresciuta una comunità di ricercatrici e ricercatori che continua a portare alto il nome del Paese nel settore spaziale.»
Un patrimonio di conoscenze che costituisce il punto di partenza per comprendere anche le trasformazioni della ricerca contemporanea, sempre più caratterizzata dalla collaborazione tra università, centri scientifici e industria.
Early Italian Space Science in a European Context: gli orizzonti della ricerca spaziale
Il programma del convegno sarà articolato in due principali momenti. La prima parte sarà dedicata alla ricostruzione storica delle prime esperienze italiane nel campo della ricerca spaziale, mentre la seconda, intitolata “Futuri Orizzonti nella Ricerca Spaziale”, approfondirà le sfide e le opportunità del XXI secolo. L’incontro offrirà quindi una prospettiva che, partendo dalla storia scientifica nazionale, si allargherà al contesto europeo e internazionale, affrontando le nuove frontiere della ricerca e le possibilità di collaborazione tra università, mondo della formazione e settore industriale. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle opportunità professionali e accademiche che il settore spaziale è oggi in grado di offrire.
UNIVERSEH e le opportunità per le nuove generazioni
Uno degli obiettivi di Early Italian Space Science in a European Context è creare un collegamento diretto tra la storia della ricerca spaziale italiana e coloro che si preparano a diventarne i nuovi protagonisti. All’interno della sezione dedicata a “Programmi Universitari e Opportunità” sarà approfondita anche l’esperienza di UNIVERSEH, iniziativa di collaborazione universitaria europea dedicata al settore spaziale.
«Il convegno si apre in modo particolare ai giovani: attraverso programmi universitari come UNIVERSEH vogliamo mostrare a studentesse e studenti quali opportunità esistano oggi nel settore spaziale, in ambito accademico, didattico e industriale. Le sfide del XXI secolo – racconta il Dott. Raffaele Reda, Ricercatore presso Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Chair del comitato organizzativo – avranno bisogno di nuove generazioni preparate ma soprattutto molto curiose.»
Un approccio che attribuisce alla conoscenza storica anche una funzione formativa, mostrando come i risultati della ricerca scientifica siano il prodotto di un percorso costruito nel tempo attraverso intuizioni, sperimentazioni e collaborazioni internazionali.
La ricerca spaziale e il suo impatto sulla società
Una parte del programma sarà inoltre dedicata al tema “La Ricerca Spaziale e il Nostro Mondo”, con l’obiettivo di analizzare l’impatto delle attività spaziali sulla società contemporanea, sulla tecnologia e sulla vita quotidiana. La ricerca spaziale, infatti, non riguarda soltanto satelliti, missioni scientifiche ed esplorazione dell’universo. Le conoscenze sviluppate in questo settore trovano applicazione anche nell’osservazione della Terra, nelle telecomunicazioni, nella navigazione satellitare, nello studio dell’ambiente e in numerosi altri ambiti della tecnologia contemporanea. Un legame tra ricerca fondamentale e innovazione che rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’eredità lasciata dai pionieri della scienza spaziale italiana.
Ai Lincei una mostra dedicata ai primi satelliti italiani
Nel corso delle due giornate saranno ricordate anche le figure lincee di Franco Mariani e Norman F. Ness, protagonisti della ricerca scientifica legata allo studio dello spazio. Il pubblico potrà inoltre osservare una piccola esposizione di disegni originali di alcune componenti dei primi satelliti italiani, testimonianze della fase pionieristica della ricerca spaziale nazionale. La scelta dell’Accademia Nazionale dei Lincei come sede del convegno assume, in questo contesto, un significato particolare, considerando il ruolo storicamente svolto dall’istituzione nella promozione e nella diffusione del sapere scientifico.
«Ospitare questo incontro nella sede dei Lincei – conclude Francesco Berrilli – ha un valore aggiunto, considerando la storia dell’Accademia. Da sempre i Lincei promuovono il dialogo tra la ricerca e la società creando occasioni per mostrare al pubblico quanto la scienza dello spazio sia parte della nostra storia e del nostro futuro.»
Early Italian Space Science in a European Context si propone così come un’occasione per ripercorrere uno dei capitoli più importanti della storia scientifica italiana e, contemporaneamente, riflettere sulle prospettive future di un settore che continua a rappresentare uno degli ambiti più avanzati della ricerca internazionale.
Articolo di Andrea Contorni per Radio Tuscia Events





