Dante era uno scienziato?
Prof. Antonino Scarelli
INCONTRI A PALAZZO PAPALE
Martedì 20 settembre – ore 16,00
Palazzo papale – Piazza S. Lorenzo 6/A – VITERBO
CEDIDO – Centro di ricerche per la storia dell’Alto Lazio
Le nostre conoscenze scolastiche ci hanno consegnato un Dante sommo poeta e cultore della lingua, ma la Divina Commedia è un’enciclopedia della scienza sotto copertura di poesia
INGRESSO LIBERO
informazioni:
Elisa Angelone 0761 325584 – cedidoviterbo@gmail.com
Poeta, letterato, politico, studioso di filosofia e teologia, Dante Alighieri (Firenze 1265 – Ravenna 1321)rappresenta un’intera cultura, vale a dire quella che si era andata formando a partire dal XII secolo quando, sulla scorta dei nuovi saperi provenienti dal mondo greco-bizantino e arabo, l’Occidente latino acquisì, non senza originali rielaborazioni, un sapere fino ad allora sconosciuto. La sua attività artistica, grazie alla quale viene considerato il padre della lingua italiana, spazia dalla produzione poetica, come le Rime, a quella filosofica, come il Convivio e la Quaestio de aqua et terra; dal trattato politico, come il De Monarchia, a quello linguistico-letterario, come il De vulgari eloquentia. Ma l’opera che ha consegnato Dante ad una fama imperitura è la Commedia, vale a dire la descrizione del viaggio che egli avrebbe compiuto nei tre Regni dell’oltretomba; con essa il Poeta ha infatti lasciato nei secoli un’indelebile impronta nell’immaginario collettivo relativamente allo stato delle anime dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.
Sia l’uomo Dante che la sua opera sono strettamente legati alle vicende della vita: l’incontro e la prematura morte di Beatrice, la sventura politica dell’esilio da Firenze, l’attesa di continua a leggere






