Non si tratta soltanto di uno stanziamento economico, per quanto imponente, ma della concretizzazione di un lungo lavoro silenzioso condotto da tecnici, ricercatori e istituzioni. Questa mattina, nella cornice dello Spazio Attivo – Lazio Innova di via Faul a Viterbo, è stato presentato ufficialmente il piano straordinario da 3 milioni di euro destinato al Lago di Vico e alla Riserva Naturale dei Monti Cimini.
Un piano che punta a risolvere le criticità storiche del bacino vicanico, agendo su due fronti strettamente connessi: il lavoro tecnico-scientifico di tutela ecologica e la salvaguardia dell’ampio indotto socio-economico che gravita attorno al lago.
Il lavoro dietro le quinte: scienza, monitoraggio e infrastrutture
Dietro i riflettori delle conferenze stampa c’è una complessa macchina operativa che lavora quotidianamente per garantire la salute del lago. L’ecosistema vicanico, bacino di origine vulcanica particolarmente delicato e privo di grandi immissari naturali, richiede un’attenzione costante:
Monitoraggio idrobiologico e qualità delle acque: l’attività analitica costante condotta dall’Ente Parco in sinergia con ARPA Lazio, ASL e istituti universitari riguarda il controllo dei livelli di ossigenazione, della presenza di nutrienti (azoto e fosforo) e il contenimento della fioritura di cianobatteri (Planktothrix rubescens).
Manutenzione delle infrastrutture idrauliche e di collettamento: gran parte dei fondi stanziati servirà a potenziare e ammodernare l’anello dei collettori circumlacustri e gli impianti di depurazione, indispensabili per intercettare gli scarichi ed evitare che acque reflue o dilavamenti raggiungano il bacino.
Messa in sicurezza idrogeologica e silvicoltura: la cura dei boschi fitti che circondano il lago non è solo paesaggio: è un presidio fondamentale contro l’erosione del suolo, le frane e il dissesto idrogeologico che minacciano la viabilità e la biodiversità dell’area protetta.
La tutela dell’indotto: agricoltura di pregio e turismo sostenibile
Tutelare il Lago di Vico significa proteggere l’economia di un intero territorio. L’area dei Monti Cimini vive infatti di un equilibrio prezioso tra ambiente naturale e attività umane:
La corilicoltura e il settore agricolo: i comuni del comprensorio (in primis Caprarola e Ronciglione) rappresentano un’eccellenza mondiale nella produzione della Nocciola Romana DOP. Il piano d’azione mira a supportare le aziende agricole locali verso una transizione ecologica avanzata, incentivando pratiche agronomiche a basso impatto che riducano l’uso di fertilizzanti e difendano la qualità della falda acquifera senza penalizzare la produttività.
Turismo naturalistico e ricettività: il lago pulito e fruibile è il motore di un indotto turistico che comprende agriturismi, ristorazione, stabilimenti, guide escursionistiche e attività sportive outdoor (trekking, mountain bike, kayak e birdwatching). Un bacino sano garantisce attrattività 365 giorni all’anno, trasformando la conservazione ambientale in valore economico tangibile per le comunità locali.
La sinergia istituzionale: da Bruxelles ai Monti Cimini
L’incontro di questa mattina ha mostrato una convergenza compatta tra i diversi livelli di governo per dare risposte concrete al territorio.
Ad aprire i lavori è stata la Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, che ha inserito gli interventi per il Lago di Vico nel quadro delle politiche comunitarie di sostenibilità e resilienza idrica: “La tutela dei bacini idrici interni è una sfida prioritaria a livello europeo. Garantire la salute di questo lago significa proteggere la biodiversità e assicurare un futuro sostenibile alle generazioni locali.”
Sul fronte parlamentare, l’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha rivendicato la concretezza dell’impegno governativo: “I 3 milioni di euro rappresentano la risposta concreta a problemi complessi che si trascinavano da tempo. Coniughiamo la rigidità della tutela scientifica con le esigenze reali delle imprese agricole e turistiche del comprensorio vicanico.”
Dalla Regione Lazio è arrivato il pieno sostegno politico e finanziario. Daniele Sabatini (capogruppo FdI in Consiglio Regionale) e Giulio Zelli (presidente della Commissione Ambiente e Agricoltura) hanno ribadito la centralità della Pisana nel fare da ponte tra le istanze dei sindaci e le risorse operative, garantendo tempi rapidi per la cantierizzazione degli interventi.
L’esecuzione del piano sul campo spetterà all’Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico.
Il presidente Alessandro Pontuale, ha illustrato il cronoprogramma delle operazioni: un mix equilibrato tra interventi strutturali sulle reti idriche, progetti di fitodepurazione, monitoraggio scientifico continuo e valorizzazione dei percorsi naturalistici. Del progetto fanno parte il direttore Eugenio Monaco e il responsabile naturalistico Giuseppe Puddu.
Grazie a questa ritrovata alleanza tra scienza, politica e pianificazione territoriale, il Lago di Vico si avvia verso una stagione in cui la salvaguardia dell’ambiente diventerà il più forte volano di sviluppo per l’intera Tuscia.






