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Al via Atlante. Dialoghi per una cultura della pace, cinque incontri gratuiti alla Casa della Psicologia di Torino

Al via Atlante. Dialoghi per una cultura della pace, cinque incontri gratuiti alla Casa della Psicologia di Torino

Psicologia e cultura della pace: al via “Atlante”


Cinque incontri gratuiti alla Casa della Psicologia di Torino, da settembre a dicembre. Sul palco Hafez Haidar, Gabriella Caramore, Evelina Christillin, Romano Màdera, Luciano Manicardi e Gian Piero Quaglino

 

Cinque incontri gratuiti e aperti alla cittadinanza per leggere i conflitti del presente attraverso la lente della psicologia, in dialogo con letteratura, filosofia, religioni e arte. È Atlante. Dialoghi per una cultura della pace, la rassegna che si svolge da settembre a dicembre alla Casa della Psicologia di Torino. Promossa dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Piemonte, Atlante ha il patrocinio di Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino, Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Ordine degli Avvocati di Torino.

Sarà lo scrittore libanese Hafez Haidar, due volte candidato al Nobel, a inaugurare il 16 settembre la rassegna con un intervento sull’Islam oltre gli stereotipi. Seguiranno la saggista e storica voce di RAI Radio3 Gabriella Caramore sulle religioni tra conflitto e casa comune (7 ottobre); la Presidente del Museo Egizio Evelina Christillin sulla tutela del patrimonio culturale nelle guerre (28 ottobre); il filosofo e saggista Romano Màdera sulla spiritualità laica nell’epoca dell’interdipendenza globale (18 novembre) e, in chiusura, il dialogo tra il biblista ed ex Priore di Bose Luciano Manicardi e lo psicologo Gian Piero Quaglino sulla passione per l’umano (16 dicembre). Ogni appuntamento è aperto da Giancarlo Marenco, Presidente dell’Ordine, e viene moderato da Riccardo Bernardini, Segretario dell’Ordine.

Il filo conduttore è un’idea cara alla psicologia fin dalle sue origini: il conflitto non è un incidente da rimuovere, ma una condizione dell’esperienza umana, che può portare tanto alla distruzione quanto alla trasformazione.

Il programma

Mercoledì 16 settembre apre la rassegna Hafez Haidar, scrittore e traduttore libanese, già docente di Lingua e Letteratura araba all’Università di Pavia e due volte candidato al Premio Nobel (per la Pace nel 2017, per la Letteratura nel 2019). In Semi di pace da Le mille e una notte al Corano: l’Islam e il radicalismo spiegati all’Occidente, Haidar parte dalla vicenda di Shahrazàd — che con il racconto interrompe la spirale di vendetta del re Shahriyàr — per mostrare come la violenza nasca spesso da una ferita rimasta senza parola e come narrazione e ascolto possano costruire vie di riconciliazione. La seconda parte dell’incontro è incentrata sul Corano, per distinguere il messaggio spirituale del testo dalle derive del radicalismo.

Mercoledì 7 ottobre è la volta di Gabriella Caramore, saggista e storica voce di “Uomini e profeti” (RAI Radio3, 1983-2018), laureata honoris causa in Teologia dalla Facoltà valdese di Roma. In Religioni: conflitto e casa comune, Caramore affronta la tensione che attraversa ogni tradizione religiosa, divisa tra vocazione universalistica e chiusura identitaria: le religioni possono irrigidirsi in un confine o aprire spazi di riconoscimento reciproco.

Mercoledì 28 ottobre, Evelina Christillin, Presidente del Museo Egizio dal 2012, interviene su Una strada per la pace. La tutela del patrimonio artistico e culturale. Al centro, la distruzione del patrimonio nei contesti di guerra che colpisce non solo siti e manufatti, ma le comunità che in essi si riconoscono. Una riflessione sul ruolo dei musei come istituzioni capaci di tenere viva la memoria collettiva e generare cittadinanza attiva, secondo la prospettiva sviluppata nel volume Le memorie del futuro (Einaudi, 2021) scritto a quattro mani con il direttore del Museo Egizio, Christian Greco.

Mercoledì 18 novembre, il filosofo Romano Màdera, già ordinario di Filosofia morale all’Università di Milano-Bicocca e presenza costante a RAI Radio 3, propone L’interdipendenza e la pace: il contributo di una spiritualità laica. Nell’epoca dell’interdipendenza globale, in cui ogni conflitto locale rischia di allargarsi, Màdera indica nella collaborazione tra le diverse spiritualità — religiose e laiche — la condizione per costruire una piattaforma comune di scambio, in grado di indicarci la via per imparare dagli altri senza rinunciare alle proprie convinzioni.

Mercoledì 16 dicembre chiude la rassegna il dialogo La passione per l’umano tra Luciano Manicardi, monaco e biblista, Priore della Comunità di Bose dal 2017 al 2022, e Gian Piero Quaglino, per oltre trent’anni professore di Psicologia all’Università di Torino, tra i maggiori studiosi italiani del pensiero junghiano. Al centro dell’incontro, il “disarmo interiore”: le pratiche di pace della tradizione cristiana — l’ospitalità, la mitezza, la pazienza come attesa dei tempi dell’altro, l’umiltà, la vigilanza del cuore — lette in risonanza con uno dei nuclei del pensiero di Jung, per cui vivere è anzitutto “essere un compito per sé stessi”. Il lavoro interiore, volto ad ampliare il campo di coscienza, diventa così la condizione per disinnescare i conflitti prima che divampino: se, come afferma Jung, “solo se noi cambiamo, il mondo cambia”, la pace nel mondo esteriore dipende dalla capacità di costruirla anzitutto dentro di sé.

 

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