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Archeologia leggera a Celleno

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L’incontro Archeologia leggera costituisce l’occasione per presentare alla comunità locale e ad un pubblico più vasto gli importanti risultati conseguiti nell’ambito di un Progetto di ricerca e studio sul centro di Celleno Vecchio (Vt).

Il progetto Archeologia leggera avviato nel 2015, in accordo con l’Amministrazione comunale, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e dall’Università degli Studi della Tuscia – Dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici, giuridici.

Il progetto, coordinato dal dott. Giuseppe Romagnoli del DISTU, è finalizzato ad approfondire le conoscenze sull’abitato medievale e moderno attraverso i metodi della cosiddetta “archeologia leggera” (rilievi delle architetture con stazione totale e con laser scanner 3D, stratigrafia delle murature, prospezioni con metodo georadar).

Tra le attività svolte è anche lo studio di un importante nucleo di ceramiche del XIV secolo (circa 10.000 frammenti di maioliche arcaiche) provenienti da un “pozzo da butto”, oggetto di uno scavo di recupero effettuato dalla Soprintendenza Archeologica nel febbraio del 1975.

Il progetto propone una lettura dello sviluppo della società feudale, colta in diverse
realtà territoriali, attraverso l’indagine delle fonti materiali, focalizzando in particolar
modo l’attenzione sugli aspetti propri dell’archeologia della produzione. L’archeologia
della produzione, recente definizione di un settore d’indagine specifico, qualifica l’analisi
delle operazioni necessarie per la trasformazione di una materia- prima in un bene,
intendendo, però, non solo i meccanismi tecnici, ma, soprattutto, le connessioni che tali
attività hanno avuto con il processo storico nel quale si inseriscono.
Dal punto di vista cronologico la ricerca si muove nell’ambito del periodo che vede
l’affermazione ed il declino del sistema politico-economico feudale, manifestatosi in
Occidente con il fenomeno storico dell’incastellamento e del decastellamento e in Medio
Oriente con quello della nascita dei regni Crociati e con il loro successivo venir meno.

. In coerenza con le ricerche in atto da parte della Cattedra di Archeologia Medievale, il
progetto si propone di documentare gli assetti di una serie di aree-campione che possano
mettere in luce alcuni elementi comuni della società feudale mediterranea, di cui, di fatto,
costituiranno un’esemplificazione, mediante i metodi di analisi propri dell’archeologia
leggera. Per archeologia “leggera” si intende un sistema di lettura e documentazione che
prevede l’uso integrato delle procedure di analisi delle stratigrafie murarie con quelle
dell’archeologia del paesaggio e dell’archeologia ambientale (su base archeomatica). Tali
operazioni, oltre a produrre un corpus di dati fondamentali per la formulazione di modelli
interpretativi delle dinamiche di sviluppo del territorio indagato nel ‘lungo periodo
medievale’, possono anche utilizzate in funzione diagnostica dei depositi archeologici
interrati

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