Home / Cultura & Spettacoli / Arte, cultura ed eventi / Castel del Giudice cerca nuovi abitanti: la sfida di un piccolo borgo contro lo spopolamento

Castel del Giudice cerca nuovi abitanti: la sfida di un piccolo borgo contro lo spopolamento

“Riabitare Castel del Giudice”, un progetto rivolto a famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, artigiani e imprenditori

Si può invertire lo spopolamento di un piccolo paese dell’Appennino? Castel del Giudice ha deciso di provarci.

 

Famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, artigiani e imprenditori: il comune molisano apre una nuova fase della sua rigenerazione. Dopo il recupero dei luoghi, la sfida è riportare persone a viverli. Disponibili immagini, video e protagonisti per interviste.

 

 

 

Dopo oltre vent’anni di interventi di rigenerazione, il comune molisano apre una nuova fase e lancia “Riabitare Castel del Giudice”, un progetto rivolto a famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, artigiani e imprenditori interessati a valutare concretamente la possibilità di vivere e lavorare nel paese. La sfida è passare dalla rigenerazione dei luoghi alla rigenerazione della comunità.

 

DOPO LE CASE, LE PERSONE

Castel del Giudice ha già sperimentato cosa significhi recuperare un patrimonio destinato all’abbandono.

Uno dei simboli di questo percorso è Borgo Tufi, nato dal recupero di un antico nucleo rurale.

Ma recuperare gli edifici non basta.

Una casa può essere restaurata. Più difficile è creare le condizioni perché qualcuno decida di abitarla, trovi opportunità di lavoro, disponga dei servizi necessari e diventi parte della comunità.

Da qui nasce la nuova sfida del paese: non cercare semplicemente visitatori, ma nuovi abitanti.

 

CHI PUÒ ARRIVARE A CASTEL DEL GIUDICE?

Il progetto si rivolge a persone con esigenze e professionalità differenti.

Famiglie che cercano una nuova qualità della vita, professionisti che possono lavorare da remoto, artigiani, imprenditori e persone interessate ad avviare attività legate alle opportunità del territorio.

L’obiettivo non è soltanto favorire un trasferimento.

Chi arriva viene invitato a conoscere il paese, incontrare la comunità e capire se Castel del Giudice possa diventare il luogo nel quale costruire un progetto di vita.

Il “diritto di restare” di chi già abita il territorio incontra così il “desiderio di arrivare” di chi immagina una vita diversa nelle aree interne.

 

TRE CANTIERI CONTRO LO SPOPOLAMENTO

Il progetto affronta contemporaneamente tre questioni.

Demografia: accompagnare nuovi abitanti verso una scelta residenziale consapevole e duratura.

Economia: favorire lavoro da remoto, nuove professionalità, iniziative imprenditoriali e attività integrate con le filiere locali.

Servizi: lavorare su mobilità, welfare e condizioni necessarie per rendere concretamente possibile la vita quotidiana in un piccolo comune appenninico.

La convinzione alla base del progetto è che una casa da sola non basti a ripopolare un paese.

Servono contemporaneamente abitazione, lavoro, servizi e relazioni.

 

UN LABORATORIO NELL’APPENNINO MOLISANO

Il percorso è accompagnato dal Manifesto per la Rigenerazione Appenninica, attraverso il quale Castel del Giudice guarda al 2050 e prova a trasformarsi in un laboratorio permanente per sperimentare nuove forme di vita nelle aree interne.

La questione supera quindi i confini del piccolo comune molisano.

Castel del Giudice prova a rispondere a una domanda che riguarda molti territori italiani: è possibile trasformare un paese che perde abitanti in un luogo nel quale nuove persone scelgano volontariamente di arrivare e restare?

«Non stiamo semplicemente gestendo un piccolo luogo appenninico: stiamo guidando una rivoluzione silenziosa contro l’inevitabilità dello spopolamento».

La nuova sfida di Castel del Giudice parte proprio da qui: dopo aver dimostrato che è possibile recuperare i luoghi, provare a dimostrare che è possibile tornare ad abitarli.

 

 

 

Tag: