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Rita Levi-Montalcini. Nobel e orgoglio italiano

Rita Levi-Montalcini

Rita Levi-Montalcini. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questa straordinaria donna premio Nobel ed orgoglio italiano.

Rita Levi-Montalcini nasce a Torino il 22 aprile 1909 e muore a Roma il 30 dicembre 2012.
La Montalcini
La Montalcini

Rita Levi-Montalcini nasce a Torino il 22 aprile 1909 in una famiglia ebraica. Suo padre Adamo Levi nasce nel 1867 e muore nel 1932 ed è un ingegnere elettronico e matematico. Sua madre Adele Montalcini, invece, nasce nel 1879 e muore nel 1963 ed è una pittrice. Lei ha un fratello di nome Luigi Levi-Montalcini, detto Gino, nato a Milano il 21 aprile 1902 e morto a Torino il 29 novembre 1974. Egli è scultore, architetto e disegnatore noto negli anni 30. Inoltre ha due sorelle. Una è Anna Levi-Montalcini, nata nel 1905 e morta nel 2000. L’altra è la sua sorella gemella Paola Levi-Montalcini, nata a Torino il 22 aprile 1909 e morta a Roma il 29 settembre 2000. Lei è una pittrice.

Rita trascorre la propria infanzia serenamente, anche se in una concezione vittoriana dei ruoli femminili e maschili, del rapporto con i genitori e della forte personalità del padre. In contrasto con l’opinione del padre, nell’autunno del 1930 si iscrive alla facoltà di medicina all’Università di Torino. Lei decide di iscriversi a medicina perché in quello stesso anno la sua governante Giovanna Bruatto si ammala e muore di cancro.

Inoltre nello stesso anno entra nella scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi, padre di Natalia Ginzburg. Qui inizia i suoi studi sul sistema nervoso che la accompagnano per tutta la vita. Sempre in questo luogo studia con due futuri premi Nobel, ovvero Renato Dulbecco e Salvador Luria. Inoltre Levi insegna loro ad approcciare ai problemi scientifici in maniera religiosa. Lui introduce la coltivazione in vitro.

Nel 1936 il rettore dell’Università di Torino Silvio Pivano conferisce a Rita la laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode. Poi si specializza in neurologia e psichiatria. Dal primo gennaio 1938 è volontaria nella clinica di malattie nervose e mentali.

L’effetto delle leggi razziali su Rita Levi-Montalcini.
La Montalcini ad una conferenza
La Montalcini ad una conferenza

Successivamente viene sospesa dalla clinica per effetto delle leggi razziali. Completa gli studi senza borsa di studio perché già regolarmente iscritta e non fuori corso. Ottiene il diploma di specializzazione in neurologia e psichiatria.

Inoltre a causa delle leggi razziali del 1938, poiché ebrea sefardita, è costretta ad emigrare in Belgio nel marzo del 1939 dove si trovano già sua sorella Anna assieme alla famiglia ed il suo maestro Giuseppe Levi. Qui è ospite dell’istituto di neurologia dell’Università di Bruxelles dove lei continua i suoi studi sul differenziamento del sistema nervoso.

Il giorno prima di Natale del 1939 torna a Torino in auto con la famiglia di sua sorella Anna e nell’inverno del 1940 allestisce un laboratorio domestico nella sua camera da letto per le sue ricerche basate su un articolo di Viktor Hamburger del 1934 sugli effetti dell’estirpazione degli arti negli embrioni di pulcini. Il suo progetto nasce quando Giuseppe Levi fugge dal Belgio invaso dai nazisti e torna a Torino e lei diventa il suo primo e unico assistente.

L’obiettivo del loro lavoro è comprendere il ruolo dei fattori genetici ed ambientali nella differenziazione dei centri nervosi. Scoprono il fenomeno della morte di intere popolazioni nervose nelle fasi iniziali del loro sviluppo. Questo fenomeno è stato poi compreso solamente nel 1972 e prende il nome di apoptosi. Nel 1941 però il pesante bombardamento di Torino rende necessaria la fuga dei due.

La fine della guerra e la carriera di Rita Levi-Montalcini.
Rita
Rita

L’8 settembre 1943 si sposa il fratello Gino e, dopo il viaggio di nozze a Oropa, porta tutta la famiglia nel sud Italia con un viaggio concluso a Firenze, ospiti della famiglia Lurini, la cui figlia Marisa Luisa Lurini, meglio nota come Marisa Mori, è amica di Paola ed è una pittrice. Così facendo la famiglia Levi-Montalcini sopravvive all’olocausto. Qui Rita entra in contatto con i partigiani del Partito d’Azione.

Nell’agosto del 1944 gli alleati costringono i tedeschi a lasciare Firenze. Rita diventa medico al Quartier Generale anglo-americano. Lavora al campo dei rifugiati di guerra del nord Italia, trattando epidemie di malattie infettive e febbre tifoide. Si accorge che non è il lavoro adatto a lei perché non riesce a mantenere il necessario distacco dal dolore dei pazienti. Una volta terminata la guerra nel 1945 torna con la famiglia a Torino e riprende gli studi accademici con l’aiuto di Giuseppe Levi.

Nel 1946 il biologo Viktor Hamburger la invita a St. Louis per proseguire le ricerche presso il dipartimento di zoologia della Washington University. Qui continua le sue ricerche embrionali sui polli per sperimentare il problema delle relazioni tra neurosviluppo e periferia organica. Per fare ciò innesta embrioni di pollo in frammenti di tumori, dove osserva il riprodursi di un gomitolo di fibre nervose a carico delle cellule gangliari con l’ipotesi di un elemento chimico liberato dal tessuto ospite e attivo sullo sviluppo dei neuroni.

Il lavoro di Rita Levi-Montalcini in America.
Giulia Rodano e Rita Levi-Montalcini
Giulia Rodano e Rita Levi-Montalcini

Tra la fine del 1950 ed il 1951 si aggancia alle ricerche dell’embriologo Elmer Bueker per delineare l’idea di un agente promotore della crescita nervosa. Nel 1951 presenta presso la New York Academy of Sciences la sua tesi in cui spiega la differenziazione dei neuroni e la crescita di fibre nervose e la presenza di fattori liberati da altre cellule per controllare questa differenziazione. Successivamente nel 1952 approfondisce la sua tesi con nuovi esperimenti condotti con la coltura in vitro presso l’istituto di biofisica dell’università di Rio de Janeiro assieme a Hertha Meyer.

Lei è convinta di rimanere negli Stati Uniti solo per poco tempo ma in realtà si ferma lì per circa trenta anni, dove rimane fino al 1977. Qui realizza esperimenti fondamentali e, nel 1951-1952, sperimenta un trapianto di tumore di topo sul sistema nervoso dell’embrione di un pulcino. Così facendo scopre il fattore di crescita nervoso, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e nella differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.

Poi nel 1954 continua le sue analisi e coltivazioni in vitro assieme al suo allievo biochimico Stanley Cohen. Giunge così all’isolamento di una frazione nucleoproteica tumorale ed all’identificazione di questa sostanza nel veleno dei serpenti e nella ghiandola salivare dei topi. Si tratta di una proteina che viene sintetizzata da quasi tutti i tessuti ed in particolare dalle ghiandole esocrine. Così Rita accerta la molecola proteica tumorale con i meccanismi di crescita e di differenziazione delle cellule.

Il prosieguo del lavoro di Rita Levi-Montalcini.
Rita Levi-Montalcini
Rita Levi-Montalcini

Questa proteina prende il nome di “Nerve growth factor”, o “NGF” (“Fattore di crescita nervoso”, o “FCN”) ed è attiva sul differenziamento, il trofismo e il tropismo di alcuni neuroni del sistema nervoso periferico e del cervello. Questa ricerca è fondamentale per la comprensione della crescita delle cellule e degli organi e per la comprensione del cancro, dell’Alzheimer e del Parkinson.

Questo sta a significare che alcune cellule del sistema simpatico sono stimolate dall’organo di cui regolano l’attività ed una maggiore richiesta è in grado di modificare in senso ipertrofico le cellule di questo sistema. Dopo aver trattato i topi con un siero Lyon-NGF, loro presentano gravi problemi neuroendocrini a causa di alterazioni irreversibili dell’ipotalamo. Rita utilizza ciò per controllare la crescita dei tumori delle cellule nervose.

Successivamente nel 1956 diventa professoressa associata e nel 1958 professoressa ordinaria di zoologia alla Washington University di St. Louis dove lavora fino al suo pensionamento del 1977. Esegue ricerche per circa 30 anni sull’NGF e sul suo meccanismo d’azione. Per queste ricerche ottiene nel 1986 il Premio Nobel per la medicina assieme al biochimico Stanley Cohen. Questo Nobel è contestato nel 1994 con Duilio Poggiolini che insinua che il premio sia stato consegnato a seguito dei 14 miliardi di lire che la Fidia versa nelle casse della Fondazione Nobel.

Rita devolve parte dell’ammontare del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma. Inoltre nel 1987 riceve dal Presidente Ronald Reagan la National Medal of Science, l’onorificenza più alta del mondo scientifico statunitense.

Il lavoro di Rita Levi-Montalcini in Italia.
Levi-Montalcini
Levi-Montalcini

Durante la sua carriera negli Stati Uniti, lavora però anche in Italia. Fonda un gruppo di ricerche e dal 1961 al 1969 dirige il centro di ricerche di neurobiologia creato a Roma dal Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto Superiore di Sanità. Questo centro è in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University.

Inoltre dal 1969 al 1979 è direttrice del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Si ritira da questo incarico per raggiunti limiti d’età e continua i suoi studi come ricercatrice oltre ad essere Guest professor dal 1979 al 1989. Nel 1983 è presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Successivamente dal 1989 al 1995 lavora presso l’istituto di neurobiologia del CNR come “superesperto”, concentrandosi sullo spettro d’azione dell’NGF. Poi dal 1993 al 1998 è anche presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, che riesce a rilanciare. Inoltre nel 1999 è ambasciatrice dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO). In quello stesso anno diventa anche parzialmente cieca per una maculopatia degenerativa.

Le ultime notizie su Rita Levi-Montalcini e la sua morte.
Intervista alla Montalcini
Intervista alla Montalcini

Fa parte inoltre delle maggiori accademie scientifiche internazionali come l’Accademia Nazionale delle Scienze, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. Collabora anche con l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (Fondazione EBRI, European Brain Research Institute) da lei fondato nel 2001. Qui prosegue i suoi studi fino a poco prima della sua morte.

Nel 2009 compie 100 anni, prima tra i vincitori del Premio Nobel ad arrivare a quell’età. Inoltre il primo agosto del 2001 Carlo Azeglio Ciampi la nomina senatore a vita ed è l’unica tra loro a varcare la soglia dei 100 anni nella storia della repubblica italiana. Solo Giovanni Battista Borea d’Olmo, vissuto fino a 105 anni, la supera essendo stato senatore del Regno d’Italia.

Il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni, nella sua abitazione romana nel viale di Villa Massimo, nei pressi di Villa Torlonia, Rita Levi-Montalcini muore. Il 31 dicembre si svolge la camera ardente presso il Senato ed il giorno dopo la sua salma arriva a Torino per una breve cerimonia con rito ebraico. Il 2 gennaio 2013 abbiamo i funerali pubblici. Rita è sepolta nella tomba di famiglia nel Cimitero monumentale di Torino.

Lorenzo Bernardini

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