Sabato 15 aprile 2023 alle ore 18 presso la Sede dell’Associazione culturale APS 42 a Viterbo verrà presentato il lavoro narrativo-fotografico “Uve e mosti della Tuscia – Storie di Passione e Dedizione”.
Uve e mosti della Tuscia – Storie di Passione e Dedizione è un racconto per immagini di Cosimo GRAVINA e Vittorio FAGGIANI.
Protagoniste di Uve e mosti della Tuscia – Storie di Passione e Dedizione saranno 15 selezionate e prestigiose Aziende vitivinicole della Tuscia, interpretate fotograficamente dai due Autori durante piacevoli visite ed interviste con i Viticoltori. All’illustrazione del progetto ed alla proiezione delle relative immagini seguirà un Aperitivo con i vini offerti da alcune delle Aziende protagoniste. Il banco d’assaggio sarà presidiato da un Sommelier della Delegazione AIS di Viterbo.
Sarà una piacevole occasione per accogliere tutti gli intervenuti con un simpatico “cin cin” e per parlare del linguaggio fotografico nella comunicazione del vino in compagnia di un buon calice di vino.
Vi aspettiamo a LA CASINA DELLA QUERCE in via Cardinal Ridolfi, 10.
Posti limitati, evento su prenotazione al 3516390184
Definizione di Uva
Botanica[modifica | modifica wikitesto]

L’uva è un’infruttescenza, cioè un raggruppamento di frutti, che nel suo insieme prende il nome di grappolo.
Il grappolo è composto da un raspo (molto raramente indicato come graspo), e da numerosi acini (detti anche chicchi, si tratta di bacche), di piccola taglia e di colore chiaro (verde-giallastro, giallo, giallo dorato) nel caso dell’uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o violetto bluastro) nel caso dell’uva nera.
Il raspo, o rachide, è l’asse centrale del grappolo, ramificato in racimoli e quindi in pedicelli, che portano i fiori ed in seguito i frutti, gli acini.
In generale gli acini sono pigmentati solo nell’ipoderma (lo strato di cellule dell’epicarpo intermedio tra l’epidermide ed il mesoderma), mentre gli altri tessuti non accumulano pigmenti o lo fanno in maniera molto ridotta. Fanno eccezione alcune varietà di Vitis vinifera sp.sativa che accumulano pigmenti anche nel mesocarpo, sono le varietà tintorie (in francese teinturiers), ad esempio il Gamay di Borgogna. Talvolta si confondono le varietà molto colorate con le varietà tintorie; la differenza risiede nella morfologia dell’acino, che nelle varietà molto colorate (ad esempio l’Ancellotta dell’Emilia) presenta un’ipoderma molto spesso (anche 20 strati cellulari), mentre nelle varietà tintorie al di là dell’ipoderma anche la polpa è pigmentata e non traslucida.
All’interno degli acini sono portati i vinaccioli, semi piriformici, in numero massimo di 4 ma più sovente di 1 o 2. Non mancano uve prive di semi (apirene), particolarmente apprezzate dai consumatori per il consumo fresco, ma utilizzate anche per la produzione di uva sultanina essiccata (la presenza di semi che potrebbero germinare è da evitare, in questo ambito è molto utilizzata la varietà Sultana).






