Celleno paese della Tuscia ricco di storia e di fascino

Fin dai primi dell’anno Mille, Celleno risulta essere un castello sottomesso a Viterbo e i suoi abitanti nel 1172 aiutarono i Viterbesi a distruggere Ferento.
L’immagine più antica
L’immagine più antica che abbiamo del Castello si trova all’interno del Palazzo dei Priori a Viterbo. I uno dei lacunari della Sala Regia si trova un bellissimo dipinto risalente all’anno 1592, ad opera di Ludovico Nucci e Tarquinio Ligustri.
Il terremoto
Un terremoto disastroso capitò nel 1695 e distrusse il piccolo borgo. Mentre nel 1832 ci fu una epidemia di febbre “petecchiale” che causò la morte di una quarantina di persone.
Nel 1855 una serie di scosse sismiche, in un documento d’archivio si legge di 55 eventi, allertarono la popolazione. Che abbandonò il castello e si stabilì in una zona vicina e più sicura, l’attuale paese di Celleno.
Il convento

Il 7 maggio 1608 papa Paolo VI concesse la costruzione di un convento nei pressi di una chiesa dedicata a San Giovanni Battista e da affidare ai frati minori Osservanti Riformati.
I lavori iniziarono e il 12 dicembre 1610 la struttura fu consegnata ai frati.
La biblioteca del convento

Verso la metà del sec. XVII la struttura fu ampliata compresa una biblioteca. Che in breve tempo acquisì la fama di essere tra le migliori della Provincia.
Il Convento nel 1811, a causa delle leggi napoleoniche, venne chiuso. Ma dopo l’Unità d’Italia e le leggi di soppressione del 1866, vi trovarono rifugio i religiosi espulsi dai conventi umbri. Finché nel 1875 un decreto di espulsione colpì anche il Convento di San Giovanni Battista di Celleno e di conseguenza i frati dovettero abbandonarlo.
La chiesetta di San Rocco
La Chiesetta di San Rocco ha un bellissimo portale rinascimentale. E al suo interno sono conservate alcune tele del settecento. Include un affresco del quattrocento raffigurante la Madonna col bambino e un crocefisso ligneo della stessa epoca.
Celleno è anche chiamato il borgo fantasma.
Vanessa Giraldo






