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Cenerentola al Teatro Manzoni

radiotusciaevents.com

Le favole più belle

Dal 2 ottobre 2021 al 26 marzo 2022

 

26 marzo 2022 ore 15,30

Un Teatro da Favola

presenta
Cenerentola

 

 

Lo stupore e la magia, la commozione e il divertimento, un viaggio interattivo dentro la favola più bella e amata da tutti.
Lo spettacolo che ha decretato il grandissimo successo di Un Teatro da Favola, la Compagnia che con i suoi spettacoli interattivi per grandi e piccoli sta rivoluzionando il mondo del teatro per famiglie.
Siete tutti invitati dentro la villa di Madame Tremend, la matrigna di Cenerentola, per vivere l’emozione di immergervi dentro una favola, la più famosa di tutte: la favola di Cenerentola, scena dopo scena.

Con la “vera” Cenerentola uscita, come per magia, dal libro di favole. Con i divertenti personaggi (la matrigna, le sorellastre, il granduca e ovviamente il principe) che “vivranno” intorno a voi, sul palco e in platea e che interagiranno col pubblico. I vostri bambini vivranno la favola da protagonisti. Aiuteranno Cenerentola a fare le faccende, obbligati dalla Matrigna Cattiva. Vivranno, con il nasino all’insù, la meravigliosa scena del Ballo.

“Dentro” la Favola scena dopo scena.
Un’esperienza meravigliosa, interattiva ed immersiva.

 

 

 

BIGLIETTI Adulti € 15,00; Bambini fino a 14 anni € 11,00; Under 3 anni € 4,50

Il Teatro Manzoni
Via Manzoni 42 – 20121 Milano
Tel. 02 7636901

 

La fiaba

La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò al capezzale la sua unica figlioletta e le disse: “Sii sempre docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal cielo e ti sarò vicina.” Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno alla tomba della madre, piangeva ed era sempre docile e buona. La neve ricoprì la tomba di un bianco drappo, e quando il sole l’ebbe tolto, l’uomo prese moglie di nuovo.

La donna aveva due figlie che portò con s’ in casa, ed esse erano belle e bianche di viso, ma brutte e nere di cuore. Per la figliastra incominciarono tristi giorni. “Che vuole quella buona a nulla in salotto?” esse dicevano. “Chi mangia il pane deve guadagnarselo: fuori, sguattera!” Le presero i suoi bei vestiti, le diedero da indossare una vecchia palandrana grigia e la condussero in cucina deridendola. Lì doveva sgobbare per bene: si alzava prima che facesse giorno, portava l’acqua, accendeva il fuoco, cucinava e lavava. Per giunta le sorelle gliene facevano di tutti i colori, la schernivano e le versavano ceci e lenticchie nella cenere, sicché‚ doveva raccoglierli a uno a uno. La sera, quando era stanca, non andava a letto, ma doveva coricarsi nella cenere accanto al focolare. E siccome era sempre sporca e impolverata, la chiamavano Cenerentola.

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