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Aurora boreale in Lapponia: un viaggio da sogno in Norvegia

Aurora boreale in Lapponia: un viaggio

Riassunto

Scopri il racconto di un'avventura indimenticabile al Circolo Polare Artico. Un viaggio in Lapponia a caccia dell'aurora boreale tra temperature estreme, paesaggi mozzafiato e la cultura dei Sami. Leggi ora l'esperienza completa.

 

Dalle offerte volo all’aurora boreale: il mio viaggio nel cuore della Lapponia norvegese.

 

L’idea di questo viaggio è nata per caso, quando una offerta imperdibile per un volo a/r su Oslo è apparsa sul mio radar. Detto e fatto, ho subito acquistato i biglietti per un viaggio in Norvegia a gennaio! Ma cosa fare in Norvegia in pieno inverno, quando il giorno dura solo poche ore? La risposta è stata subito chiara: cacciare l’aurora boreale.

La destinazione scelta è stata la Lapponia norvegese, al confine con il Circolo Polare Artico.

Ho contattato un’organizzazione locale e ci siamo dati appuntamento a Tromsø, il punto di partenza perfetto per un’avventura a caccia delle luci del nord. A Tromsø, un piccolo gruppo di viaggiatori si è riunito per affrontare il freddo glaciale. Quando le auto sono arrivate per condurci all’accampamento Sami, la gioia è stata immensa!

Dopo due ore di viaggio, siamo arrivati a una capanna accogliente. Qui le guide ci hanno fornito indumenti termici supplementari: scarponi, maglioni, calzini, guanti e cappelli. Dopo esserci vestiti, è iniziata la nostra camminata verso il campo base. Durante il percorso, la guida ci ha spiegato lo straordinario fenomeno dell’aurora boreale, ma nessuna spiegazione può eguagliare l’emozione di vederla dal vivo.

All’improvviso, il cielo si è acceso di un verde intenso, giallo, viola, con scie di luce che si muovevano velocissime. A volte svaniscono in un attimo, altre volte rimangono per minuti, cambiando forma e dimensione, come se stessero danzando. L’emozione è indescrivibile: ti chiedi se sia tutto vero o se stai sognando.

Dopo un’ora di camminata sui ghiacci, con una temperatura incredibile di -27°C, siamo finalmente giunti alla tenda Sami, in realtà una capanna di legno. Al centro, una stufa funge da riscaldamento e piano cottura. Le panche sono coperte di pelli di renna e l’unica illuminazione proviene da calde candele. Mentre una guida preparava una deliziosa zuppa, un’altra ci ha intrattenuto con storie e leggende dei Lapponi. Spesso, il racconto veniva interrotto da un grido entusiasta: “Le luci del nord sono tornate!”, e tutti ci precipitavamo fuori per ammirarle di nuovo.

C’era anche la possibilità di esplorare il bosco circostante, spingendosi fino al fiume ghiacciato per vedere i “fiori di ghiaccio”, formazioni cristalline uniche che si creano a temperature estreme.

A cena, ci è stata servita una squisita zuppa di pesce di fiume con crostini di pane. L’acqua, servita in caraffe, era così fredda che la sua superficie si ghiacciava in pochi istanti. Dopo cena, era il momento di riposare. I letti si trovavano in una capanna di legno senza elettricità né bagno. Per le necessità igieniche, bisognava raggiungere una capanna esterna con l’aiuto di una candela e un catino d’acqua calda.

L’adattamento è fondamentale quando le tubature sono completamente gelate!

Al mattino, ci aspettava un’abbondante e ipercalorica colazione preparata dalla nostra guida, con uova strapazzate fumanti che ci hanno dato la carica per affrontare un’altra giornata in questo scenario da sogno.

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