Gianni Riotta. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo grandissimo giornalista italiano.
Gianni Riotta nasce a Palermo il 12 gennaio 1954.

Gianni Riotta nasce a Palermo il 12 gennaio 1954. Suo padre è Salvatore Riotta, redattore del “Giornale di Sicilia”. Gianni a 17 anni esordisce come corrispondente per “Il manifesto”. Collabora anche per le pagine culturali del “Giornale di Sicilia”. Successivamente si laurea in Filosofia all’Università di Palermo. Poi nel 1976 si trasferisce a Roma. Qui inizia a scrivere per “La Stampa”. Inoltre nel 1988 passa al “Corriere della Sera”, succedendo ad Ugo Stille, pseudonimo di Mikhail Kamenetzky, come corrispondente da New York.
Ottiene una borsa di studio del Programma Fulbright negli Stati Uniti e frequenta la Columbia University Graduate School of Journalism di New York. Consegue così il Master of Science. Torna in Italia ed insegna all’Università di Bologna. Inoltre fa parte del Consiglio di Facoltà del corso di cultura italiana a Princeton, insegnando comunicazione. Collabora anche con “The New York Times”, “The Washington Post”, “Le Monde” e “Foreign Policy”.
Entra inoltre a far parte del “Council on Foreign Relations”. Successivamente da New York è corrispondente per “La Stampa, per “L’Espresso” e per il “Corriere della Sera”, di cui è anche vice-direttore. Allena anche la squadra di calcio Blue Lions per 4 anni. Poi il 20 settembre 2006 è direttore del TG1. Inoltre nel 2007 istituisce il premio “Libro dell’anno di TG1 Benjamin” all’interno della rubrica “Benjamin” da lui condotta. Questo premio viene assegnato con il voto degli ascoltatori online. Nel 2008 lo vince Roberto Saviano con “Gomorra”. Nel 2009, invece, lo vince J. K. Rowling con “Harry Potter e i Doni della Morte”.
Inoltre il 3o marzo 2009 Emma Marcegaglia lo vuole alla direzione de “Il sole 24 ore”. Viene fortemente contestato per la scelta di Giulio Tremonti come miglior candidato italiano per il premio “Persona dell’anno” senza coinvolgere la redazione nella scelta.
Altre nozioni su Gianni Riotta e la sua vita privata.

Lascia quindi spontaneamente la redazione il 15 marzo 2011. Roberto Saviano si dichiara dispiaciuto per l’accaduto. Durante la sua direzione il giornale prende una direzione più generalista e meno orientata all’informazione di settore. Riorganizza inoltre il seguitissimo inserto culturale “Domenicale” con un formato tabloid. Dopo alcune tensioni sui tagli economici dei giornalisti, dovuti al più grave crollo delle vendite nella storia del quotidiano, il 4 febbraio l’assemblea dei giornalisti lo sfiducia con il 70% dei voti.
Inoltre dal 2011 insegna al master in Rappresentanza degli Interessi, Politica e Istituzioni della Luiss Guido Carli. Poi dal 2012 è socio e membro del consiglio di amministrazione, dell’ONG Oxfam Italia. Dal 2014 conduce la trasmissione “Eco della Storia” su Rai Storia. Successivamente dal 2018 è direttore della scuola di giornalismo “Massimo Baldini” della Luiss Guido Carli di Roma, che dal 2019 diventa master di Giornalismo e Comunicazione multimediale.
Gianni Riotta nel 2013 viene definito da Glenn Greenwald, giornalista del “The Guardian” e fondatore del giornale “The Intercept”, “the opposite of journalism” (l’opposto del giornalismo). Poi a marzo 2022 pubblica un articolo su “la Repubblica” dove stila una serie di nomi dei cosiddetti “Putinversteher”, ossia di presunti putiniani d’Italia. Tra i nomi ci sono il professore di diritto civile Ugo Mattei, il deputato Stefano Fassina, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini e l’ex europarlamentare Barbara Spinelli, figlia di Altiero e compagna di Tommaso Padoa-Schioppa. Gianni Riotta è sposato ed ha due figli. Lui vive in prevalenza negli Stati Uniti. Infine dal 2001 ha anche la cittadinanza statunitense.
Lorenzo Bernardini






