Bud Spencer. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il Mercoledì di Lollo parleremo di questo straordinario nuotatore ed attore italiano.
Bud Spencer nasce a Napoli il 31 ottobre 1929 e muore a Roma il 27 giugno 2016.
Carlo Pedersoli, vero nome di Bud Spencer, nasce a Napoli, nel rione di Santa Lucia, in via Generale Giordano Orsini al civico 40, il 31 ottobre del 1929. Sua madre Rosa Facchetti era di Chiari, in provincia di Brescia. Suo padre Alessandro Pedersoli, invece, era un napoletano di origini bresciane. Il 28 giugno 1934 nasce sua sorella Vera Pedersoli. Già in tenera età si appassiona di sport, soprattutto di nuoto, per il quale dimostra da subito una grande predisposizione, vincendo anche alcuni premi.
Nel 1940 lascia Napoli assieme alla famiglia a causa del lavoro del padre. Si trasferisce quindi a Roma dove frequenta le scuole superiori ed entra a far parte di un circolo di nuoto. Si diploma al liceo scientifico con il massimo dei voti e si iscrive al corso di laurea in Chimica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 1947, però, la famiglia si trasferisce in Sud America e quindi si vede costretto ad abbandonare gli studi. In Brasile lavora presso il consolato italiano di Recife.
La carriera sportiva di Bud Spencer.
Alla fine degli anni 40 Carlo torna in Italia e viene tesserato con la S.S. Lazio Nuoto. Ottiene i suoi primi successi ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. Nei 100 metri stile libero è il primo italiano a scendere sotto il minuto, col record di 59″5, ottenuto nel 1950 a Salsomaggiore e a Vienna in vasca da 25 metri. Nel 1951 a Genova stabilisce il tempo di 58″9. Nel 1949 effettua anche il suo esordio con la nazionale e l’anno seguente partecipa ai campionati europei di Vienna piazzandosi al quinto posto nei 100 stile libero ed al quarto posto nella staffetta 4×200.
Poi nel 1951 partecipa ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto. Vince due medaglie d’argento, una nei 100 metri ed una nella staffetta 3×100 mista. Carlo è anche giocatore di rugby come seconda linea e da giovane pratica anche come dilettante il pugilato con ottimi risultati.
Nel frattempo riprende gli studi e si iscrive nuovamente all’Università di Roma, questa volta al corso di laurea in Giurisprudenza sostenendo numerosi esami. In realtà, per spronare sua figlia a studiare, una volta passati i 60 anni si mette anche a studiare Sociologia. Supera anche tre esami tutti con 30 e lode ma non si laurea mai.
Gareggia poi per l’Italia ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki del 1952, classificandosi nono nei 100 stile libero. Invece, nel 1955 partecipa ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona vincendo la medaglia d’oro come pallanuotista. Nello stesso anno vince anche il campionato nazionale indoor con la Lazio. L’anno successivo partecipa ai Giochi della XVI Olimpiade di Melbourne arrivando in semifinale nei 100 stile libero. Infine viene invitato alla Yale University, negli Stati Uniti dove ottiene il suo record personale nei 100 stile libero.
L’esordio televisivo di Bud Spencer.

Per il suo fisico imponente e massiccio viene anche notato dall’ambiente cinematografico. Il suo esordio lo effettua nel 1950 con il film “Quel fantasma di mio marito” di Camillo Mastrocinque, nel quale interpreta il ruolo di un nuotatore impegnato in piscina nel salvataggio di un bagnante. Successivamente impersona una guardia dell’Impero romano nel film “Quo vadis” del 1951. Continua poi a recitare in piccole parti. Una di queste è “Un eroe dei nostri tempi” di Mario Monicelli in cui si contrappone ad Alberto Sordi. Impersona Fernando, fidanzato manesco della giovane Marcella, interpretata da Giovanna Ralli. Nel 1954 recita in “Siluri umani” al fianco di Raf Vallone.
Dopo le Olimpiadi di Melbourne torna in Sud America e lavora per 9 mesi in un’impresa statunitense impegnata nella costruzione della strada panamericana, collegamento tra Panama e Buenos Aires. Passa poi a lavorare nella Alfa Romeo di Caracas. Lavora qui fino al 1960 e disputa come pilota la Caracas-Maracaibo. Partecipa anche ad alcune gare con la squadra venezuelana di nuoto.
Nello stesso anno torna a Roma e partecipa alle Olimpiadi di Roma del 1960. Il 25 febbraio dello stesso anno si sposa con Maria Amato nella chiesa di San Giovanni a Porta Latina. Lui e Maria si conoscevano già da 15 anni in quanto lei era la figlia del produttore Giuseppe Amato. Carlo, pur non interessato al grande schermo, firma un contratto con l’etichetta musicale RCA. Scrive testi per Ornella Vanoni e Nico Fidenco ed anche qualche colonna sonora.
Poi nel 1961 nasce il suo primo figlio Giuseppe e nel 1962 sua figlia Cristiana. Nel 1964 scade il contratto con la RCA e muore suo suocero. Diventa allora produttore di documentari per la RAI.
Il primo incontro di Bud Spencer e Terence Hill.

Successivamente sul set del film “Dio perdona… io no!” conosce l’attore Mario Girotti, meglio noto come Terence Hill. Da qui inizia l’inossidabile collaborazione tra i due. Per le presentazioni in locandina ai due attori la produzione consiglia di cambiare i loro nomi “troppo italiani” per un film western. Mario Girotti, in una lista di 20 nomi consegnata dalla produzione, sceglie lo pseudonimo di Terence Hill perché suonava bene e perché le inziali erano le stesse del nome e del cognome di sua madre Hildegrad Thieme.
Carlo Pedersoli, invece, scegli lo pseudonimo di Bud Spencer perché Spencer era un’omaggio all’attore Spencer Tracy mentre Bud era un gioco di ironia sul nome della birra Budweiser. Loro due recitano assieme in diciotto film. In sedici sono coppia protagonista. In “Annibale” del 1959 recitano invece in scene separate senza mai incontrarsi sul set. Ne “Il corsaro nero” del 1971, invece, Terence è l’attore principale e Bud recita una parte minore nel ruolo di un cattivo.
Nel 1969 interpreta il ruolo di Mesito nel film “Un esercito di 5 uomini” di Italo Zingarelli con sceneggiatura di Dario Argento. Insieme a Terence Hill, nel 1970 gira “Lo chiamavano Trinità…” di E.B. Clucher, pseudonimo di Enzo Barboni. L’anno successivo, sempre con lo stesso regista recitano in “…continuavano a chiamarlo Trinità”.
Bud nel 1970 recita nel film “Gott mit uns (Dio è con noi)” di Giuliano Montaldo, nel 1971 partecipa al film “4 mosche di velluto grigio” di Dario Argento e nel 1972 recita nel film “Torino nera” di Carlo Lizzani. Poi nel 1972 nasce la sua terza figlia Diamante che diventerà poi attrice. La figlia lavorerà col nome d’arte di Diamy Spencer e reciterà al fianco del padre in “Superfantagenio” del 1986 di Bruno Corbucci ed in “Un piede in paradiso” del 1991 di E.B. Clucher.
Bud Spencer nella tetralogia di Piedone ed altri film.

Nel 1973 inizia la tetralogia, ovvero una serie di 4 opere distinte, di Piedone con il film “Piedone lo sbirro”. Successivamente troviamo “Piedone a Hong Kong” del 1975, seguito poi da “Piedone l’africano” del 1978, per poi terminare con “Piedone d’Egitto” del 1980. In questa tetralogia lavora da solo senza Terence Hill.
Con Terence invece, nel 1972 recita in “…più forte ragazzi” del 1972 e nei film “…altrimenti ci arrabbiamo!” e “Porgi l’altra guancia” entrambi del 1974.
Dopo 6 anni dal successo dei Trinità, la coppia torna ad essere diretta da E.B. Clucher nel film “I due superpiedi quasi piatti” del 1977. Nel 1978 poi recitano in “Pari e dispari” di Sergio Corbucci e nel 1979 in “Io sto con gli ippopotami” di Italo Zingarelli.
Nello stesso anno Bud riceve il premio Jupiter come attore più popolare in Germania e recita nel film fantascientifico “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” di Michele Lupo. Nel 1981 torna al genere western recitando in “Occhio alla penna” per poi tornare in coppia con Terence e recitare in altre 4 pellicole di successo. Si tratta di “Chi trova un amico trova un tesoro” di Sergio Corbucci del 1981, “Nati con la camicia” del 1983 e “Non c’è due senza quattro” del 1984 entrambi di E.B. Clucher e “Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada)” del 1985 di Bruno Corbucci.
Gli ultimi lavori di Bud Spencer.

Nel 1988 solo Bud recita nella serie televisiva “Big Man”. Successivamente nel 1990 gira per la televisione 6 film “Detective Extralarge” con la regia di Enzo G. Castellari, che vince il Telegatto come miglior “telefilm” italiano della stagione. Nel 1997 esce la seconda serie di “Detective Extralarge” e la serie “Noi siamo angeli”. Partecipa anche ad un cameo nel film “Fuochi d’artificio” di Leonardo Pieraccioni.
Intanto nel 1994 recita assieme a Terence Hill nel film “Botte di Natale” diretto proprio da Terence. Nel 1999, poco dopo il trionfo agli Oscar con “La vita è bella” di Roberto Benigni, la rivista TIME stila la classifica degli “attori italiani più famosi al mondo”, mettendo Bud al primo posto e Terence al secondo.
Nel 1997 prende parte alla produzione spagnola “Al limite” e nel 2000 a “Figli del vento”. Poi Nel 1998 partecipa a quella australiana “Tre per sempre” e nel 2009 a quella tedesca “Tesoro, sono un killer”. In Italia nel 2003 lavora con Ermanno Olmi al film del 2003 “Cantando dietro ai pavimenti”. Nel 2001 registra come protagonista il film TV “Padre Speranza”, mandato in onda nel 2005 come pilota di una serie mai realizzata. Poi nel 2010 partecipa come protagonista nella serie televisiva di Canale 5 “I delitti del cuoco”. Inoltre nel 2007 impersona Babbo Natale nello spot natalizio della Melegatti. Poi nel 2009 partecipa anche ad uno spot per la banca spagnola Bancaja. Infine il 7 maggio 2010 riceve il David di Donatello alla carriera assieme a Terence Hill.
La morte di Bud Spencer.

Bud Spencer muore alle 18 e 15 del 27 giugno 2016 all’età di 86 anni nella sua abitazione romana a causa delle complicazioni derivate da una caduta in casa. Ad annunciare la morte è il figlio Giuseppe. Il 29 giugno si svolge la camera ardente presso la sala della protomoteca in Campidoglio. I funerali hanno luogo il 30 giugno nella Chiesa degli Artisti. Quando il feretro esce dalla chiesa amici ed ammiratori intonano Dune Buggy, colonna sonora del film “…altrimenti ci arrabbiamo!”. Il suo corpo è sepolto al cimitero del Verano, a Monte Portonaccio, di fronte al secondo gradone, nella cappella numero V.
Nei giorni seguenti le reti RAI e Mediaset adattano il loro palinsesto per rendere omaggio a Bud. Nel 2018 la Fondazione Italia USA attribuisce a Bud presso la Camera dei deputati il premio America alla memoria.
Lorenzo Bernardini






